Io trasporto

 
Un terremoto di alfabeti monchi
di consonanti disadorne
di vocali affilate come lame di amore denutrito
mentre muori parafrasando arcobaleni miopi
e giumente negre…
bella, Lou, annegata nella melma dell’etica e dei narcotici
con i piedi intinti nel colore blu per lasciare tracce di cielo
sui pavimenti bianchi dello spaccia angelo bianco degli elettro fans ,
shock di paradisi ampere
shock di dormitori anoressici
shock di elettroshock eterosessuale
sperimentazione artistica
osso
per i cani…
i buchi che hai nelle braccia lasciano presagire brandelli di materiale cosmico
e detriti di occidente denuclearizzato,
oh, Lou, che passasti da monastero a bordello a portaombrello a corsia d’emergenza
in turbo barella priva di freni e sterzo e navigatore stellare
lucidando cappelle mostruose in vagoni merci del cuore
deglutendo sconfitta abbassando mutande e detergenti intimi e poeti post bellici
cantatori dei tuoi seni cannibali cresciuti tra allevamenti in gabbia
tra luce calda e scimmie di stagnola
Lou, divulgatrice delle finestre cieche e degli amplessi sottomarini
Lou, stelo bucato
trapassato remoto
trapassata
dai mille aghi muti
                                di dio.
Non ci si può liberare dal tuo odore, dalla tua biblioteca di profumi segreti,
vorrei dormire ogni notte nell’accogliente grotta della tua anima
e danzare come una bestia affamata grammo dopo grammo liberandoti le vene
e sfiorare la tua schiena,
Lou,
         dove ogni neo è il capitolo di un bacio.

Massimo Pastore

Buonanotte all’Italia

Di canzone in canzone
di casello in stazione
abbiam fatto giornata
che era tutta da fare
la luna ci ha presi
e ci ha messi a dormire
o a cerchiare la bocca
per stupirci o fumare
come se gli angeli fossero lì
a dire che si
è tutto possibile

Buonanotte all’Italia deve un po’ riposare
tanto a fare la guardia c’è un bel pezzo di mare
c’è il muschio ingiallito dentro questo presepio
che non viene cambiato, che non viene smontato
e zanzare vampiri che la succhiano lì
se lo pompano in pancia un bel sangue così
Buonanotte all’Italia che si fa o si muore
o si passa la notte a volerla comprare
come se gli angeli fossero lì
a dire che si
è tutto possibile
come se i diavoli stessero un po’
a dire di no, che son tutte favole

Buonanotte all’Italia che ci ha il suo bel da fare
tutti i libri di storia non la fanno dormire
sdraiata sul mondo con un cielo privato
fra San Pietri e Madonne
fra progresso e peccato
fra un domani che arriva ma che sembra in apnea
ed i segni di ieri che non vanno più via
di carezza in carezza
di certezza in stupore
tutta questa bellezza senza navigatore
come se gli angeli fossero lì
a dire che si
è tutto possibile
come se i diavoli stessero un po’
a dire di no, che son tutte favole

Buonanotte all’Italia con gli sfregi nel cuore
e le flebo attaccate da chi ha tutto il potere
e la guarda distratto come fosse una moglie
come un gioco in soffitta che gli ha tolto le voglie
e una stella fa luce senza troppi perché
ti costringe a vedere tutto quello che c’è
Buonanotte all’Italia che si fa o si muore
o si passa la notte a volersela fare…

LUCIANO LIGABUE