La croce solitaria


Fuggivo dai miei pensieri più neri,
dalle mie paure inconfessate,
dai dubbi che l’anima mordono
come fiere voraci mai sazie.
Cercavo la pace nell’inferno
dei miei sogni senza senso.
Cercavo l’uomo perduto nel suo tempo,
naufrago allo stremo che in un attimo
rivede la vita disperata
e nudo si sente nell’anima.
Mi fermai davanti ad una croce vuota.
Perché ancora solo? Dove era?
Quanta fatica per giungere alla cima,
quanto dolore ho provato
su quella montagna aspra e pietrosa,
senza sentiero certo.
Quanta sofferenza nel togliermi
le spine dei falsi ideali.
Scrollarmi di dosso la rabbia
delle ingiustizie umane subite,
perdonate, mai dimenticate.
Dov’era? Perché ancora una volta solo?
Ho sentito il pianto del cuore,
così profondo che agli occhi non sale.
Davanti a me una croce vuota,
a un passo dal cielo e dal baratro.
La croce era lì, aspettava me perché vi salissi.
Ecco dove eri, ti ho cercato troppo in là,
oltre me stesso.

Claudio Pompi

Delirando

Mentre cercavo di obliare nel sonno
riposando le mie membra
affaticate, languivano in me
spiriti vitali oppressi
da torpore naturale.

improvviso Cupido m’appare
armato di faretra ma privo
dei suoi ornamenti
triste in volto come non lo vidi mai.

domandai perchè
fosse così dimesso
con ali gualcite
e disordinato  d’aspetto

Ei così rispose ” il mio canto
s’è spento in amarezza
e la cetra mutò in pianto
il suo impeto d’amore.

Il mio vigore è spento
ed ogni forza scomparsa
il mio arco non si tende
ed io naufrago fra infiniti dilemmi”

e continuò: ” amico caro coltiva
ancora le tue arti nascoste,
insegna ad amare con grazia e cortesia
i misteri di Venere non propagarli
a chicchessia”

Ti prego mia Signora
soccorrimi abbi pietà di me
l’amore eccita e lusinga
il mio essere vitale,

Conosco la causa del mio male,
mi sento morire  ed allora
richiamo alla mente le tue delizie
ah quale meraviglioso tormento
trovarmi così esposto al mio delirio.

Marcello Plavier