Final…decisione

Voglio far qualcosa di nuovo, oggi,
intendo variare …
e per alleggerire la monotonia,
ho deciso… mi voglio suicidare

Ma, i modi sono tanti
ed io voglio essere originale.

Voglio passar alla storia,
e rimaner nella memoria
come colui che ideò
qualcosa d’eccezionale…
veramente,
dal solito e banale …
distaccamento

Voglio inventar qualcosa
di non cruento…
visto che odio le armi
ed i corpi contundenti,
e che alla vista del sangue…
svengo;

qualcosa di diverso…
dai soliti veleni,
considerato che soffro
di problemi all’intestino;

qualcosa d’eccezionale,
veramente,
sotto tutti gli aspetti…
attualmente inesistente

Ecco ! Ci sono
Ho trovato il sistema
che al trapasso …
mi darà il successo

M’afferro di soppiatto,
quando manco me l’aspetto,
e con le mie stesse mani
le stringerò alla gola ed al collo…
come in una morsa fino al tracollo.

Sono pienamente convinto
dell’idea,
che essa avrà un gran successo,
e che servirà anche a coloro
che han deciso ….
d’ammazzarsi all’improvviso

Penso e mi rallegro
del gran genio che sono stato,
codesta operazione, però,
la rimando alla prossima occasione
l’importante e avere le idee chiare
per la …finale decisione

Ciro Germano

Ti sto cercando

 
Mettimi una mano sulla fronte
Aprimi gli occhi sul presente
Tienimi al caldo
Fammi da controcanto
Lasciami andare quando sarà l’ora
Prendimi per mano e non avrò paura
Salvami oggi da quella che ero ieri
Perdonami il tradimento o la mezza fedeltà
Dammi spazio fammi vento
Giura  che mi resti accanto
Guardami le spalle
Curami la pelle
Segui il percorso delle mie vene
Inventa nuovi modi  per amare
Accetta il mio dolore
Apri le braccia coprimi la faccia
Leggimi poesia e musica sulle labbra
Io ti sto cercando!!

Maria Attanasio

Noi

Ho visto mille luci
balucinare sottili in tremuli
soffi, perchè
il vento respira e
più tendi l’ orecchio
più lo fai soffocare e
ho cercato di non capire
di sfiorare quell’ attimo
per portarlo via o
farmi trascinare, un salto
a braccia tese e
grida di rabbia, gioia
dolore che sono
solo modi di vederlo
questo mondo che
mi assale, spaventa,
i suoi occhi vuoti puntati
e non riesco a tremare,
piccolo e grande
poeta dell’ incertezza, ho
vissuto di silenzi e
le ho sentite parlare,
le correnti, soffici e salate,
lacrime di compiacimento
ho ondeggiato sulla mia
zattera di orgoglio, e blu
e nero e argento il riflesso,
dure le rocce e le sabbie,
ma dall’ alto del volo
così distanti da noi.
Noi, dividiamoci il cielo,
è nostro e se non basterà lo
riuniremo per poterci vivere e
sempre e mai, prima e
dopo, più della vita saremo
tutto, tutto, oltre i colori
del tempo.

Gian Luca Sechi

I don’t know how to love him

I don’t know how to love him.
What to do, how to move him.
I’ve been changed, yes really changed.
In these past few days, when I’ve seen myself,
I seem like someone else.
I don’t know how to take this.
I don’t see why he moves me.
He’s a man. He’s just a man.
And I’ve had so many men before,
In very many ways,
He’s just one more.
Should I bring him down?
Should I scream and shout?
Should I speak of love,
Let my feelings out?
I never thought I’d come to this.
What’s it all about?
Don’t you think it’s rather funny,
I should be in this position.
I’m the one who’s always been
So calm, so cool, no lover’s fool,
Running every show.
He scares me so.
I never thought I’d come to this.
What’s it all about?
Yet, if he said he loved me,
I’d be lost. I’d be frightened.
I couldn’t cope, just couldn’t cope.
I’d turn my head. I’d back away.
I wouldn’t want to know.
He scares me so.
I want him so.
I love him so.

§

NON SO COME AMARLO

Non so come amarlo
Cosa fare, come fargli prendere l’iniziativa
Sono cambiata, si davvero cambiata.
In questi pochi giorni passati, quando mi sono vista
Mi sono sembrata un’altra.
Non so come accettare questa cosa
Non capisco perché lui mi turba
Lui è un uomo. Lui è solo un uomo
E ho avuto così tanti uomini prima
In molti modi
Lui è solo un altro ancora.
Dovrei farlo cadere?
Dovrei urlare e gridare?
Dovrei parlare d’amore
Lasciar uscire i miei sentimenti?
Non ho pensato che sarei arrivata a questo.
Che cosa significa?
Eppure, se lui ha detto che mi ama
Potrei essere perduta. Potrei essere impaurita.
Non potrei farcela, non potrei proprio farcela.
Potrei girare la testa. Potrei indietreggiare.
Non vorrei sapere.
Lui mi spaventa davvero.
Lo voglio davvero.
Lo amo davvero.

TIM RICE

Published in: on settembre 20, 2011 at 07:16  Comments (2)  
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Clonazione

Si clona il cuore di una madre,
in mille modi in mille amori,
secondo il momento,
il sentimento, il dolore, la gioia.
Batte forte e rallenta, attraverso la vista, il tatto, l’udito.
Esso cambia ritmo fino ad annullarsi per amore

Gianna Faraon

Published in: on luglio 24, 2011 at 07:07  Comments (4)  
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Rotoli

Un dio qualunque
 potrebbe srotolarci
__________sulla strada
diventeremmo strisce colorate
ideogrammi di giorni vissuti
e sfumature di respiri

un altro dio qualunque
riavvolgerà ciascuno con il fiocco
il nostro Qumran sarà la giara
portaombrelli
forse
oppure il ricettacolo dei tarli

già m’intravedo
scritta a geroglifici
mille parti mancanti
_________certo non importanti
solo modi di dire.
E ci pareva d’essere poeti.

Cristina Bove

Torture

Nulla è cambiato.
Il corpo prova dolore,
deve mangiare e respirare e dormire,
ha la pelle sottile, e subito sotto – sangue,
ha una buona scorta di denti e di unghie,
le ossa fragili, le giunture stirabili.
Nelle torture di tutto ciò si tiene conto.

Nulla è cambiato.
Il corpo trema, come tremava
prima e dopo la fondazione di Roma,
nel ventesimo secolo prima e dopo Cristo,
le torture c’erano e ci sono, solo la Terra è più piccola
e qualunque cosa accada, è come dietro la porta.

Nulla è cambiato.
C’è soltanto più gente,
alle vecchie colpe se ne sono aggiunte di nuove,
reali, fittizie, temporanee e inesistenti,
ma il grido con cui il corpo ne risponde
era, è e sarà un grido di innocenza,
secondo un registro e una scala eterni.

Nulla è cambiato.
Tranne forse i modi, le cerimonie, le danze.
Il gesto delle mani che proteggono il capo
è rimasto però lo stesso.
Il corpo si torce, si dimena e si divincola,
fiaccato cade, raggomitola le ginocchia,
illividisce, si gonfia, sbava e sanguina.

Nulla è cambiato.
Tranne il corso dei fiumi,
la linea dei boschi, del litorale, di deserti e ghiacciai.
Tra questi paesaggi l’anima vaga,
sparisce, ritorna, si avvicina, si allontana,
a se stessa estranea, inafferrabile,
ora certa, ora incerta della propria esistenza,
mentre il corpo c’è, e c’è, e c’è
e non trova riparo.

WISŁAWA SZYMBORSKA

Come ti amo?

How do I love thee? Let me count the ways.
I love thee to the depth and breadth and height
My soul can reach, when feeling out of sight
For the ends of Being and ideal Grace.
I love thee to the level of every day’s
Most quiet need, by sun and candlelight.
I love thee freely, as men strive for Right;
I love thee purely, as they turn from Praise.
I love with a passion put to use
In my old griefs, and with my childhood’s faith.
I love thee with a love I seemed to lose
With my lost saints, I love thee with the breath,
Smiles, tears, of all my life! and, if God choose,
I shall but love thee better after death.

§

Come ti amo? – Come ti amo?
Lascia che ti annoveri i modi.
Ti amo fino agli estremi di profondità,
di altura e di estensione che l’anima mia
può raggiungere, quando al di là del corporeo
tocco i confini dell’Essere
e della Grazia Ideale.
Ti amo entro la sfera
delle necessità quotidiane,
alla luce del giorno
e al lume di candela.
Ti amo liberamente, come gli uomini
che lottano per la Giustizia;
Ti amo con la stessa purezza con cui essi
rifuggono dalla lode;
Ti amo con la passione
delle trascorse sofferenze
e quella che fanciulla
mettevo nella fede;
Ti amo con quell’amore
che credevo aver smarrito
coi miei santi perduti,
– ti amo col respiro,
i sorrisi, le lacrime
dell’intera mia vita! – e,
se Dio vuole, ancor meglio
t’amerò dopo la morte.

ELIZABETH BARRETT BROWNING

L’ombra nella sequoia


Rossa corteccia
pelle di un Dio pagano fratello
Sequoia di un mòdo e in un mondo blasfemi
indietro non torni
neppure a portare con te la mia ombra
prigioniera nel legno e dei tuoi segni.
Sequoia che stampi la mia Religione
che m’anneghi il pensiero di profumi di terra e radici
Sequoia Navajo
canto germoglio in alto nel cielo
e nel fango di resine e pino
innalzato ai Mòdi
ed ai Mondi degli Eterni Giardini Bambini…
sappi mio abbraccio
che non sei sola col tuo proteso dolore…
ripara la mia anima dentro la Tua.

Enrico Tartagni

L’ingrato

Al que ingrato me deja, busco amante;
al que amante me sigue, dejo ingrata;
constante adoro a quien mi amor maltrata;
maltrato a quien mi amor busca constante.

Al que trato de amor, hallo diamante,
y soy diamante al que de amor me trata;
triunfante quiero ver al que me mata,
y mato al que me quiere ver triunfante.

Si a éste pago, padece mi deseo;
si ruego a aquél, mi pundonor enojo:
de entrambos modos infeliz me veo.

Pero yo, por mejor partido, escojo
de quien no quiero, ser violento empleo,
que, de quien no me quiere, vil despojo.

§

L’ingrato che mi lascia, cerco amante;

l’amante che mi segue, lascio ingrata;

costante adoro chi il mio amor maltratta;

maltratto chi il mio amor cerca costante.

Chi tratto con amor, per me é diamante,

e son diamante a chi in amor mi tratta;

voglio veder trionfante chi mi uccide,

e uccido chi mi vuol veder trionfante.

Soffre il mio desiderio, se a uno cedo;

se l’altro imploro, il mio puntiglio oltraggio:

in ambo i modi infelice io mi vedo.

Ma per mio buon profitto ognor mi ingaggio

a esser, di chi non amo, schivo arredo,

e mai, di chi non mi ama, vile ostaggio.

JUANA INÉS DE LA CRUZ