Ascolto una melodia gitana

Ascolto una melodia gitana
piango: uscite lacrime
mi fa bene questa sofferenza
la consapevolezza del vuoto
l’impossibilità che da un po’
mi porto dietro
piango te che sei lontano e non so
se e quando ti rivedrò
piango mio nipote adolescente
che non so difendere
piango un mondo che ci ha fatti
così soli
piango e ho un nodo in gola
per chi è disperato e non ce la fa
chi cerca consolazione nell’alcol
chi si infila un ago
e chi prende uno spago e si impicca
se ne parla ancora poco
dicono affinché non dilaghi
invece se ne dovrebbe parlare ed essere
tutti molto più arrabbiati
perché per ogni poveraccio
che si toglie la vita c’è
qualcuno che sperpera e spreca
nell’orgia infinita del potere
ma io non so che stare in un angolo
e piangere
e vorrei il tuo sguardo vorrei la tua mano
ho già visto troppe cose cadere
ormai posso credere solo all’amore
dove sono i tuoi occhi
dov’è la tua mano
in questo mondo gitano
in questa musica che mi ferisce
piano come una carezza

azzurrabianca

Africa

L’onda dell’Atlantico lambisce
fino a perdita d’occhio la costiera,
il bianco della schiuma si intromette
tra palmeti che affollano la sabbia
gioca a sollevare qualche tronco
caduto, e ceppi morti
nuotano, scolpite due ragazze
coi seni nudi
coltivano nei passi l’eleganza
e bambini mostrano il sorriso
di denti bianchi
sullo sfondo nero
e gli occhi dolci
danno un canto al cuore.
Le lavandaie stanche di lavoro
su gusci di barche
fanno ritorno
a villaggio di case
coi tetti di paglia come nidi,
liete di stare insieme
si stringono,
in placido tripudio
si fondono
tramonto, verde, incanto.
Al centro dello spiazzo la magione
dell’anziano capo
sfoggia eleganza
in disegni scolpiti sulla soglia…
Ora si accende l’aria di colori,
suona tam tam di rulli e di tamburi
si ravviva il villaggio,
si illumina di danza
canto
giochi…
corpi sereni docili
al pennello degli occhi
danno l’acquarello dell’artista…
Africa
forza selvaggia,
fuoco di raggi accende
arsura, siccità…
pioggia che scroscia
inonda la savana
zebre giraffe antilopi elefanti,
saltano le gazzelle
sotto le grinfie acute di felini,
nelle radure corrono gli struzzi…
cascano l’acque
di imponenti rivi
estasi di fragore…
ma qualche automobile s’affaccia
sporca di fumo
la melodia selvaggia
e ludibrio si spande
a macchia d’olio
di ferro, di cemento
rompe l’incanto
il verso non selvaggio,
prepotente
della globalizzazione.

Giuseppe Stracuzzi

Gioco col vento

Gioco col vento che mi parla
tra foglie ingiallite dal tempo
e come fiume in piena
racconta i silenzi dell’anima.

Ridere, correre, gioire
per poi fermarsi ad ascoltare
i battiti del cuore che risuonano
all’unisono con la melodia della natura.

Sfuggenti sono i ricordi malinconici
scivolati negli inganni della vita
insieme a parole vuote
che ora tacciono per sempre.

Libera da catene di falsità
m’inoltrerò nella limpidezza del cielo
e senza costrizioni di tempo
spalancherò il cuore a nuove emozioni.

Patrizia Mezzogori

Amore spaventato

Giovane amore
non ti spaventare
se dico che ti amo.
L’ amore mio
non è fatto di fuoco
è dolce, tenero,
fatto di colori
di aurore e tramonti
di profumi di bosco
di carezze sognate
di abbracci infiniti.

Non è passione
che travolge il cuore,
non è bufera
che tutto porta via,
è un sospiro
che fiamma di candela fa vibrare,
è una soffusa melodia
che addolcisce l’aria
quando il freddo
vorrebbe raggelare il cuore.

Elide Colombo

L’ansia dei musicisti

 
Nel pomeriggio afono di voce
ricerco con vigore la chiave di volta
che mi lasci nel cuore tocco lieve
di sublime amore.
Tornerà l’equilibrio
nella stanza della musica
sarà melodia di sangue innamorato
che schizzerà improvviso sulla carta
e imbratterà il pentagramma di stupore
nel dolce fragore di note sciolte al sole.
Si accompagneranno le ore stonate
al fiato degli ottoni lucidati,
ci sarà posto per tutti su nei loggioni
e giù in platea danzeranno giovani emozioni,
si scioglierà l’ansia dei musicisti
negli applausi prolungati di calde mani.  

Roberta Bagnoli

Asciugo lacrime con le dita

Asciugo lacrime con le dita
mentre odo il vento sibillino
trasportare una nenia che s’innalza 
dove sangue innocente scorre a fiumi
e disperate mamme senza latte 
stringono al petto infanti  dalle ali spezzate.
Un sospiro, un altro e un altro ancora 
si unisce al ritmo di cuori che palpitano
nella polvere inclemente 
di campi straripanti immani sofferenze,
dove unico riparo sono tende improvvisate 
nel deserto infuocato. 
Non s’ode il soave canto d’un ruscello gorgogliante,
fresca acqua a sollievo dell’arsura.
Non s’ode il ticchettio della salvifica pioggia
a riempire crepe nella terra di un popolo 
che scava nella dura roccia del dolore
in attesa di una nuova melodia che s’innalzi
al cielo e porti la speranza per un vero futuro.

Patrizia Mezzogori

Il tuo canto limpido

Rumori di fondo
Parole stonate
Il cicaleccio
di comari annoiate!

Rumori gracchianti
Suoni mai sintonizzati
Come dileggio
di ragazzi sguaiati!

Rumori molesti
Versi mal fatti
Io rumoreggio
con mille volti distratti!

Solo la tua voce
all’orecchio mio invia
un canto limpido
che al cuore giunge melodia!

Anna Maria Guerrieri

Published in: on dicembre 3, 2011 at 06:56  Comments (3)  
Tags: , , , , , , , , , , , , , ,

Nell’attesa di una nuova musica

 
Un sorriso stanco che non conosci.
Occhi ardenti bruciano immagini.
Ricordi
da eliminare,
nel rogo delle inutili illusioni.
Spazio,
necessita di spazio
il futuro da riempire di note nuove.
E sarà solo musica l’emozione
che vivrà le ore dell’attesa
echeggiante melodia
di una canzone mai udita.

Elide Colombo

Ricordo

Strana cosa la nostalgia
che spesso fa rima con malinconia
Basta un sussurro, un profumo
un’ombra, una melodia
che come il vento
all’improvviso
ti prende e ti porta via
là dove non vorresti arrivare
lontano
dove non vorresti mai tornare
Si confonde il quando
scolorano i volti
si blocca il pensiero
che addolcisce i ricordi
che lo tengono prigioniero
Strana cosa davvero la nostalgia
un languore dell’anima
che tutti noi ben conosciamo
che in fondo forse desideriamo
anche se
quasi sempre fa rima
con malinconia.

Sandro Orlandi

Published in: on settembre 23, 2011 at 07:27  Comments (9)  
Tags: , , , , , , , , , , , ,

Solo tu

 
L’alba e la tua voce m’erano suono
di melodia che mi portava il giorno.
Amati sussurri eccitavano
dolcezza in brividi sorgivi
di fremiti in quotidiano incanto.  
Ancora calda di notturno sogno
m’ infiammavi  di carezze ardite
ed io perdutamente avvinta
cedevo a te, mio principe assoluto
d’un cuore innamorato ogni sussulto.

Elide Colombo

Published in: on agosto 21, 2011 at 07:35  Comments (5)  
Tags: , , , , , , , , , , , , , ,