Porta

soglia d’azzurro
approdo alla mia voce
una mantiglia
le mie ciocche d’inverno
funi d’argento
e
una treccia d’insonnia.

Alla catena un orologio tace
s’arrotola di notte
l’altra di me si sveste
freme di volo e fende
a colpi d’ombra
la necessarietà d’altro respiro.

Cristina Bove