Fiore di Pasqua

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Danza nel petto
fiore di Pasqua
antico e sacro
sparge profumo di speranza
rallegra semplice aiuola
nonostante il cielo adombrato
nonostante il vuoto intorno
che stringe la gola
nella morsa economica
di recessione e povertà.
Danza nel petto
fiore di Pasqua
lo sento vivo più che mai
adesso che l’oscurità
ha steso l’infido manto
adesso che ha sparso il sonno
sulle nostre disamorate coscienze.
Danza nel petto
fiore di Pasqua
diamogli l’acqua giusta
torniamo ad essere uomini
non sotterriamolo ancora una volta
fra uova colorate e colombe d’occasione
per un giorno di festa “apparente”
e poi niente,
totale indifferenza.
Danza sempre nel petto
fiore di Pasqua
lo sento vibrare
nella stanza spenta
lo sento cantare
nell’Amore risorto alla vita
in piena luce.

Roberta Bagnoli

Final…decisione

Voglio far qualcosa di nuovo, oggi,
intendo variare …
e per alleggerire la monotonia,
ho deciso… mi voglio suicidare

Ma, i modi sono tanti
ed io voglio essere originale.

Voglio passar alla storia,
e rimaner nella memoria
come colui che ideò
qualcosa d’eccezionale…
veramente,
dal solito e banale …
distaccamento

Voglio inventar qualcosa
di non cruento…
visto che odio le armi
ed i corpi contundenti,
e che alla vista del sangue…
svengo;

qualcosa di diverso…
dai soliti veleni,
considerato che soffro
di problemi all’intestino;

qualcosa d’eccezionale,
veramente,
sotto tutti gli aspetti…
attualmente inesistente

Ecco ! Ci sono
Ho trovato il sistema
che al trapasso …
mi darà il successo

M’afferro di soppiatto,
quando manco me l’aspetto,
e con le mie stesse mani
le stringerò alla gola ed al collo…
come in una morsa fino al tracollo.

Sono pienamente convinto
dell’idea,
che essa avrà un gran successo,
e che servirà anche a coloro
che han deciso ….
d’ammazzarsi all’improvviso

Penso e mi rallegro
del gran genio che sono stato,
codesta operazione, però,
la rimando alla prossima occasione
l’importante e avere le idee chiare
per la …finale decisione

Ciro Germano

Il dubbio

Oppresso
dall’ansia
l’antico timore
stringe la gola,
e soffoca
nella morsa
la voce

La ragione
vacilla
è dà corpo…
all’umano dubbio
del donarsi
dell’amante

Tormentata…
la mente indecisa
non dà soluzioni

Il nobile amore
osteggiato, deriso
dall’arcano…
vile pensiero

Ciro Germano

Published in: on marzo 6, 2012 at 07:30  Comments (3)  
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Veglia

 
Teatro triste una notte
ma non per lui che fu tutto vero
Già sapevo la notte da passare, ma
non immaginavo l’orrendo travaglio
di  chi dovevo sostenere, nell’oltrepassare.
I miei occhi vedevano quella
non più umana persona,
trasfigurata dalla morsa del male
Mi chiedevo  perché…
perché…oh Signore?
abbi pietà di lui!
Lo sguardo muto, sgorgava lacrime a fiumi
il suo corpo, senza  padronanza giaceva
nel letto, dimenandosi come una bestia in gabbia.
Emetteva  rumori, gesti involontari
lamenti, gemeva, e urli d’impotenza.
Io capivo la sua atroce paura.
Atroce sofferenza e nulla io potevo,
solo consolarlo con lo sguardo mio
trasparente di dolore per lui.
Nello strazio continuo, l’anima sua
si ribellava  alla morte, lottava con lei
chiedeva  ancora  clemenza.
Insisteva a barattare la morte per la vita
ma la morte non si corrompeva
la percepivo anche io, la vedevo, era lì.
Aspettava, mi incitava ad andare
 per non assistere al banchetto tetro.
Allora capii… nulla più potevo!
Mi rifugiai nelle preghiere
lunghi Padre Nostro e Ave Maria
lunghi Eterno Riposo.
Furono di sostegno entrambi;
alla fine di quella notte amara
arresa, l’anima lasciò il corpo, non più suo.
Io, compito ingrato
ricordo indelebile abbandonai
vuota quella notte di dolore.   

Rosy Giglio

Momenti

Il nulla mi divora
Consuma il mio ego
Il mio essere si affanna
Il mio respiro si annulla
E la fuga è invano

Stretta nella sua morsa
Rapace del mio esistere
Sospesa fra i margini dell’infinito

Vagheggio per trovare l’appiglio
Mi inoltro fino a l’urlo acume
Per salvare il mio risveglio

E ansante il cuore rapprende
Per un’altra tregua
Concessa

Rosy Giglio

Published in: on novembre 13, 2011 at 07:17  Comments (10)  
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Senza titolo

Il dolore è uno scultore
tacito, come il sonno che tarda a venire
tacito, come un campo di grano dopo la mietitura.
Il dolore stringe
nella sua morsa d’errore
matura
trema- trancia- tritura
avendo cura di gonfi singhiozzi.
Voglio che scoppi
come un palloncino
allora ne sentirò il cicaleccio…

Aurelia Tieghi

Published in: on settembre 14, 2011 at 07:34  Comments (12)  
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Punto e a capo

C’è il tuo sorriso
Su quell’aquilone
Vola già altissimo
Fra nuvole e sole

Vorrei volare
Esserci anch’io
Ma il mio filo è corto
Non è come il tuo

Strada diritta
Strada deviata
Sarà quella giusta
O quella sbagliata?

Porta nel centro
Di una radura
Di una foresta
Che fa un po’ paura.

C’è un pozzo profondo
Pozzo di dolore,
sento una morsa
che mi stringe il cuore.

Il tempo è scaduto,
futuro da inventare,
metto una pausa
per non sbagliare.

Cerco la mia vita
La cerco adesso
Ma c’è l’accento
Dove non posso.

Profumo di malva,
di pesca, di the,
la mia maglietta
profuma di te.

sento che dentro
qualcosa è cambiato,
ma non è abbastanza
e non ho più fiato.

guardo i miei occhi
dentro lo specchio,
mi sento giovane
mi vedo vecchio

eppure so che
il momento è venuto
metto un bel punto,
punto e a capo

poi seguo il tuo odore
che lascia la scìa
metto il tuo amore
nella malinconìa

laddove c’era solo
un buco nero
ora c’è amore
è il tuo, ed è vero

ecco che il sogno
diventa realtà
metto speranza
e serenità

c’è il tuo sorriso
su quell’aquilone….
.….È accanto al mio
Fra nuvole e sole.

Sandro Orlandi