Per te, donna

 
Per te che ben riesci da bambina
a far parlare bambole di pezza;
che fiaba dietro l’altra poi consumi
come orsacchiotto del tuo lecca lecca.
Per te che in lesto progredir degli anni
infili vita nel primo anello oro;
che di stupor materno attesa sazi
al nascer di felicità goduta.
.    
Per te ch’al sorger del propizio giorno
stai a guardare l’alba, il sogno e il mondo
dentro due occhi ancora da venire
eppure innamorata già ti senti.
Per te ch’al primo volteggiar di gonna,
al suon della canzone ti vezzeggi
e briciola tra donne sicur passeggi
alla ricerca del tuo primo amore.
.
Per te che, furba, dopo colonizzi
d’altra esistenza i capelli al vento
e in un batter d’occhio apri e trastulli
le prime voglie in un qualunque posto.
Per te che a volte a testa e croce giochi
con le medaglie su altri petti appese
nel rischio odioso di far morire
l’inizio ambito di possibil trame.
.
Per te ch’al giorno di bouquet distendi
anima e corpo nella tersa coppa
e schiava e libera li agiti entrambi
sciolti nel corpo e l’anima di lui;
per te che sposa affascini all’istante
fra trasparenze e carni benedette
per poi ricever del rapporto il sunto
e trattenerlo al tuo dominio netto.
.
Per te che gemiti ascolti forti
venir da grembo dall’amor difeso
e gemiti domi insieme al tempo
perché il figlio nello splendore cresca;
per te che quelle stesse eterne fiabe
ora le narri ripercorrendo gli anni
e bimba nuova incredula ti scopri
al vissero tutti felici e contenti.
.
Per te che del tuo ruolo avuto in dono
vagone fai da attaccare ad altri
mandando qualche volta alla malora
di femminilità il vero e lo specchio.
Per te che d’ogni lacrima fai conto
e conto non fai delle stille esterne
quando a convincerti ch’ognuno soffre
non ci si fa neanche all’evidenza.
.
Per te ch’all’avvizzire della pelle
t’intrappoli nel perché succede a me
ed acida divien quell’espressione
testimonianza eterna ritenuta;
per te ch’alla fin fin ti abitui piano
e accetti ancor del sole le palpate
fino a sentirti egualmente bella
e con la vita inimicizia escludi.
.
Per te ho eretto una torre mozza
con i pilastri di cristal cobalto
al centro d’un filare a semicerchio
tra i riflessi di schiusi melograni.
.
Per te, o donna, ho redatto a firma
il protocollo del discepolo realista
sulle tracce di Venere imperfetta,
d’interminabili carezze ansioso,
di pianti inammissibili irritato,
a zonzo tra felicità ammessa,
per consegnare ad una scia del tempo                                                                                                                                                                                                l’innamorato ed il fallibil uomo.

Aurelio Zucchi

Tatto

Devi far piano
tra nodi e nastrature:
ho piccole conchiglie di gelo nate ieri.
Un colpo poi deciso ti chiedo,
chiudo gli occhi,
volassero le schegge fino alle acque pure;
un colpo più deciso come alle pietre bianche.
Chi lo fa di mestiere t’indicherà se il peso
è quello giusto messo in amore
oppure meno;
così che scalfittura mi resti a sanguinare
la forma di un mancato coraggio
di una bocca, tenuta chiusa
proprio sul lascito di un fiume
sul piccolo tripudio che fanno, ormai maturi
i melograni sporti dagli alberi
polposi.

Massimo Botturi

Carnevale

Riempirò il mio giorno con cascate
di colori e di suoni,
con nature morte e melograni
e l’uva che sporge dal vaso.

Indosserò tessuti color dell’arancio
e mantelli verde smeraldo.

Colorerò la mia faccia
per non sapere la razza
e girerò intorno
per conoscere il mondo.

Toglierò gli occhiali da sole
e passerò tra la gente.

Cercherò di dare spettacolo
per non essere visto,
pensando alle capanne di fango
ed ai deserti della nostra coscienza.

Lorenzo Poggi

Non so

Melograni
 
 
Non so quale specchio ti  ha catturato
sigillandoti nei miei pensieri, nella mia carne
o se d’una ruga che mi scava il volto,
hai colto il cuore ai melograni del mio  tempo.
 
Se fu pazzia, un ipotesi fortuita
una nota che varcò la soglia dell’ irreale
ma Reale, Amore,
come lacrima agli occhi  d’ottobre mi giunge,
tra  foglie ormai stanche e  braccia inaridite,
un germoglio di desiderio che non so tacere.

Anileda Xeka

Published in: on novembre 17, 2009 at 08:29  Comments (4)  
Tags: , , , ,