Madonna

Se la poesia si fa preghiera,
a te la mia umile volgo
dimenticata madre da me
tuo infelice figlio.
A te ritorno ora che il mio
tempo come il giorno
si consegna al tramonto.
Cerco la tua mano pietosa
perché carezzi l’anima mia
di tormenti ferita.
Forte della sicura giovinezza
da te m’allontanai per vivere
il mondo.
Sordo ad ogni tuo richiamo
mi spinsi negli errori del peccato,
scelsi il facile volo al navigare
faticoso irridendo e sporcando
quanto nel volo ghermivo.
Chinavo il capo solo al tuo volto
che improvviso m’appariva.
Ave Maria piena di grazia
pur non volendo sussurravo.
Era il tuo richiamo di madre
delle genti.
A quel richiamo risposi spogliato
di presunzione e giovinezza.
Ripresi l’antica via che fanciullo
ricordavo.
Ave Maria, il mio sussurrato saluto
di uomo stanco, in sé perduto
da te ritrovato e nella tua pietà
accolto.

Claudio Pompi