Caramelle

Che un giorno debba spegnere la luce di moneta
l’ho messo in conto, amore.
Ma tu non farlo prima
che per la strada ho tanta vergogna
a stare solo
e cento metri fanno un deserto a non saperli.
Ti dico queste cose perché mi duole il corpo
e la fatica spesso tormenta schiena e fianchi.
Così vado pensando se, chino al pavimento
la forza di salirmi poi viene meno
è un fatto: che agilità si vada perduta.
Tu di meno.
A te ti perdo quando sei in Francia
e io su un treno;
quando parliamo solo a rimproveri
e ricordi. Di liste della spesa o di altre scuse buone
per non mangiarci in bocca come due caramelle
perduta la camicia di zucchero
mio amore.

Massimo Botturi

Risvegli variopinti al ritmo glaciale del tempo

vivo nel percorso degli astri ho per eredità
una mappa autunnale stampata nel d.n.a.
devo svernare al caloroso sud con l’ala
testimone dell’antico percorso
mi stacco dall’albero non come foglia ma fiore
assecondo il richiamo dei tuoi occhi magnetici
affidàti all’amore dopo metri di roccia a strapiombo
posso ammarare sul tuo volto
o mio novembre!

Aurelia Tieghi