La vaporiera

Vecchio treno a vapore,
che hai trasportato i miei sogni
tra il fumo denso della tua ciminiera,
che hai interrotto il mio sonno
con fischio acuto della tua sirena,
che m’hai fatto correre
al finestrino
ascoltando l’urlo del macchinista
all’arrivo in stazione,
che tristezza mi danno
i grandi ulivi in corsa
senza il tuo sferragliare tenebroso,
privi della tua fuliggine densa.
Angoli di paradiso
spariti nel nulla,
donne urlanti,
con ceste immense sul capo,
ondeggianti
come modelle a una sfilata,
siepi di fichi d’india
coi frutti maturi
sorridenti al sole,
dove mai siete finiti?
Rincorro, tra la calura estiva,
immagini che danzano
sui veroni del mio cuore,
che m’addolciscono i pensieri
ma che a volte mi tormentano
l’animo.

Salvatore Armando Santoro

Capriole di parole


Volteggiano leggere le parole
come bolle di sapone colorate,
appena tenti di afferrarle
si sciolgono umide fra le dita.
Si rincorrono svelte nella mente
come bambini incoscienti
che si divertono a farsi dispetti,
fanno a gara a mostrarsi alte e belle
forse si credono inarrivabili modelle
da invidiare, guardare e non toccare.
E in questo carosello  di giostre e di canzoni
s’attarda e s’impenna la  svogliata penna,
ha voglia di tuffarsi nell’arcobaleno del cielo,
oltre i confini noti, inflazionati,
ha voglia di perdersi in variopinte,
interminabili e innocenti capriole
come faceva la bambina, di nascosto
quando sua madre distoglieva
distrattamente l’occhio.

Roberta Bagnoli