UNA GIORNATA IDEALE

Una giornata ideale sarebbe al mare in primavera oppure nel tardo autunno, quando si è così fortunati che  capita una giornata che non fa ancora freddo ma nemmeno quel caldo molesto che ti appiccica i panni addosso, ed al mare ci vanno quelli a cui piace davvero. Quelli che ne sanno cogliere le proprietà terapeutiche senza lasciarsi bruciare la pelle dal sole perché fa tendenza. Quelli che si accontentano di un panino e lasciano enormi pezzi di mollica ai gabbiani. Quelli che portano i bambini e gli tolgono lentamente il maglione perché non sudino troppo. Quelli che portano i cani a correre sulla riva stando bene attenti che non lascino ricordini poco simpatici. Una giornata ideale per me sarebbe proprio da passare al mare, nonostante si pensi che io non ami il mare in realtà è la calca sulla spiaggia che non mi piace, le distese di ombrelloni senza quasi spazio tra l’uno e  l’altro, proprio non mi attirano. A me piace il mare, quella distesa d’acqua così immensa che si può solo immaginare abbia mai una fine, non mi piace la sabbia, preferisco le spiagge coi sassolini. L’ideale sarebbe andare dopo una notte di mare mosso, sarebbe bello trovare non solo bottiglie di plastica e rifiuti in genere, ma conchiglie delle quali non conosco il nome: non per questo posso fare a meno di notare la perfezione della natura nelle piccole cose. E quei pezzi di legno levigati dal mare che sembrano sculture, che come succede per l’arte moderna, ognuno ci vede dentro quello che vuole e forse non ci vede niente. Una giornata ideale di fronte al mare con un panino ed il vento leggero sul viso ed il calore dolce del sole che mi attraversa i vestiti e nessuna voglia di tornare.

Maria Attanasio

L’albero delle caramelle

C’era un albero
nel giardino di zucchero
tra pini e mandorli in fiore
aveva foglie di menta,
rami di liquirizia
da cui si potevano staccare
legnetti buoni da succhiare
o da mettere nel limone,
era un albero circondato
sempre da bambini e da gatti,
la sua ombra disegnava
chiome di spumiglie
e nuvole di zucchero filato,
le mamme in quel giardino
portavano cestini di pane
e le ciliegie erano tenere marmellate
da spalmare sulla mollica,
le briciole sotto l’albero
servivano agli uccelli,
ai piccoli pulcini
e ai colombi della fontana,
a Natale si ornava
di confetti rosa,
bonbon e bastoncini rossi
qualche lucina bianca,
si spolverava poi con panna
e zucchero a velo,
neve per leccar le dita,
qualche biscotto fatto a stella
e scorze d’arancia candita,
bambini di tutti i colori
l’ultimo giorno dell’anno
facevano un grande girotondo
attorno all’albero delle caramelle
di tutto il mondo,
ballavano e saltavano
cantando canzoni africane,
filastrocche in tutte le lingue,
era l’albero dolce
venuto da un seme di un paese lontano
per scartare in quel giardino
l’ora dell’infanzia più bella.

barche di carta