L’umore del tempo

Il sentiero è una spiga di grano
con i chicchi a far da selciato
e le voci dei passi attutiti.

E’ un cammino sofferto e passato
stretto tra mura di pianto,
pane amaro per andare avanti.

Sale forte il rumore del mare
dal cancello in fondo alla strada.
Se lo apri entri nel cielo
a cercare orizzonti schizzati per caso.

Il mare è la schiena d’un toro che corre
e prende a cornate gli ultimi scogli.

Lorenzo Poggi

Contrappeso

Senza l’armonia d’equilibri
mi rifugio tra le mie mura
poggiate su fondamenta
d’inevitabili inquietudini

conquista terreno
ora alla mia porta
che cigola su cardini
malinconia come ruggine

non m’ingannare
che non t’inganno

effimero armistizio
e cosa mi rimane

stasera hai scelto me

ora non ti rifiuto
né ti respingo

ma senza recinti
l’anima in contrappeso
offro al vento

Pierluigi Ciolini

Ora che sale il giorno

Finita è la notte e la luna
si scioglie lenta nel sereno,
tramonta nei canali.

È così vivo settembre in questa terra
di pianura, i prati sono verdi
come nelle valli del sud a primavera.
Ho lasciato i compagni,
ho nascosto il cuore dentro le vecchi mura,
per restare solo a ricordarti.

Come sei più lontana della luna,
ora che sale il giorno
e sulle pietre bette il piede dei cavalli!

SALVATORE QUASIMODO

Notte

 
Vorrei essere notte
che scivola calma
penetrando le mura 
e le fredde finestre del borgo
.
Scenderei piano
per chiuderti gli occhi
con il bacio del silenzio
e scacciare draghi e falene
dal teatro dorato dei sogni
.
Allora poserei il mio manto
di calda invisibile seta
a possedere il respiro
del tuo sonno quieto
.
E così
finchè al primo canto degli orti   
non giunga spietata la luce dell’alba
così soltanto allora
tu saresti mia

Fabio Sangiorgio

Published in: on luglio 24, 2011 at 07:50  Comments (6)  
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Religioni

 
In principio era il verbo
e nel principio il fine
poi trasformato in mezzo
occasione bandiera
pretesto all’odio
Dal primitivo fuoco
saettano verso il cielo
d’orgoglio accese
scintille diverse, illuse
ognuna più dell’altra
di dissolvere le tenebre
dimentiche di Amore
unica verità che le accomuna.
Verità relegata tra le mura
di una moschea o di un tempio;
ecco i confini effimeri ove l’uomo
impotente a comprendere,
l’antica fiamma soffoca in un rito
un omaggio al ricordo, una finzione
per poi sfogare gli istinti più biechi
su questa terra che gli fu donata
e che s’intride del sangue del fratello
lui, cui sei giorni non sarebbero bastati
a fare tutto ciò;  lui creato a sua immagine
da Kabul a New York ovunque lui
che in ogni altro potrebbe specchiarsi
per quell’Amore eguale eppur diverso
lui,  perso sotto questo cielo
ove i bengala oscurano le stelle
risucchiato nel buio potrà un giorno
riconciliare le fedi nel ritorno?

Viviana Santandrea

Al mio funerale

Vi guarderò dall’alto di mura
vestirmi di tunica bianca
e spargere fiori sul ricordo di me.

Qualcuno scolpirà una pietra
con parole infinite:
qui giacciono le spoglie mortali
di uno dei tanti
che provò a vivere
senza riuscirci.

Adesso che provo a morire
sol le cicale zittiscono,
è un mestiere nuovo
tutto fatto di passato
tutto fatto di lasciato.

Se qualcuno raccoglierà
le foglie d’idee sparse su carta
non sarò morto invano.

Lorenzo Poggi

Published in: on luglio 15, 2011 at 06:57  Comments (7)  
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E’ solo un sogno?

 
Leggero, il pensiero sognato,
volteggia
si libra nel vento;
tra l’ombre di fiamme danzanti,
archetipo d’ombra,
si specchia nel sogno pensato.
Ignaro di sé si compiace;
si fa, quel suo dolce abbandono,
via…via…più vivace;
confuso tra lingue di fuoco,
e sogna di un gioco
entro cerchi di mura pagane.
Frenetico, il ritmo lo ingoia;
travolto, lui crede
di esser del vero l’essenza….
poi, brusco il risveglio,
il sogno si muta in coscienza:
è solo.  Non vede
che tracce confuse di passi
di strade ormai chiuse;
l’arcano comprende…..
gli restan deluse chimere;
esausto, si arrende.

Viviana Santandrea

Dalla ferrovia

 
In questo…
mattino stupendo
colmato dall’azzurro
del cielo assaporo
i  profumi d’un tempo
Rivedo…
la gente distesa, e sopita,
i bagnanti che
s’avviano al mare
col loro soffuso vociare
Le barche all’ormeggio
nelle acque quieti
ed il treno…
che passa sinuoso
col  fischio armonioso
tra il mare e le case
I bianco/rosa oleandri
attaccati alle mura,
e  della fontanella,
il gioco continuo
dello zampillo
Un quadro finito
dai tanti colori
da immortalare su tela…
da un valente pittore

Ciro Germano

Metafora


Le mie mimose
ora le dedico.
Sul piano lucido spiccano.
Nell’eco della casa
quel giallo rafforza le mura
stucca crepe e
crea futuro
regge   incallito
all’urto della vita.

Rosy Giglio

Published in: on maggio 24, 2011 at 07:18  Comments (6)  
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Macerie

Restano macerie
Della torre merlata
Sassi su sassi
Polvere e fango
Piccole ombre di bimbi curiosi
Si spengono tra le fessure
Di mura scalfite
Cumuli di ferraglia, involucri
portatori di morte e disperazione
altro non si nota
se non l’attesa della sera

Gianna Faraon

Published in: on aprile 9, 2011 at 07:10  Comments (4)  
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