Nell’attesa di rivederti

Ti dipingo su tela d’oro puro
per rinnovare il piacere del tuo viso.
Piccole labbra che già sanno il sorriso
imparano il linguaggio del pensiero.

E quella bocca che fino a ieri
suggeva solo nettare di vita
ora s’atteggia al dire con impegno
gorgheggiando come un uccellino.

Ma sono gli occhi che non so rifare.
Nessun colore può rendere la luce
che d’intelligenza brilla e d’innocenza
germe di quell’amore misterioso

che unisce terra al cielo
in un’ irripetibile simbiosi
che sovrasta dell’intelletto ogni cognizione.
Ed è tenera emozione.

Elide Colombo

Verrà settembre

portando
nettare d’uva
nelle vigne
foglie
orlate di giallo.
Vagherò
nelle sere
senza domani
per viottoli
tra girasoli
ricurvi.
Splenderà
ancora nel brullo
quel fiore
azzurino
a campanule
delicato
straripante
di sentimento.

Graziella Cappelli

Published in: on giugno 22, 2012 at 07:35  Comments (12)  
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Pioggia di fine estate

Leggera
tutta la notte
e tutto il giorno
l’eterna madre
ha versato sulla terra assetata
il nettare della vita.

La pioggia irrora
la mia malinconia
riarsa dalle vampe
della fulgente estate
che ora va via.
Il suo scroscio quieto
allontana
l’urlo della carne e della passione,
il fruscio dolce
delle sue fresche gocce
assopisce
lo strepitio dei desideri
e le sue mani materne
accarezzano
il mio animo inquieto.

Nino Silenzi

Profumo nel correre del tempo

 
Profumo
variegato d’ogni tipo
di pollini da iridescenti  fiori,
verso l’aperto azzurro
mare immenso,
discende a valle in murmuri
ruscelli.
.
Api, a milioni,
il nettare han succhiato
e trasformato in miele
l’ oro biondo.
.
Ora.
Profumo
di miele è quell’effluvio
intenso, che si sente,
quale nuovo Re Mida,
per decorso alveare sacrificio:
tutto ciò che imbibisce
oro diventa.
.
Ma anche quel
profumo
forte,  fragrante,  appassionato,  intenso
lentamente
si evapora,  sparisce.
.
Entra nel Nulla,
per l’incessante correre
del Tempo.

Paolo Santangelo

Published in: on luglio 8, 2011 at 06:56  Comments (9)  
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Vigne

Voi, ch’amate le nostre terre sacre –
d’antica età, e voi appena nate –
v’abbeverate alla fatica alacre
e poi riconoscenti ci donate

il sangue vostro qual nostro tesoro
cresciuto in quelle piccolette sfere
ad opera dell’aria e ‘l sole d’oro,
che tramutiamo in nettare da bere.

Da sempre vostra patria è tutto il mondo,
ché tutto il mondo ama quel che siete,
e a quel che date, ingenuo e giocondo
l’umore suo affida, e la sua sete.

Confida in quel tesoro che gli date
pe’ accrescere letizia a un bell’evento,
o per trovar conforto a sciagurate
giornate che ogni tanto porta il vento.

Magia, è quel che fate col buon vino,
e se con il buon vino, in tutto il mondo,
s’alzassero i bicchieri, dal vicino
al più lontano uomo, e in girotondo

brindasse ogni abitante della terra
gridando “Pace!” e “Fuori ogni follia!”
cancellereste il nome della guerra,
facendo – invero – la più gran magia!

Armando Bettozzi

Resa dei conti

Annegare poesia in un pub per soli uomini
quelli con solo un tavolo davanti
senza orizzonte, al massimo un separé.

Attorcigliarsi come edera alla vite
a succhiare il nettare in fermentazione
e coprire i grappoli agli occhi degli esperti.

Perdersi in maschera attorno ad un tabù
girando e cantando canzoni sconce
alla prima occasione da trasformare in pianto.

Agitare fantasmi per confondere la via
movimentare il nulla della nostra pochezza
costruire una fiaba senza armatura.

Guardarsi negli occhi nella pozzanghera
senza vedere che cielo sporco.

Lorenzo Poggi

Sulla riva del tempo


Sulla riva del tempo
in ascolto di memorie sopite
succhio nettare
della rosa più ambita
calice di dolori e gioie
da assaporare in sorsi
salati e silenti.
Frammenti di specchio
infranti e smarriti
a ricomporre la clessidra della vita
mentre la gemma d’arcobaleno
più cara del dolce respiro
mi sfiora e si fa fremito
di piuma impalpabile.
Tornano i nodi di pietra
ad avere un nido di senso
all’orizzonte trafitto
dal sole nascente.
Si spiega la voce
in un fazzoletto di cielo
festante e immacolato.

Roberta Bagnoli

Sereno

Non una nuvola
questa mattina
nella coppa cristallina
del cielo.
Il sole vi disegna
fili d’oro e d’argento impastando
sullo sfondo l’azzurro e il turchese,
il violetto e il rosa.
Lo sguardo si spinge lontano
alla cerchia dei monti,
bianca corolla dell’orizzonte,
stagliata in una luce perlacea,
mentre ascolto i fremiti
del vicino mare danzante
spumoso e flessuoso
su infiniti raggi adamantini.
Nella coppa s’immergono
solo gli abitanti del cielo
e dell’aria: gabbiani, su in alto,
verso l’azzurro; gazze chiassose,
tortore e colombi tubanti più in basso.
E tutti bevono il nettare di luce.

Nino Silenzi

Parole

C’è la parola vestita da sposa
e quella che è meglio lasciare per strada.
E hai quella cosa ch’è mille parole:
la pelle più bianca di un uovo
la luce; o forse parola più grande di luce.
Parola di dio, direbbe qualcuno.
Parola che a te ti farei solo bene,
sfregandoti come un cerino bagnato.
Ci sono parole
che fanno l’amore più pieno e più rosso
perché stare zitti è impossibile, a volte
e tutti gli artisti ti appaiono insieme
a contendersi il merito, come bambini.
Su chi t’abbia fatto quel culo a violino,
quel naso che succhia il mio nettare melo.
Ci sono parole che muovono il mondo
che alzano i turni al lavoro
la gente. Parole riscatto
giustizia, decoro.
Parole che è meglio lasciare da parte,
procedere prima a carezze, su in fronte.
Parole d’addio che farebbero a pugni,
parole per ridere senza rancore.
Parole qui, al posto del t’amo
nessuna.

Massimo Botturi

Un fiore bello

Stando seduto
a questo punto di presente
galleggia impigliato tra spine
un fiore bello,
di quei fiori che nascono inattesi
nei posti impensati
tra rovine
e germogli avvizziti dal gelo
della indifferenza
di questa grande madre
senza cuore
e l’ingordigia
dei suoi figli bramosi.
Il verso non insiste
nelle pieghe del calice
incantato giglio
che offre nettare ed ambrosia…
senza ricorsi a fantasie di note
tra le pareti della stanza inferma
sotto l’uscio del tempo
arrampicato alla scarpata impervia
tende alla vetta,
illumina
con la piccola face che dispone
e un grande cuore
i campi senza luce.

Giuseppe Stracuzzi