Dove…gli istanti

A valle vanno
ad accozzarsi
caliginose nuvole
quando deluso
sosta il sonno ferito,
spento bagliore
d’un giorno malfermo.
Rotolare cieco
d’inesorabile fumoso
morire d’istanti.

Daniela Procida

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Published in: on aprile 2, 2012 at 06:54  Comments (2)  
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Freddo silenzio…

 
Edera avvinghiata al muro
è il freddo silenzio che mi abbraccia
in odori e pensieri colmi di pianto
che trasformano la fiducia
in acerrima nemica della speranza
.
Come ombra su ombra
il vuoto cela i ricordi
avviluppandoli in una ragnatela
vischiosa e mortale
dalla quale è difficile districarsi,
.
mentre su mute facciate lacrimose
affogano i fotogrammi
di un saluto ingannatore
che nascondeva il tuo addio
e l’inizio… del mio morire

Patrizia Mezzogori

Morire

“Vivi come se dovessi morire domani. Pensa come se non dovessi morire mai”

JIM MORRISON

Published in: on febbraio 16, 2012 at 07:25  Comments (2)  
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Dai sospiri

OUT OF THE SIGHS

Out of the sighs a little comes,
But not of grief, for I have knocked down that
Before the agony; the spirit grows,
Forgets, and cries;
A little comes, is tasted and found good;
All could not disappoint;
There must, be praised, some certainty,
If not of loving well, then not,
And that is true after perpetual defeat.

After such fighting as the weakest know,
There’s more than dying;
Lose the great pains or stuff the wound,
He’ll ache too long
Through no regret of leaving woman waiting
For her soldier stained with spilt words
That spill such acrid blood.

Were that enough, enough to ease the pain,
Feeling regret when this is wasted
That made me happy in the sun,
How much was happy while it lasted,
Were vagueness enough and the sweet lies plenty,
The hollow words could bear all suffering
And cure me of ills.

Were that enough, bone, blood, and sinew,
The twisted brain, the fair-formed loin,
Groping for matter under the dog’s plate,
Man should be cured of distemper.
For all there is to give I offer:
Crumbs, barn, and halter.

§

Dai sospiri nasce qualcosa,
Ma non dolore, questo l’ho annientato
Prima dell’agonia; lo spirito cresce,
Scorda, e piange;
Nasce un nonnulla che, gustato, è buono;
Non tutto poteva deludere;
C’è, grazie a Dio, qualche certezza:
Che non è amore se non si ama bene,
E questo è vero dopo perpetua sconfitta.

Dopo siffatta lotta, come il più debole sa,
C’è di più che il morire;
Lascia i grandi dolori o tampona la piaga,
Ancora a lungo egli dovrà soffrire,
E non per il rimpianto di lasciare una donna in attesa
Del suo soldato sporco di parole
Che spargono un sangue così acre.

Se ciò bastasse, se ciò bastasse a dar sollievo al male,
Il provare rimpianto quando quello è perduto
Che mi rendeva felice nel sole,
Quanto felice il tempo che durava,
Se ambiguità bastassero e abbondanza di dolci menzogne,
Potrebbero le vacue parole sostenere tutta la sofferenza
E guarirmi dai mali.

Se ciò bastasse, osso, tendine, sangue,
Il cervello attorcigliato, i lombi ben fatti,
Cercando a tastoni la materia sotto la ciotola del cane,
L’uomo potrebbe guarire dal cimurro.
Ché tutto quello che va dato, io l’offro:
Briciole, stalla, e cavezza.

DYLAN MARLAIS THOMAS

Una lettera per TE

Io non so pregarti più
e se t’ho abbandonato
poi deluso
e là lasciato,
non è stato per scommessa
e nemmeno per ripicca,
ma di là
ho lasciato il pianto,
di dolore
e di rimpianto...
Su quei volti
la freschezza
di una verità rubata,
in quegli occhi
la certezza
di una vita già lasciata..
Io che so parlar d’amore
con il cuore e le parole,
non potrò dimenticare
tanta carne là a morire...
Se ci sei mio Signore
stendi adesso la tua mano,
non lasciar loro una croce
che consuma piano piano...
Io non so pregarti più
ho perduto le tue tracce,
ma il ricordo di un lenzuolo
che avvolgeva il tuo costato,
io l’ho visto sopra un letto
di un ragazzo là adagiato..
E perdona se oso tanto
se ti scrivo e non ti prego,
questa lettera ti mando
come fosse ora il mio credo.
Quando scendi dalla croce
vai da loro e soffia piano,
perché sia consolazione
questa tua resurrezione!!!

Beatrice Zanini

Io non sono io

Yo no soy yo.
Soy este
que va a mi lado sin yo verlo,
que, a veces, voy a ver,
y que, a veces olvido.
El que calla, sereno, cuando hablo,
el que perdona, dulce, cuando odio,
el que pasea por donde no estoy,
el que quedará en pie cuando yo muera.

§

Io non sono io

Sono colui

che cammina accanto a me senza che io lo veda;

che, a volte, sto per vedere,

e che, a volte, dimentico.

Colui che tace, sereno, quando parlo,

colui che perdona, dolce, quando odio,

colui che passeggia là dove non sono,

colui che resterà qui quando morirò.

JUAN RAMÒN JIMÈNEZ

Migranti

Il problema non è morire
il problema è vivere.

Non vivere per non morire
ma vivere per vivere.

Meglio la morte che non vivere.

Di queste massime da un po’ di tempo
si sciacqua la bocca il Mediterraneo.

Vengono fuori tra un’onda e l’altra
come gemiti dal fondo.

Lorenzo Poggi

Published in: on febbraio 27, 2011 at 06:53  Comments (8)  
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La voce della notte

Quanta realtà in quelle notti bianche,
quanto amore, rabbia, dolcezza,
quante voci disperate e stanche.
Come ti chiami, quanti anni hai,
nella vita cosa fai…
Vai con quel dolcissimo brano,
che ti fa sentire vicino
anche quando sei troppo lontano.
Ti chiamano con la voglia di morire
anime sole senza forza per gridare,
senza qualcuno da amare,
anime sole che non trovano parole
da dire oppure da ascoltare.
Vai con un altro brano, un’altra sigaretta,
ora vai con l’ennesima diretta,
l’ennesimo caffè buttato giù in fretta…
La notte moriva, l’aurora nasceva,
qualcuno ancora chiamava…
la mia voce, a quell’ora, taceva.
Qualcuno tornò la notte seguente,
qualcuno si perse per sempre.

Claudio Pompi

Published in: on luglio 16, 2010 at 07:40  Comments (4)  
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Se proprio devo morire

 
Se proprio devo morire
voglio morire dal ridere
perché questo mondo
sa solo piangere.
Se proprio devo morire
voglio morire sazio
perché in questo mondo
c’è troppa fame
Se proprio devo morire
voglio morire di gioia
per cancellare in un colpo
la grande infelicità vista
sui volti sconosciuti
Se proprio devo morire
voglio morire d’amore
perché non conosco l’amore
perché non ho mai amato
Se proprio devo morire
voglio morire in un giorno
che sia pieno di sole
per non sentire della morte
il freddo a paralizzarmi
Se proprio devo morire
voglio essere solo con lei
domandarle dove era prima
di quell’unico incontro
da sempre atteso

Claudio Pompi

Published in: on gennaio 20, 2010 at 07:16  Comments (16)  
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