Fiat

ritrovamento fossile dell’anima
annunciazione
portata in superficie per la resa
e invece di sorprendersi per molto camminare
è nel restare fermi che s’incide
la propria impronta

spiegare al cieco nato le misure prospettiche
al sordo l’armonia
al corpo l’insostanza
e scrivere la vita con gli steli
di fiori secchi

se non fosse l’inciampo nell’oscuro
della spietata luce
non avremmo contezza
non ci sarebbe fossa a pretenderci vivi
in odore di santità distorta

gli assassini del corpo hanno le aureole
porgono cieli tondi in cui specchiare il niente

ci vuol coraggio a immergersi nel buio
del proprio esistere

Cristina Bove

Sensazione d’amore

Preludio scaturito
dal computo tangibile
di misure svincolate
dal reprimere stati d’animo
ipotizzabili congetture
su principi a noi invisibili

spogliati del pensiero
senza materia e ostacoli
di razionalità

ci accorgiamo di ragionare
per una frazione d’eternità
con il cuore

Pierluigi Ciolini

Almeno chiedersi


Ci sono tombe in cielo fatte di fumo
tante hanno misure piccole
portano solo nomi illeggibili
sono però nel cuore delle stelle
conservano la cenere degli uomini
i loro corpi mutilati e offesi
madri svuotate di bambini a sangue
c’erano scarpe a tonnellate
fuori dai forni
occhiali una montagna
e ceste di capelli
prima d’essere fumo venivano spogliati
d’identità e di pelle
se ne fecero oggetti e paralumi:
chi scuoiava, conciava, a chi pareva logico
fare d’esseri umani suppellettili?
più delle sentinelle
dei cavalli di frisia
del gelo e della fame
li uccise chi
non vedeva orrore
in quei bambini denutriti
strappati dalle braccia delle madri
chi non provava pena
per i corpi indifesi nella neve
e che li raccoglieva
per gettarli nei forni e nelle fosse
quelli per cui la strage fu normale.
Di quelli ancora è pieno il mondo
brandiscono randelli
e vorrebbero forni da sfamare.

Cristina Bove

Contro natura

Ditemi adesso
che ho rantoli di vita
quale natura m’apparterrà
nel gioco delle misure smesse

che conto sulle dita
e non mi basta

e questo freddo insolito
che congela i passi

se mi scavalco.

Beatrice Zanini

Published in: on gennaio 17, 2011 at 07:41  Comments (4)  
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A mia moglie

Avrò bisogno del tuo stupore
per regolare i passi della mente,
acciottolati come sassi del torrente,
messi a caso, così, dalla corrente.

Avrò bisogno del tuo amore
per contrastare quello che sogno,
oltre le righe del facile pugno,
oltre la voglia del tuo calore.

Avrò bisogno del tuo favore
per perdonare quello non detto,
le risposte sapute, il volto impettito,
la luce che stona, senza colore.

Avrò bisogno del tuo rancore
per il molto donato, per il poco dato,
per ragionare di pesi e misure,
per ritornare un poco tra noi.

Lorenzo Poggi