Sai

Tu sai
di sofferenza
tu che scrivi
versi
tu la conosci
quella cascata
che inonda
la notte
e il giorno tace
quel buco
all’esofago
che mangia carne
quella paura
del dolore
che snatura
tu sai
dei brividi
caldi di sete
che t’acchiappano
mentre cuoce il sugo
e la nausea
salmastra
l’occhio d’agnello
le mani a pugno e unghie
e allora
se sai
fammi ragione
del male
che non mi quieta
trova parole
a farfalla
sgorga canto di luce
dammi la mano
sul filo
e fammi
ridere.

Tinti Baldini

Genova per noi

Con quella faccia un po’ così
quell’espressione un po’ così
che abbiamo noi prima di andare a Genova
che ben sicuri mai non siamo
che quel posto dove andiamo
non c’inghiotte e non torniamo più.

Eppur parenti siamo un po’
di quella gente che c’è lì
che in fondo in fondo è come noi, selvatica,
ma che paura ci fa quel mare scuro
che si muove anche di notte e non sta fermo mai.

Genova per noi
che stiamo in fondo alla campagna
e abbiamo il sole in piazza rare volte
e il resto è pioggia che ci bagna.
Genova, dicevo, è un’idea come un’altra.
Ah, la la la la la la

Ma quella faccia un po’ così
quell’espressione un po’ così
che abbiamo noi mentre guardiamo Genova
ed ogni volta l’annusiamo
e circospetti ci muoviamo
un po’ randagi ci sentiamo noi.

Macaia, scimmia di luce e di follia,
foschia, pesci, Africa, sonno, nausea, fantasia…
e intanto, nell’ombra dei loro armadi
tengono lini e vecchie lavande
lasciaci tornare ai nostri temporali
Genova ha i giorni tutti uguali.

In un’immobile campagna
con la pioggia che ci bagna
e i gamberoni rossi sono un sogno
e il sole è un lampo giallo al parabrise…

Con quella faccia un po’ così
quell’espressione un po’ così
che abbiamo noi che abbiamo visto Genova
che ben sicuri mai non siamo
che quel posto dove andiamo
non c’inghiotte e non torniamo più.

PAOLO CONTE


Lei si scusa

di non esser così speciale
lei cammina
con in mano
la sua testa alta
chiede perdono
mentre si lascia penzolare
vorrebbe che tutto non oscillasse
in quel modo
ma i suoi capelli sono così morbidi

Lei si scusa
di non essere forte come voi
della sua voce così rotta
delle sue parole sconnesse
stroncate dalle vostre
così sicure così nitide
lei le invidia
quelle parole
lei si lascerebbe cadere
per essere quel fiato
quella lingua che schiocca sul palato
quel gesto che l’accompagna
quegli occhi consapevoli
e quelle labbra che già sanno
come andrà a finire

lei ancora chiede perdono
per la sua nausea così forte
lei si scusa
per il disinteresse che vi provoca
si scusa
per la fretta che non riesce a sopportare
per l’automa che non riesce ad essere
per non riuscire ad ignorare la rabbia
che la circonda
si scusa se riesce soltanto
a mettersene al servizio

Perdonatela
ma tutto intorno a lei
ondeggia così dolcemente
che forse si metterà a dormire
che prima o poi non riuscirà più
a vedervi, se non negli incubi
perdonatela
perchè si sta scusando
di non essere forte come voi

Nicole Marchesin