Un’intera poesia

Vivere a metà.
So di che si tratta.
E’ come fare l’amore con il cuore che dorme.
Respirare con un polmone che si rifiuta di aprirsi.
Solo scrivendo mi sento un’intera poesia.

Simone Magli

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Published in: on luglio 6, 2012 at 07:41  Comments (5)  
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Macchie gialle i fiori

 
Macchie gialle i fiori, gli occhi, del tuberoso
elianto oggi,  fissi lo stelo poco mosso, il dio sol
ignorando che le noma e nutre di splendido
splendore fissano altrove: occhi lacrimosi
la meta dello sguardo intenso  questo doppio
scambievole amoroso sguardo, gialli fiori
che un tempo già lontano non dimenticato,
questo il motivo di questo  pianto il mio,
mio padre alla mamma da  rive di quei fossi
tolti, generosa  serra non avara e a man povera
gentile, in fasci  umile don d’amore le portava,
senza profumo più delle rose diceva profumati
senza valore per lei ricordo  più care d’una gemma,
amor semplice rural onesto contadino, alle rose
penso da me nel tempo ai vari amor donate alle
spine in dono nel tempo spesso invece ricevute.

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Camomilla spleen

Nella mia mente future visioni
all’insegna dell’incertezza…
E mi accingevo così nella notte
a bere una camomilla allo spleen
e a non prender posa sulla mia metà vuota.

Michela Turchi

Published in: on giugno 27, 2012 at 07:15  Comments (13)  
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Le strade non portano

LOS CAMINOS NO VAN

Los caminos no van
a ningún fin, que todos
acaban en nosotros.
La llama del crepúsculo
nos funde en uno sólo.
Hermoso es caminar,
soñar, cantar. Hermoso
ser una gran ternura
con un corazón próximo,
(con un dolor remoto).
La tarde se desnuda,
muestra sus hondos oros.
Encanta cada forma
con su vino glorioso.
Ya no hay nada : – pasado,
futuro, sombras, gozos -,
por fuera de nosotros.
La tarde desempolva
su cálido tesoro.
sus pámpanos de fuego
zuman en nuestros ojos.
La tarde es nuestra. El mundo
se hizo para nosotros.
Somos su centro vivo
y gira el tiempo en torno.
Pasa y no puede herir
con su dolor remoto
nuestro corazón próximo.
Los caminos no van
a ningún fin, que todos
acaban en nosotros.

§

Le strade non portano
a nessuna meta; tutte
terminano in noi.
La fiamma del crepuscolo
ci fonde in unità.
È bello camminare,
sognare, cantare. Bello
essere gran tenerezza
con un cuore vicino,
(con un dolore remoto).
La sera si denuda,
mostra i suoi ori profondi.
Ogni forma ci incanta
col suo vino gioioso.
Ormai non c’è nulla: – passato,
futuro, ombre, gioie –,
fuori di noi.
La sera spolvera
il suo caldo tesoro.
I suoi pampini di fuoco
stillano nei nostri occhi.
La sera è nostra. Il mondo
fu fatto per noi.
Siamo il suo centro vivo
e gira il tempo intorno.
Passa e non può ferire
col suo dolore remoto
il nostro cuore vicino.
Le strade non portano
a nessuna meta; tutte
terminano in noi.

JOSÉ HIERRO DEL REAL

La casa col cancello

.
Noi camminiamo sempre insieme
perchè tanto
noi due
non stiamo lì a guardare se lontana
c’è la meta
o se le nostre scarpe ricompongono le impronte del passato
per noi due
basta il filo
che tendiamo nell’aria che separa i nostri sguardi
che riconoscono i sentieri lasciati indietro
trasformarti senza darcelo a vedere
in un cammino che non desidera sapere
ne ciò che è stato
ne ciò che diverrà…
noi ci fermiamo qui
alla casa col cancello …
.
Enrico Tartagni
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Published in: on marzo 30, 2012 at 07:38  Comments (3)  
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Sofferenza senza fine

Circondato da folla rumorosa cammino
Senza meta precisa senza un preciso scopo
Nulla mi distrae dai miei cupi pensieri
Penso a Gaza all’Afghanistan
Ma anche al male intestino
Che dilania la nostra Italia
Offesa e vilipesa quotidianamente

La Legge sembra impotente nel confronto con mondi lontani
Legulei che proteggono le crudeltà
Organizzazioni sempre più violente e malvagie
Odo bimbi piangere supplicando pietà
Sento boati e raffiche di armi potenti
Leggo di madri assassine
Di famiglie distrutte dalla follia di un marito e padre
Di bimbe e donne vigliaccamente violentate

La crudeltà ormai padrona regna assoluta su di noi
Quanta arroganza fra i politici incapaci di capire
Soprattutto di decidere
Vivono lontani dalla realtà
Come la loro esistenza fosse in un’altra galassia
E noi costretti a subire il loro comportamento
Così lontano dai nostri bisogni

Si dice c’è la religione
Quale religione è in grado di aiutare
A sovvertire l’attuale crudele modello di vita
Anzi si incita si sobilla si insegna ad uccidere
La preghiera è una espressione ormai in disuso

La violenza ha preso possesso degli umani
Gli umani hanno permesso ai violenti
Di aggredire lo spazio che ci circonda
Di contrastare madri padri istituzioni
Che erano e sono
Il nostro ieri il nostro oggi il nostro domani

Mi risveglio da questi pensieri
M’accorgo che la vita scorre nel tempo
Che il sole irradia calore
Che l’acqua scivola cantando
La folla c’è ancora
Alcuni di essi paiono assorti
Ma sorridono al sole
Allora proseguo con la speranza di ritrovare l’Amore

Marcello Plavier

Domande

Senza certezze fiducioso vado

Non chiedere perché
Le ombre della sera
Avvolgono allungandosi
Tutto ciò che in basso esiste

Non chiedere perché
La rondine puntuale torna
Mentre il mio vagare è senza meta

Non chiedere perché
Si ama
Mentre la luna
Rimane punto fermo nell’universo

Nel mio andare tutto sfuma si allontana
Come fossi prigioniero d’un sogno
Dovrò non vivere il sogno
Per non farlo morire

Marcello Plavier

Published in: on marzo 1, 2012 at 07:45  Comments (7)  
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Solitudine

Corro nella notte cercando la via
Corro scavalcando ostacoli mentali
Travolto da pensieri calpestati
Impaurito dal mio vagare senza meta
Ti cerco

Questa notte mi sfugge
Non riesco ad afferrarla
Intorno è un turbinio di colori
Essi nascondono a turno il tuo viso
Dove sei?

Divento impaziente rincorrendo
Il mio pensare
Il mio desiderare
Un fuoco inestinguibile
Brucia la mia anima
Vieni da me

Inutilmente cerco di afferrare i sogni
Le mie mani si stringono al petto
Lasciati afferrare e con dolcezza
Fatti cullare dall’amore
Mia essenza di vita

Marcello Plavier

Published in: on febbraio 20, 2012 at 07:24  Comments (4)  
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Ascolta il passo breve delle cose

-assai più breve delle tue finestre-
quel respiro che esce dal tuo sguardo
chiama un nome immediato: la tua donna.
E’ fatta di ombre e ciclamini,
ti chiede il tuo mistero
e tu non lo sai dare.
Con le mani
sfiori profili di una lunga serie di segni
che si chiamano rime.
Sotto, credi,
c’è presenza vera di foglie;
un incredibile cammino
che diventa una meta di coraggio.

ALDA MERINI

L’arte della polvere

 
Fino al vespro
le nostre biglie,
rotolavano tra i seni
dell’incanto
sfidando precipizi
acerrimi.
.
Imparavamo incauti
l’arte della polvere
che corteggiava
i respiri di gioco
o disegnava l’aria ferita
nell’assenza di una mano,
di uno straccio di amore
con cui lenire le patine
sul legno nodoso.
.
Fino al vespro
le nostre biglie coriandolo
si pizzicavano,
e urtandosi l’un l’altra
deviavano l’attesa
restando ferma la meta.
E imparammo
a puntare le ginocchia
in terra
facendo callo al dolore.
.
Saliva al cielo,
ricordo,
dai nostri passi bimbi
la polvere di gioco,
e tornavamo a casa
preghiera.

Stefano Lovecchio