Le rose di Saadi

LES ROSES DE SAADI

J’ai voulu ce matin te rapporter des roses ;
Mais j’en avais tant pris dans mes ceintures closes
Que les noeuds trop serrés n’ont pu les contenir.

Les noeuds ont éclaté. Les roses envolées
Dans le vent, à la mer s’en sont toutes allées.
Elles ont suivi l’eau pour ne plus revenir ;

La vague en a paru rouge et comme enflammée.
Ce soir, ma robe encore en est tout embaumée…
Respires-en sur moi l’odorant souvenir.

§

Volevo portarti delle rose questa mattina
ma ne avevo raccolte così tante nel mio corsetto
che i nodi troppo stretti non hanno potuto contenerle.

I nodi sono esplosi. Le rose sono volate via
nel vento e al mare sono tutte arrivate..
Hanno seguito l’acqua per non tornare più;

l’onda è apparsa rossa, come in fiamme.
Stasera il mio vestito ancora ne è profumato.
Respirane su di me l’odoroso ricordo.

MARCELINE DESBORDES-VALMORE

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La nostalgia

Viene la nostalgia a sentir piovere,
e anche senza.
Perché ci siamo messi di fronte alla bellezza
ai fili d’erba e al sole
pietrificato negli occhi, come allora
che messo un po’ di fumo sul vetro lo rapimmo
nel mentre amoreggiava la luna a penzoloni.
Ci mise dei minuti senza la canottiera,
sembrava quando avevo mio padre là vicino,
nel letto dell’estate che aveva sponde bianche.
Bella, e dolce.
La nostalgia che fa quattro nodi ad un foulard
la nostalgia dei fianchi sui quali mi tagliavo
a fare il filo come alla mola, ed all’amore
il più pericoloso e sudato, il più normanno:
la sciabola e la spina dorsale, tutta nuda.

Massimo Botturi

Attesa

Momenti solo tuoi
che nessuno può intendere.

Voci che frastuonano
quel desiderio di pace
che cerca un varco
tra fessure di persiane
da dove un fastidioso sole
tenta di raggiungerti
per farti lacrimare.

Momenti di una tregua
a lungo agognata
che sfugge
a maldestri tentativi
di respingere
nodi di pianto rappreso.

Attendere quel guizzo dentro
per rovesciare la prospettiva
per accorgersi
che stai vivendo.

Sandra Greggio

Published in: on aprile 25, 2012 at 07:21  Comments (10)  
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Occhi trasparenti

 
Non c’è un’altra possibilità
inerente
adeguata
alla gente
in questo silenzio
che m’incontro…
non è questo
come se io fossi diventato
di un convento
ricamatrice ad intrecciar di nodi
i fili degli sguardi
o ancor più pesante
pensare
di aver nel cesto tutti quei colori della vita
bè io ho qui
tra le dita
un ago trovato nel pagliaio
mi pare
occhi azzurri trasparenti di una bimba
che non han bisogno di pregare
e mi chiedo
ma cosa
ancora
sta succedendo
se devo cercare
alternative alla mia umanità?

Enrico Tartagni

Io, gli arcobaleni

.
Prova a  navigare
i miei occhi chiusi;
ma portati le preghiere
dai nodi fini
per contare le bufere
d’indaco.
 
La mia porta
è un oceano senza
zavorre
ma entra solo chi sa
morire
per un sorriso in più;
il mio selciato
è fatto di respiri levigati.
 
Io gli arcobaleni
li ho seminati tra le zolle
più nere,
io gli arcobaleni
li raccolgo tra abisso
e abisso.
 
E sto in silenzio
eppure,
ho scritto favole,
ma non so la pagina
dell’io
.
Stefano Lovecchio
.

Il bacio

 
L’incipit del cielo
è due ruscelli
che scrivono il fiume.
.
Il maggio e l’inverno,
il legno ed i petali
e il grembo e le cime
e le valli
e i nodi soli …
Tutto si spoglia
e la vergogna muore
e ci si veste
e ci si gioia,
d’un solo profumo.
.
Gli sguardi
hanno un respiro solo
e ci si porta l’attesa
a fiorir sulle labbra.
Quell’umido d’alba
di fuoco e di vita
non piu le nostre labbra :
le parole hanno brividi a pelle
il sole si forma
gli occhi perdono il nulla.

Stefano Lovecchio

La casa

Mi sento a casa

quando la tua voce

profonda mi culla

placando l’affanno del cuore.

Mi sento a casa

quando divento un gomitolo

tra le tue braccia,

sciogliendo i nodi del tempo.

Libero e liscio

quel filo di lana

con te intreccio,

gettando le fondamenta.

Sandra Greggio

Published in: on novembre 30, 2011 at 07:10  Comments (8)  
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Si piegano al vento…

Si piegano al vento i rami degli alberi
resi pesanti dal gelo della notte,
mentre esili mani sciolgono i nodi del tempo
e smemorate fate volteggiano
tra sogni racchiusi in perle di cristallo. 
 
Indossato come cappotto sdrucito,
il cuore pulsa prigioniero in una gabbia
con sbarre arrugginite dalle lacrime,
nell’impossibilità di aggrapparsi
ad un cielo senza appigli,
 
e fragili steli di fiori di carta
si aggrovigliano a formare riparo
al saccheggio delle emozioni 
perpetrato da ombre silenziose
col sapore amaro della solitudine.
Patrizia Mezzogori

Tatto

Devi far piano
tra nodi e nastrature:
ho piccole conchiglie di gelo nate ieri.
Un colpo poi deciso ti chiedo,
chiudo gli occhi,
volassero le schegge fino alle acque pure;
un colpo più deciso come alle pietre bianche.
Chi lo fa di mestiere t’indicherà se il peso
è quello giusto messo in amore
oppure meno;
così che scalfittura mi resti a sanguinare
la forma di un mancato coraggio
di una bocca, tenuta chiusa
proprio sul lascito di un fiume
sul piccolo tripudio che fanno, ormai maturi
i melograni sporti dagli alberi
polposi.

Massimo Botturi

Il nodo

 
Pensieri
s’attorcigliano lenti
come matasse dal capo perso.
Volo lontano
 nel tempo ch’è andato
trovo  ricordi di vita passata.
Conto peccati
risento risate. Pianti e singhiozzi
turban la mente.
Cerco spaurito
il bandolo primo
freddo di ghiaccio tarpa la mente.
Son nodi di Gordio
questi legami,
serve una lama a poterli slegare.
E guardo in alto
in galassie lontane
dove si perde confusa la mente.
E scruto il fondo
d’abissi marini
dove affondarono tutti i sospiri.
Un dì all’orizzonte
svaporano nebbie
di falce dotata s’appressa sorella.

Piero Colonna Romano