Proprio io

 
Possiamo scambiarci
per tutta la vita
anime
con le nostre anime.
.
Ma che importa se stiamo camminando
.
Che importa
se andiamo da poco tempo
o da molto, insieme
.
Se stiamo così
come lamenti dimenticati
.
Se stiamo
uniti a qualcosa
.
Se qualcuno
non può più comprenderci
.
E così anch’io
ho un’ora del giorno
.
Un’ ora minore
che vorrei accendere
e che vorrei accendermi
.
Un’ora
che volerei
per l’inutile voliera del letto
.
Proprio io
che adesso
conosco la nascita a memoria
.
Io stesso che in fondo
non ho fatto altro
della mia vita
.
Perchè sono qui?
Eppure
sono qui
.
Io sono un passaggio
.
La clessidra
da una mano all’altra
.
Io sono un diario
delle mie piccole
umili cose

Antonio Blunda

Published in: on giugno 25, 2012 at 07:34  Comments (3)  
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Niño geopolítico observando el nacimiento del hombre nuevo – Bambino geopolitico che osserva la nascita dell’uomo nuovo

SALVADOR DALI – 1943

Published in: on febbraio 15, 2012 at 07:04  Comments (5)  
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Attore della tua vita

Lasciati avvolgere dal calore di un caminetto,
diventando anche tu fiamma che riscalda.
Lasciati illuminare dalle luci della festa,
diventando anche tu luce
per chi è nel buio.
Lascia che lo sfarfallio della neve
infonda gioia nel tuo cuore,
sì da trasmetterla a chi è triste.
Lascia che la serenità dei bimbi
ti abbracci,
ricordandoti la tua infanzia.

Diventa attore della tua vita,
prendendola per mano.
Vivila, assaporala,
sentine il gusto,
seppure a volte acerbo ed amaro.

Ma è vita,
sempre.

Ed ad ogni nascita essa si rinnova.

.
Sandra Greggio

Published in: on dicembre 31, 2011 at 07:39  Comments (6)  
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Io sono l’unica

I am the only being whose doom

No tongue would ask no eye would mourn

I never caused a thought of gloom

A smile of joy since I was born

In secret pleasure – secret tears

This changeful life has slipped away

As friendless after eighteen years

As lone as on my natal day

There have been times I cannot hide

There have been times when this was drear

When my sad soul forgot its pride

And longed for one to love me here

But those were in the early glow

Of feelings since subdued by care

And they have died so long ago

I hardly now believe they were

First melted off the hope of youth

Then Fancy’s rainbow fast withdrew

And then experience told me truth

In mortal bosoms never grew

‘Twas grief enough to think mankind

All hollow servile insincere –

But worse to trust to my own mind

And find the same corruption there

§

Io sono l’unica il cui destino

lingua non indaga, occhio non piange;

non ho mai causato un cupo pensiero,

né un sorriso di gioia, da quando sono nata.

Tra piaceri segreti e lacrime segrete,

questa mutevole vita mi è sfuggita,

dopo diciott’anni ancora così solitaria

come nel giorno della mia nascita.

E vi furono tempi che non posso nascondere,

tempi in cui tutto ciò era terribile,

quando la mia triste anima perse il suo orgoglio

e desiderò qualcuno che l’amasse.

Ma ciò apparteneva ai primi ardori

di sentimenti poi repressi dal dolore;

e sono morti da così lungo tempo

che stento a credere siano mai esistiti.

Prima si dissolse la speranza giovanile,

poi svanì l’arcobaleno della fantasia;

infine l’esperienza mi insegnò che mai

crebbe in un cuore mortale la verità.

Era già amaro pensare che l’umanità

fosse insincera, sterile, servile;

ma peggio fu fidarmi della mia mente

e trovarvi la stessa corruzione.

EMILY JANE BRONTË

Mare di parole

 
Del mare io non so niente
nè delle sue barche
come le parole sono onde
che io vedo
e non esistono
non hanno nascita
e non capisco
dove muoiano o finiscano
perchè mi chiedo o mi domando
se sono miti
che non sono realtà
non sono no non sono
verità
sono sogni
disperazioni
attenuazioni del malessere da nascita
io mi chiedo se devo aver paura
del mare…
delle parole…

Enrico Tartagni

Published in: on Mag 29, 2011 at 07:22  Comments (3)  
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Catartico tondeggio

ehhh ssì.

Facile lasciarsi assorbire
da teutoniche reminescenze:
troppo fredde, grandi,
ingestibili.

Ora le dita
non funzionano
tra le rime d’un spiegare qualcosa
in versi o parole povere.
(svigorite da strana stanchezza)

Nella preghiera
dell’aria serale,
di questa aria imbrunita
niente è più scontato
d’uno svegliarsi
al mattino
dopo il viaggio sveglio
nella capitale del sogno.

Ancora annego nel capire
complessati desideri,
verità di bronchiti
spiovute dal galattico astrale
ridimensionato al “razionale d’essere”

ma son queste asteroidi maledette
d’”appartenenza” che fan piovere
piedi scalzi sul bagnato
su una terra dove il nulla storico
rimbomba senza il suo senso

solo strafatto nel petto abitudinario.

Complesso e troppo nudo
il trapezio sospeso,
muto d’assolo
nella ribelle linfa della foglia
chè stiracchiandosi
ringrazia il solfeggio
solare boreale
taciturno nel suo amplesso
congiunto nell’ovvia nascita.

E’ in questo memorabile passato
che vivo d’insoddisfatta caparbietà.
Le parole forse trovano la nicchia
in tane secolari,
quando il verbo
non necessitava
di piegarsi
all’incestuoso dis-piegarsi
d’una giustificazione
in suono temporale
d’una bandiera sventolante
e
vocale.

Traballando s’un fieno
morbido
lascio vibrare,
così,
suon di cicala combattiva.

Perché il loro canto
sopravvive
oltre le colonne sudate
delle formiche….

Glò

Vi(n)coli

Mi avvolge
un’aria da mezzanotte e un quarto
da mordersi con parsimonia
il contratto all’origine firmato sulla mela
tutte le cose sparse – pergamene
fiammiferi
bambù
tracciarono le strade
di chiose contromano
furono i pazzi a comandare i savi
da sagrati e palazzi
unitamente lì per salmodiare
la nascita dei morti
già si profila il rogo
stanno allestendo croci
i camerlenghi attizzano le braci
il gregge tra le luci apre gli applausi

e me ne vado rasentando i muri
dove si apposti al buio
un dio sincero.

Cristina Bove

Dei delitti senza pene…


Se questo per voi è ancora un uomo
allora dovete curare la sua presunta follia,
non può essere trascurata nessuna prova
in nome della vostra ipocrisia
Se per voi questo è ancora un uomo
allora deve avere la possibilità
di farsi roccia e sabbia,
di cadere e rialzarsi
sporco della sua stessa rabbia.
Se questo per voi è ancora un uomo
le sue colpe vanno analizzate,
capite, poi giudicate,
se per voi è un uomo appartenente
ancora per suo destino di nascita
alla umana specie,
allora dovete mettervi nei suoi occhi,
con le sue mani toccare, con i suoi piedi andare,
se per voi è ancora un uomo,
e poi condannare vita per vita
oppure mettetelo in una cella
e buttate via la chiave.

Maria Attanasio

Published in: on dicembre 4, 2010 at 07:19  Comments (9)  
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M’è presa

una voglia di aurora
quella carezza di pesca
vestita di bianco
che aspetta
la nascita del nuovo
e guarda
dolce
la notte
lasciando scia
di fate.

Tinti Baldini

Published in: on agosto 26, 2010 at 07:00  Comments (9)  
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Il fornaio

Quando i sogni si svestono
dell’ultimo buio
il lavoro si nobilita

il fornaio si alza
incalza
impastando con forza
l’immacolata tranquillità
fatica antica

il lievito profuma e
gioca
una lena di braccia
s’amalgama alle mani che
comandano
schiacciano
pizzicano riccioli

come in un rito
l’arte dalle tante forme

acqua e farina
sulla nascita dei pani
ben allineati
infornati

ed ecco il pane bianco
o integralmente scuro
fresco e genuino
nella prima aria del mattino

una scia fragrante corre
verso la fame

un bene comune che
anche oggi egli
ha esaltato
privilegiato.

Aurelia Tieghi