La Pasqua di un popolo

Rimbrotti
al calar della sera

uno strisciar di ricordi fatui
uno stormire in testa
nella primavera
di rondini in volo

un’assenza presenza
nel migrar del pensiero
lo sbocciar
dei teneri germogli

annuncio di vita
nel suo continuar
lo scandir di campane
rinascita
la Pasqua di un popolo

Maristella Angeli

Canto alla notte


Nel tuo baccello di stelle
ad uno ad uno
ho visto nascere
fotogrammi fulgenti
d’eterni sogni incantatori.
Nell’incertezza
delle tue braccia
rannicchiandomi ho tremato,
nudo cuore smarrito,
levigato
da ogni callo di realtà.
Ho invidiato la morte
col suo assordante,
infinito mantello,
amato il filo d’erba
che commuove l’alba
con muta rugiada,
e ho abitato l’istante,
mattone del tutto
che figura l’essere.
Ma questo inesorabile
migrar di comete,
alla perenne ricerca
d’altri natali, Notte,
scaglia immani,
astronomici silenzi
sulle mie labbra avvinghiate,
inabissando in mari diversi
l’infinitesimale mio
cercar poesia.

Flavio Zago