L’angoscia

L’ANGOISSE

Nature, rien de toi ne m’émeut, ni les champs
Nourriciers, ni l’écho vermeil des pastorales
Siciliennes, ni les pompes aurorales,
Ni la solennité dolente des couchants.

Je ris de l’Art, je ris de l’Homme aussi, des chants,
Des vers, des temples grecs et des tours en spirales
Qu’étirent dans le ciel vide les cathédrales,
Et je vois du même oeil les bons et les méchants.

Je ne crois pas en Dieu, j’abjure et je renie
Toute pensée, et quant à la vieille ironie,
L’Amour, je voudrais bien qu’on ne m’en parlât plus.

Lasse de vivre, ayant peur de mourir, pareille
Au brick perdu jouet du flux et du reflux,
Mon âme pour d’affreux naufrages appareille.

§

Natura, nulla di te mi commuove, nè gli almi
campi, nè l’eco vermiglia delle pastorali
siciliane, non le pompe aurorali
nè la solennità dolente dei tramonti.

Rido dell’Arte, rido dell’uomo, dei versi,
dei campi, dei templi greci, delle torri a spirale
che protendono al cielo vuoto le cattedrali
e con gli stessi occhi vedo i buoni e i perversi.

Non credo in Dio, rinnego ed abiuro
ogni pensiero e, quanto quella vecchia ironia
l’Amore, vorrei proprio che non me ne parlassero più.

Stanco di vivere e avendo paura di morire,
la mia anima, scafo dei marosi in balìa,
per orridi naufragi si prepara a partire.

PAUL VERLAINE

Natale 2011

 
Era rassicurante il professore
voce pacata spiegava il percorso
irto di sacrifici certo, ma…
sempre contrassegnato da equità
.
pareva un padre e a quel sano rigore
cui da tempo non si era abituati
ormeggiammo la barca alla deriva
pronti a remare uniti con vigore.
.
Presto vedemmo che non dei marosi
dovevamo temere, bensì monti
dapprima tre, ora ne basta uno
a rendere più dura la scalata
a una ciurma provata dal digiuno
spinta a remare debole e affamata.
.
Se lo spread cresce e rischiamo il default
è urgente agire, non por tempo in mezzo
così è più semplice se a pagare il prezzo
sono i soliti noti che a Natale
davanti alla vetrina illuminata
sospireranno: “Ha da passà ‘a nuttata!”

Viviana Santandrea

Auguro a tutti un felice Natale e un futuro più lieto!   Viviana

La scogliera

Avvolti in maglioni
dal sapore di mare,
ruvida lana a contrasto
di schizzi e marosi,
avanziamo a fatica
contro il maestrale.
Sulla scogliera
è tutta una nebbia
di gocce salmastre.
Ci teniamo per mano
fino alla punta.
Saliamo al faro.
Sotto, il bianco di schiume
sconfigge la notte.
Alle spalle
le luci del porto
attendono ansiose
il nostro ritorno.

Lorenzo Poggi

C’è un’oasi…

 
Umanità abusata
travolta dai marosi
e dall’Eden divelta,
catapultata inerme
verso ignoti destini.
.
Si velano ad oriente
occhi di bimbi attoniti,
a occidente risuonano
beffarde le sirene
dei mille e più arsenali
che forgiano la morte.
.
Può esserci la gioia
in questo breve volo
tra lo spazio ed il tempo?
Si sfoglian le corolle
sotto i passi affannati
e fameliche iene
affondan voluttuose
le fauci nel dolore!
.
C’è un’oasi ove i puri,
i timidi e gli ignari
possan cantare al vento
le canzoni del cuore?
Mostracela, Signore, e
per loro soltanto
la tua cometa accendi;
.
poi tutto il resto oscura:
che Caino conosca
l’angoscia e la paura!

Viviana Santandrea

Acquamarina

ti estraggo nella miniera
dell’onda
dea che allevia
gemma-gioiello esploratrice
navigatrice del sogno
a mezz’aria tra i marosi
rifletti, scrutata a fondo
segreta
alla via liquida
tuo, il mistero rivelato
magicamente guidato
da cristalli unici
scultura viziosa
accerchiata dall’indaco.

Aurelia Tieghi

Published in: on maggio 27, 2011 at 07:09  Comments (7)  
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Spruzzi

Fa acqua
lo scafo ferito.
Ripara nel seno solingo
di affetti e memorie ancorate
e nel fondo profondo del tempo confuso
trova riposo.

Riascolta le voci
disseminate
scordate da tempo nel mezzo dei flutti
ingrossati ad inganno
quando sembravan cullarlo nei sogni
quando ogni spruzzo donava l’ebbrezza
quando i marosi eran sprone ad andare.

Mare d’incanto di mille abbordaggi,
sirene bramose e bramate
dall’onde richiuse o volate nel vento.
Ancora ne resta il bel canto lontano,
sognante e soave,
placebo all’amaro salato
del sale del mare.
D’un mare pacato dal sonno dei venti
un tempo rissosi…a conquistare ogni vela.

Spruzzi, di nuovo, aspetto sul viso,
se mai verranno…se mai varranno, ancora.

Armando Bettozzi

Pulsione

infuocata e impegnata
a lottare per te, andrà forse al di là dei marosi?
chissà se la raccoglierai in volo da sotto le tue morbide ciglia
la sorte ci ha preso in prestito
spasimando
accoppia le nostre mani coraggiose
gradualmente le vene pulsano tra il dito e l’anello

nuove pose di rose su pezzi di vita raccolta
assaporo rugiada
a sprazzi il tuo flash abbagliante grida bellezza
sublime piroetta
s’avventa dentro il foriero pensiero e mi stringe inquietante…

Aurelia Tieghi

Published in: on novembre 1, 2010 at 06:58  Comments (5)  
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Bianca vela

Di mare in mare naviga il pensiero
ossessionato dal trovar la luce
di bianca vela nel mezzo dei marosi
da riportare indenne al porto mio.
Vi viaggia sopra il risveglio nuovo
di un’estate che non vuol morire,
menefreghista dell’età che passa
e provocante come donna astuta.
Se riuscisse a scorgerla qualcuno,
qualcun si rechi qui in questa casa
a dare a me l’esatta posizione
ché al più presto raggiungerla io possa
e capitan del tempo che mi resta,
ancora prima di condurla in rada,
la porti a spasso in acque di fiducia
standomi zitto su cronache d’adesso.
Farò una sosta in centro d’universo
gettando l’ancora tra verde e blu
dove i miei bagni facevo a testa in giù,
dove i miei anni accarezzavo piano
per non scalfir la pelle e il verde.

Aurelio Zucchi

Il sole mi veglia stamane

 
Mi coccola l’iride di schiarite
mi posa glicine sul capo
fa in poltiglia le pietre
delle pene
brucia malinconia
vendemmia rabbia
sparge il mio fumo
in  trilli luminosi
fa velo di noia
mescolata agli odori
quelli della campagna
in su dai tigli
m’illumina quelle sere
che un tempo avevano senso
attorno ai bambini
attori di giornata
e squillano risate
fresche di canto
mentre le nuvole fanno
da sipario.
 
Ma quel sole
dura l’attimo di
un rossore
la saliva ritorna
a spingere labbra
e le spesse pareti
del mio corpo
spengono calore
ritornano abusati
gesti di macchina
e la vita riprende
a nuotare nei
soliti marosi
 
Aspetto a occhi chiusi
quei rintocchi
come gatto che scruta
e poi felpato arriva
per trovare
la luce accecante
quella di scrivere.

Tinti Baldini

Il posto che ho trovato

 
 
Il pensiero sciolto
e le braccia
a misurare la distanza .
che spinge
avanti e indietro
i miei marosie via si libra
sulla punta della lingua
quieto il sospiro della sera
cercando di quadrare
almeno il cerchio

frugando in tasca
ho cento cose
e due passi
da ripetere a memoria

so che c’è un ritmo
nella pioggia che cade
anche se
forse mai
non torna indietro…

giochiamo a moscacieca
fino allo stremo

– finche ti passa –

e poi aprirti gli occhi
e mostrarti un posto
che ho trovato

non poi così lontano

( due passi di cuore )

per dirti quello
che provo

nel silenzio della sera

Pierluigi Ciolini

Published in: on gennaio 4, 2010 at 07:03  Comments (5)  
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