La pace nella solitudine

 
Avara è la felicità.
Subdola ti invade inaspettata
luce di saetta ti impaurisce
ti stordisce che quasi non la gusti
e quando la stai per assaggiare
scompare, gioca a nascondino.
Se la ignori si manifesta, furtiva.
Ingenua inutilmente accorri:
è sempre dalla parte opposta
o sul viso della gente ignara
di possedere ciò che tu vorresti avere.  
Felicità è condivisione di un attimo
rapida emozione  riscontrata
in chi con la tua anima è in sintonia.
Picchi di gioia che accentuano la solitudine.

Elide Colombo

  “…e i nostri cuori rispondono a stelle che non vogliono saperne di noi.”     Edgar Lee Masters

Gioca con me

Gioca con me amor mio,
gioca con me a rincorrere le nuvole soffiate via dal vento,
a tirare la coda alle comete,
o a cercare di capire dove nasce l’arcobaleno.
Gioca con me
e saliamo su nel cielo durante un temporale
per vedere le gocce di pioggia cadere sulla testa del mondo
e magari   riscendere giù a precipizio,
per giocare a nascondino sul prato illuminato dalla luna.
Gioca con me
per cercare il quadrifoglio in un campo di papaveri
ed entrare in una foresta buia per trovare dove vive l’unicorno,
o per salire sulla cima di un monte altissimo,
per carpire al vento il segreto della vita
dell’amore e del sorriso.
Ho voglia di giocare con te amor mio
e insieme prendere per mano
tutti i bambini del mondo
per vederli felici
facendo un enorme girotondo.

Sandro Orlandi

Davanti alla Villa


Mulino di Parisio, via Toscana
vie dell’infanzia
e di giorni speciali
marchiati a fuoco.
Mille-Miglia
era un gioco alzarsi all’alba
poi aggrappata al collo di mio padre
aspettare che il rombo dei motori
nato là, oltre il mistero della curva
tuonasse fino a rimbalzarmi in petto.
Ruggenti belve
che schizzavano grigie e polverose
tra due selve di folla.
Ecco la Maserati, la più attesa
ecco un pezzo del cuore di Bologna!
Ecco Taruffi!
e Nuvolari, senza più la coda e lo schienale
rimasti in un tornante d’Appennino.
Ecco gli eroi!
Tutti mio padre li riconosceva
aveva respirato insieme a loro
quel profumo di olio e di benzina
nella fabbrica là sul Pontevecchio
e sugli asfalti.
Io, con lui, annusavo quella polvere
e gioivo, e tremavo
come tremavano i vetri delle case
lì sulla strada, davanti alla Villa.
Vie Toscana, Parisio
teatro dei miei giochi a nascondino
dietro il canale
tra i sacchi del Mulino.

Viviana Santandrea