E non mi basta il cielo

Smarriti petali
nel vento di marzo
non mi basta il cielo…
tra nuvole di cartapesta
rincorro utopie a colori.

astrofelia franca donà

Published in: on maggio 2, 2012 at 07:07  Comments (4)  
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Lasciarsi andare

 
oltre
i semafori rossi
nella pioggia
purificante
di Marzo.
Raccogliersi
in un cantuccio
luminoso di me.

Graziella Cappelli

Published in: on marzo 10, 2012 at 07:49  Comments (14)  
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L’odore di marzo

.
Donna
nel vortice
di giorni
indifferenti
nelle notti
fredde
senza stelle.
Or giunge
l’odore di marzo
e solo
la mimosa
ti bacia il collo.
.
Graziella Cappelli
.
Published in: on febbraio 28, 2012 at 06:55  Comments (10)  
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Soli nascosti

All’ombra
del mio sicomoro
rivolto
le zolle deluse,
per farle
baciare dal cielo
e inondarle
di spore novelle.
Taglio le unghie
alle piante
per renderle
più rigogliose,
estirpo
le erbe maligne
che levano linfa
al mio prato.
Coltivo radici
e germogli
riscoprono
il sole di marzo,
all’ombra
del mio sicomoro.

Flavio Zago

Published in: on dicembre 12, 2011 at 07:31  Comments (5)  
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Marzo

MARS

Oh! que Mars est un joli mois!

C’est le mois des surprises:

Du matin au soir dans les bois

Tout change avec les brises.

Le ruisseau n’est plus engourdi,

La terre n’est plus dure,

Le vent qui souffle du midi

Prépare la verdure…

Par-dessus la haie en éveil,

Fière des fleurs écloses,

On voit le pêcher au soleil

Ouvrir ses bougeons roses.

Gelée ou vent, pluie ou soleil,

Alors tout a ses charmes;

Mars a le vissage vermeil

Et sourit dans ses larmes.

§

Nei boschi, da sera a mattina,

si schiudono fresche sorprese:

leggero sui prati cammina

Marzo, incantevole mese.

Ancora non c’è l’usignolo

ricolmo di note e di trilli,

ma lungo le prode e nel brolo

già fremono e parlano i grilli.

E, guarda, la siepe s’è desta

coperta di fiori, odorosa;

il pesco s’ammala di festa

schiudendo i suoi petali rosa.

C’è pioggia, c’è vento, c’è sole:

è Marzo, ogni cosa ha un incanto:

è Marzo che piange e non vuole..

che mostra il sorriso tra il pianto.

ALFRED DE MUSSET

Hai un sangue, un respiro

Hai un sangue, un respiro.
Sei fatta di carne
di capelli di sguardi
anche tu. Terra e piante,
cielo di marzo, luce,
vibrano e ti somigliano
il tuo riso e il tuo passo
come acque che sussultano
la tua ruga fra gli occhi
come nubi raccolte
il tuo tenero corpo
una zolla nel sole.

Hai un sangue, un respiro.
Vivi su questa terra.
Ne conosci i sapori
le stagioni i risvegli,
hai giocato nel sole,
hai parlato con noi.
Acqua chiara, virgulto
primaverile, terra,
germogliante silenzio,
tu hai giocato bambina
sotto un cielo diverso,
ne hai negli occhi il silenzio,
una nube, che sgorga
come polla dal fondo.
Ora ridi e sussulti
sopra questo silenzio.

Dolce frutto che vivi
sotto il cielo chiaro,
che respiri e vivi
questa nostra stagione,
nel tuo chiuso silenzio
è la tua forza. Come
erba viva nell’aria
rabbrividisci e ridi,
ma tu, tu sei terra.
Sei radice feroce.
Sei la terra che aspetta.

CESARE PAVESE

Storia di dodici mesi

Dice gennaio: chiudete quell’ uscio!
Dice febbraio: io sto nel mio guscio!
Marzo apre un occhio e inventa i colori
Aprile copre ogni prato di fiori.
Maggio ti porge la rosa più bella
Giugno ha in pugno una spiga e una stella.
Luglio si beve il ruscello in un fiato
Sonnecchia agosto all’ombra sdraiato.
Settembre morde le uve violette
Più saggio ottobre nel tino le mette.
Novembre fa di ogni sterpo fascina
Dicembre verso il Presepe cammina.

Sandro Sermenghi

Tienimi stretta

Al tuo corpo
E avvolgimi
Come la luce
Bacia
Mimose di marzo
E il profumo
Sa di pace
E d’azzurro
Fino a strapparmi
Il fiato
Fino a divenir
Tutt’uno
Anima e corpo!

Inebriami
Del tuo vino
Distillato
D’uva
E passione
Carezze sospese
In cieli
Che non so parlare
A giocar con la brezza
Che abbraccia
I campi di grano
E semina vite
Con i chicchi
Dispersi
Nell’aria !

Amami
Come un poeta
In esilio
Che s’inchina
Al mare
E seppellisce
Tra le onde
Le sue lacrime
Malinconia
D’un canto
Che porta in serbo
Un nuovo sorriso
Un sogno nuovo
Da donare
E salvare in volo

Cammina
Accanto a me
E fammi sentire
Come se questa
Fosse
La mia terra!

Anileda Xeka

Preghiera

Se te ne vai
salpi dal cuore
spezzandomi reni
con giorni
insensati
di vele a ponente.
Il viverti dietro
è stridore
ingessato
su ardesia del tempo
e l’occhio singhiozza
aghi di pino,
che graffiano
mari di umori.
Se te ne vai
mi lasci l’ombra
le pareti diventano
abside romanica
grezza e nuda
il soffitto s’incurva
in viale di tigli a Settembre
le finestre
panorama plasmato
di alvei incavati e valli
all’orizzonte
e il colore attorno
acquazzone di Marzo.
Se te ne vai
perde calore
e fragranza,
il tuo tatto tatuato
sul mio tremore
e il mutare
delle forme
scioglie nodi carnali
di corpi estasiati.
Troppo fragile
e nero di seppia
l’aquilone del sogno
per forare le nubi
e i domani fumosi.
Tutto mi è disegnato dentro
acquaforte mi sento
incisa di te.

Tinti Baldini e Flavio Zago

Fiori d’arancio

Come un preludio peccaminoso è marzo
la nudità che vuole l’artista,
il suo chimono,
fatto di luce e tempo sospeso.
In sponde opposte
è questo svilimento di arance a farci giorno
l’assenza delle onde
il labbro che si spacca: tributo passeggero
alla santità d’inverno.
Ci spiumano traversi dei fiocchi, a pieno viso
l’aridità del vento in pianura
muore l’erba, le mani nelle tasche
le isole felici.
Così procede, alterno a singhiozzi
il passo d’api
il fragile ricamo d’uccellagione insorta.
I vetri fanno mille e più crepe alla memoria
mille e più te riflessa
aggrappata alla mia schiena;
germogli che affamati succhiavano la vita.

Massimo Botturi