Bacini marini


Il volo delle mosche mi racconta
di un canto di volubili chimere,
gettate sul tragitto ad asciugare
al sole d’impossibili passioni.
Il tempo vacillando si svapora
nel limbo illuminato, e le falene
satelliti scromati, evanescenti
rimbalzano nel cosmo quotidiano
…Un bacio, solo un bacio di mattina
capello carezzato sulla pelle,
fortezza alla ricerca della rupe
sparviero senza cielo da rigare
…Un bacio, solo un bacio di sovrana
radenti voli sulle gote chiare,
distese di profumi rincasati
nel nido di ricordi rifiutati.
Di un mendico dimentico d’affetti
rivela veleggiando la mia rotta,
scoprendone i vascelli già varati
relitti e meri riti derelitti.
E un bacio, un bacio, solo, in alto mare
ricerca colombesche rotte indiane
sognando voli cosmici spaziare
fra mosche d’una mano chiusa a pugno

Flavio Zago

Bufera


Alito freddo
Di vento intenso
Di tempo denso
Di nubi nere,
Molli ed aére
Gonfie di pioggia
Che infiltran l’ùggia
Quasi una nebbia,
Su quel Paese
A’ pie’ del monte.

Gòlgota lagna,
Col Crocifisso
Dassù, col fischio
Stesso del vento
Che, or forte or smésso,
Gioca con l’alto
Del Fortilizio
Alto sul Mondo
Dei due Ladroni

A un certo punto,
Rotta, col soffio,
L’estrema guglia
Del campanàrio,
Distrutto il Tempio
Dei Farisei,
Si ferma il sisma
S’attenua il rombo,
Si calma il vento…

Dopo, un mendico,
Tre giorni dopo,
Alzando il capo
Verso lo smorto
Spazio trapunto,
Grida a chi sente,
Gaio, ed esulta:
Guarda, è compiuto.
Cristo è risorto!

Paolo Santangelo