Liberazione

A volte mi strapperei il cuore
e lo butterei tra i rovi
per non avvertire più
sensazioni spiacevoli
o dolori strazianti
che nessuna medicina
potrà mai curare o lenire.

Butterei anche l’anima
nello spazio
per farla veleggiare
come un deltaplano
tra le nuvole
e farla disperdere
con le correnti ascensionali
per l’eternità.

Ma vivo solo di sogni!

M’accorgo che solo la mente
strappa attimi di liberazione
alle mia opprimente realtà,
che vivo come un prigioniero
stanco di vedere il cielo
da dietro le sbarre
d’una dorata prigione.

Salvatore Armando Santoro

Quanto tempo umano son già vissuto, quanto ne vivrò

(Ovvero tiritèra in litanico elenco)

AMO.
 

Del puntino azzurro

La Terra

la   verde  erba,                                                                      

la flora con le rose

il  sasso

l’ acqua

I  libri  scritti

dagli  Altri,  

la fauna: gli animali.

Il   tramvai

con  chi  lo guida,            

il   viver  nuovo                                     

con   vetture                        

catalitiche,                       

il   supersonico,                   

l’ acceleratore                      

di   particelle

atomiche: progresso

non . . . autodistruggente 

 

Le   umane,                                

tradizioni:                                     

le   feste,                                                  

fiere   di   paese.

il   Natale,

con   il   suo

presepe,

alternarsi

assoggetto

di   stagioni,

l’ utopìa . . .

di   contraddizìoni.

                                                               

La   medicina,  nuova:

i  trapianti del  cuore,

e   d’ altro

de l’anatomìa,

per   vicinarsi

colui

che  non vuole

morire.

 

L’ affetto

la   speranza,

la letizia

d’ esser stato                               

creato,                               

la   vita

l’ illusione                             

ed   il   sogno,                      

le   passioni,                        

l’ amore

per   l’ amor.

LA   LUCE.

 

ODIO.
                                                     

Prima   della   Fine                                                                                                                                                                                          

e   combatto.

E  il  fuòco                                            

il   Male.

Il terrorismo.

Le   guerre,

e   tutti                                                                      

gli  altri                                       

elementi

per combattere.

 

Soprusi fatti

dagli  umani . . .                                 

in   ogniovunque

corrotti:

contro il male,

di  tutti  i  tempi,

donaci la Forza delle Forze,

Primo Creatore

e con il Bene

aiutaci a vincere

per la nostra Eternità

assorbiti da Te. In simbiòsi.

Paolo Santangelo

Traffico silente

Però il traffico che c’è nei tuoi pensieri
come scorre veloce verso i miei
le tue mani verso me
sono la fine medicina dei miei mali
i tuoi occhi su di me
sono raggi di sole per il mio cuore
e la tua bocca sulla mia
è aria alla mia vita
la mia mente si dilegua e sogna nella tua
quando sto fermo nel tuo traffico silente.

Enrico Tartagni

Published in: on maggio 1, 2011 at 06:54  Comments (2)  
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Meglio non sapere


Meglio non sapere
mettersi le gambe in spalle ed andare
seguendo rotaie mentali
cercando amori già finiti
da collezionare come impedimenti
alle felicità possibili da archiviare
tra i ricordi.
Meglio non sapere
ma non dormire sugli allori mai
cavarsi il sangue se serve
mettersi genuflessi sui ceci
a pregare l’infinito che diventi
consistenza tipo manna dal cielo
che ci sfami che ci rallegri
come una risata inattesa
come sorpresa come cascata nel deserto
fuori e dentro.
Meglio non sapere
continuare a parlare e riempire
silenzi imbarazzanti in cui potrei anche
rinascere e non morire,
scoprirmi attesa e arresa ad una tregua
accettabile in giornata
dalla mia stessa vita,
magari fuori c’è il sole
ed io ci metto la pelle
appena appena scoperta,
e metto gocce nell’acqua,
medicina per ritrovare la memoria
di me che pure ridevo spesso
anche di quello che non capivo
però mentivo poco allora
ed un po’ mi divertivo.

Maria Attanasio