Mani

Cambio metodo, sai?
Impavida e spavalda
tra suoni d’aria
in correnti viaggiatrici
onoro la mia difesa
perdonandomi dalle colpe
inflitte solo da me stessa.
 
E’ sempre così.
 
Mi strazio ramificata
in estensioni di pensiero
che poi diventa vita mia
         in conchiglia
               in tana
forse in egoismo opportuno.
 
Mi tocco in forme
d’energia fluente
-ora-
cospirata da galleggianti
matasse roventi
da sbucciare
poi…
nella gestualità
    dello specchiarmi
mi si sgrana un corpo
di pelle rassicurata
da una nuova primavera.
 
Frenetico, rispettoso.
 
Caloroso nella freddezza
impiccato a metà
d’una negazione
da inventare…
per una nuova bugia illusoria
da raccontare.
 
Efficace?
No. Se la pelle lasciata
per strada non emana
quel po’ di vero
che sa fare piccola differenza
nella gestualità
d’accoglimento
del diverso

Glò

Amante fedele

Nel tuo bianco mondo mi perdo
Tra le tue righe sogno
A te dono tutti i miei pensieri
Apro il mio cuore a volte distrutto
a volte traboccante di felicità
tu mio amante fedele
accetti i miei dubbi le mie paure
mai da te ci sarà giudizio
mai negazione
ma accettazione totale dei miei sentimenti
ti si può amare o odiare secondo il momento
tu dai serenità sicurezza che ciò
che c’è tra noi mai rivelerai ad alcuno
la tua memoria può ferire
ma anche giovare nella riflessione
con te nulla si dimentica
anche i segreti più profondi
li nascondi tra le tue righe
segnate dal tempo

Gianna Faraon

La notte


la notte è il velo di lutto in tua assenza
che mi cade addosso. d’improvviso. hanno
cento occhi vigili i ricordi.  e le parole.  ombre.
come alberi caduti.
lungo il vialetto dell’attesa spoglio dai ritorni.
accanto a te tutto avevo un senso.  tutto
perdeva senso fino alla negazione di se.
mi specchio nella mia ombra ma non mi riconosco.

Anileda Xeka

Published in: on marzo 29, 2011 at 07:40  Comments (5)  
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Mi manchi…non mi manchi…mi manchi!

Ma tu lo sai
che quando te ne vai
torna il silenzio e avvolge questa stanza,
io lo assaporo poi, come carta
di caramella,
tengo tutta per me la mia fragranza?

Muovo a passo di danza
dove ancora si tocca
il tuo respiro; dolce ho sulla bocca
l’aroma del tuo sigaro e con la mano
mi attardo a rassettare
l’impronta del tuo peso sul divano.

Ogni mio gesto è forse
negazione di assenza
voglia di libertà
o inganno dell’attesa?
Comunque, torna presto!

Ogni parola spesa
prima che te ne andassi
mi scandaglia la mente
però il mio cuore sente
che questa porta
mi separa dal buio e freddo inverno
da ogni cosa al di là
ma non da te.

E così resto
infagottata di serenità
però tu, torna presto!

Viviana Santandrea