Sono sempre stato povero

Sum fateor, semperque fui, Callistrate pauper,

Sed non obscurus nec male notus eques,

sed toto legor orbe frequens et dicitur ‘Hic est’,

quodque cinis paucis, hoc mihi vita dedit.

At tua centenis incumbunt tecta columnis

Et libertinas arca flagellat opes,

Magnaque Niliacae servit tibi glaeba Syenes,

Tondet et innumeros Gallica Parma greges.

Hoc ego tuque sumus: sed quod sum, non potes esse:

Tu quod es, e populo quilibet esse potest.

§

Sono, non lo nego, e sempre sono stato, o Callistrato, povero,
ma non sono uno sconosciuto e nemmeno un cavaliere di scarso valore,
bensì mi leggono spesso in tutto il mondo e di me dicono: <<È proprio lui!>>,
e ciò che a pochi dà la morte, a me la vita ha dato.
Pure la tua casa si regge su colonne a centinaia
e la tua cassaforte custodisce le tue ricchezze di liberto,
e i vasti terreni di Siene sul Nilo sono a tua disposizione,
e la gallica Parma tosa per te innumerevoli greggi.
Mettiamola così: quel che sono io, tu mai puoi essere;
quel che tu sei invece può diventarlo una qualsiasi mezza cartuccia.

PUBLIO VALERIO MARZIALE

(Epigrammi V, XIII – Traduzione di Lorenzo De Ninis)

Il negro parla di fiumi

THE NEGRO SPEAKS OF RIVERS

I’ve known rivers:

I’ve known rivers ancient as the world and older than the

flow of human blood in human veins.

My soul has grown deep like the rivers.

I bathed in the Euphrates when dawns were young.

I built my hut near the Congo and it lulled me to sleep.

I looked upon the Nile and raised the pyramids above it.

I heard the singing of the Mississippi when Abe Lincoln

went down to New Orleans, and I’ve seen its muddy

bosom turn all golden in the sunset.

I’ve known rivers:

Ancient, dusky rivers.

My soul has grown deep like the rivers.

§

Ho conosciuto i fiumi: .
Ho conosciuto fiumi antichi come il mondo e più vecchi del
flusso del sangue umano nelle vene umane!.
La mia anima è divenuta profonda come i fiumi.

Mi bagnai nell’Eufrate che l’albe eran giovani.
Costruii la mia capanna sulla riva del Congo che mi cullò nel sonno.
Vidi il Nilo e v’innalzai su le piramidi.
Ascoltai il canto del Mississippi
quando Abe Lincoln discese fino a New Orleans,
e vidi il suo corso melmoso indorarsi al tramonto.

Ho conosciuto i fiumi:
Antichi fiumi oscuri.

La mia anima è divenuta profonda come i fiumi.

LANGSTON HUGHES

Il fiore Mrjt

I

Un fiore germogliò su questo mondo,
la Terra,
da un infinito amor negli universi:
il segno del Signore,  tra mistici tripudi
veli e luci,  pieno di grazie,
benedetto.
Il suo nome,  Maryam,  l’ancella
della figlia del faraone e,  insieme
ad essa, trova il fanciullino fratello,
abbandonato nel cesto
alla deriva,  Mosé,  sul Nilo,  e . . . lo salva.
Proprio come noi tutti,
sul fiume della vita.
Il suo nome, in egizio,  Mrjt,
vuol dire amato, caro;
questo nome Maryam:  pace.

Contro tutte le guerre,
in tutti i mondi.

II

E  Iddio  risceglierà,  proprio  in  Maria,
figlia di Gioacchino ed Anna,
il fiore Mrjt.
Il cui seme è cosparso  sopra il bene
ché,  ancora un poco,
c’è sul nostro mondo.
Le sue grazie su miliardi
di miliardi di santuari, in tutti
gli universi ancòra;
e,  per noi, indegni,
fioriranno e fioriscono,
come il suo nome,  in miliardi
di rosari.

L’ànfora di Colui,  che Lei si pose,
in dodici stelle simbolo degli astri
fece il manto ai tuoi piedi,  Maria,
e fece sbocciar le rose
di questo mondo.
Degli altri,
a noi del tutto sconosciuti,
altri fiori.

Paolo Santangelo

Sorella acqua

bolla la vita perchè
acqua è, l’essenza di essa

non cedere
o bene della sete
finchè pioggia sarà
in nascita di roccia
continua a scorrere
rivolo
torrente
po
gange
colorado
nilo
danubio

enorme blu

fiume per l’ umanità
raccolto
dono supremo
destinato
gorgo
e ondulazione ai ponti

rubi-netto aperto.

Aurelia Tieghi

Published in: on gennaio 5, 2010 at 06:55  Comments (5)  
Tags: , , , , , , , , , , , ,