Al torrente

Riflessivo, paziente
attende,
il pescatore del ricordo.
Maestro di rivi,
bello di solitudine,
riemerge umide figure.

Sul ballatoio crepato
gerani spiumati e
il balletto spirato
di calzini bucati,
sciorinati in parata.

Giorni fanciulli
decantano miti
di riti di elfi,
nell’albero cavo
sulla tana del tempo.

Il potere assoluto
un caco verde
caduto, fra tanti
e scagliato
al nemico stregato

Verità smarrite,
cantilene sbiadite
in minuetti lontani,
confuse
nelle nebbie
dei rimpianti.

Ripone ora la canna,
il pescatore.
Ritorna.
Riveste il presente
per non perdersi,
come vorrebbe,
tra alluci al vento,
tra rami di pruni,
suoi dedali d’allora

Flavio Zago

Ritrovi

Marmi ormai corrosi
Su palazzi deserti
Mura sgretolate dalla marea

Stanze vuote e umide
Ritrovo di fantasmi
Di epoche lontane

Rivivono timori e tremori
Baldanze e ardimenti
Falsi pudori ritegni e viltà
Aleggiano sussurri
Musiche melodiose
Minuetti usciti da clavicembali
un po’ stonati
tra parole d’amore
sussurrate da bocche celate
dietro maschere ricamate
Sfarzo di un epoca che non ritorna
Di lei restano
Le fantasie e i sogni

Gianna Faraon

Parole incrociate

Parole incrociate
rincorse
un po’ socchiuse, racchiuse
dentro i dedali di una posa

parole non dette, imperfette
per non infierire, per non ferire
pesantezze smorte distorte

parole impossibili da gestire perciò
smussate come minuetti orecchiabili

parole spericolate poi graduate
in saltelli di note
armonie cercate

parole flessibili
dettame e sibili
aventi invisibili trame

parole uscite alla rinfusa
con una scusa
sulla doglia di un amore
svuotano il pensiero.

Aurelia Tieghi

Published in: on gennaio 18, 2010 at 07:11  Comments (4)  
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