Un cielo senza voli

Spoglia i silenzi questa notte.
Echi di sussurri ravvivano
immagini di fiori lungo il fiume
e nubi setose vestono l’azzurro.

Culla il vento papaveri opulenti
e strappa sorrisi alle orecchie
traboccanti della tua voce calda
che m’accompagna sul sentiero.

È quasi estate e l’alba arriva presto
a incorniciare di rosa le colline.
Eterni istanti da ricordare
ora che è inverno e il cielo è senza voli.

Elide Colombo

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Mi batteva il cuore; svelto, a cavallo!

ES SCHLUG MEIN HERZ; GESCHWIND ZU PFERDE!

Es schlug mein Herz; geschwind zu Pferde!
Und fort! wild, wie ein Held zur Schlacht.
Der Abend wiegte schon die Erde,
Und an den Bergen hing die Nacht;
Schon stund im Nebelkleid die Eiche
Wie ein getürmter Riese da,
Wo Finsternis aus dem Gesträuche
Mit hundert schwarzen Augen sah.

Der Mond von einem Wolkenhügel
Sah schläfrig aus dem Duft hervor;
Die Winde schwangen leise Flügel,
Umsausten schauerlich mein Ohr;
Die Nacht schuf tausend Ungeheuer;
Doch tausendfacher war mein Mut;
Mein Geist war ein verzehrend Feuer,
Mein ganzes Herz zerfloß in Glut.

Ich sah dich, und die milde Freude
Floß aus dem süßen Blick auf mich.
Ganz war mein Herz an deiner Seite,
Und jeder Atemzug für dich.
Ein rosafarbes Frühlingswetter
Lag auf dem lieblichen Gesicht,
Und Zärtlichkeit für mich, ihr Götter!
Ich hofft es, ich verdient es nicht.

Der Abschied, wie bedrängt, wie trübe!
Aus deinen Blicken sprach dein Herz.
In deinen Küssen welche Liebe,
O welche Wonne, welcher Schmerz!
Du gingst, ich stund und sah zur Erden,
Und sah dir nach mit nassem Blick;
Und doch, welch Glück! geliebt zu werden,
Und lieben, Götter, welch ein Glück!

§

Mi batteva il cuore; svelto, a cavallo!
E via! Con l’impeto dell’eroe in battaglia.
La sera cullava già la terra,
e sui monti si posava la notte;
se ne stava vestita di nebbia la quercia,
gigantesca guardiana, là
dove la tenebre dai cespugli
con cento occhi neri guardava.

Da un cumulo di nubi la luna
sbucava assonnata tra le nebbie;
i venti agitavano le ali sommesse,
sibilavano orridi al mio orecchio;
la notte generava migliaia di mostri,
ma io mille volte più coraggio avevo;
il mio spirito era un fuoco ardente,
il mio cuore intero una brace.

Ti vidi, e una mite gioia
passò dal tuo dolce sguardo su di me;
fu tutto per te il mio cuore,
fu tuo ogni mio respiro.
Una rosea primavera
colorava l’adorabile volto,
e tenerezza per me, o numi,
m’attendevo, ma meriti non avevo.

L’addio, invece, mesto e penoso.
Dai tuoi occhi parlava il cuore;
nei tuoi baci quanto amore,
oh che delizia, e che dolore!
Partisti, e io restai, guardando a terra,
guardando te che andavi, con umido sguardo;
eppure, che gioia essere amati,
e amare, o numi, che gioia!

JOHANN WOLFGANG VON GOETHE

Orme di sabbia

Arrancano i ricordi di un sentiero,
di foglie e ricci secchi per tappeto,
scricchioli autunnali sempre amati,
da sandali di gomma avventurieri.
Scioglievano i colori novembrini,
confusi da giudizi ancora acerbi,
profumi amici di brusii lontani
e nudi nidi, sui legnosi arti;
sfioravano le punte nubi incaute,
il cielo era lì, poco discosto,
e come un album da ricolorare,
offriva forme alla mia bocca aperta.
Ma i giorni lo stradino hanno scordato
e quando son tornato per cercare,
i rovi mi hanno dato il benvenuto
e non sapevo più dove guardare.
Invecchia l’uomo e riga sulla fronte:
è ruga d’oro scritta dal tragitto,
che se non si percorre più sovente,
svanisce, righiottita dagli sterpi.

Flavio Zago

Aspetto

 
aspetto la notte ogni sera
ma il buio ritarda sempre più
appare la prima stella io fremo
come una bambina gioisco
la addito! Quella è casa mia
lontano tra paffute nubi bianche
veloce con il pensiero volo
e salgo sulla prima nube
che mi porta lassu dove non c’è dolore
non c’è gelosia e possessività
solo io e i miei sogni
in un giardino fiorito e verdi pascoli silenziosi
lassù trovo tutti i miei pensieri
distesi tra petali di rose
in attesa del mio apparire.

Gianna Faraon

Published in: on maggio 29, 2012 at 07:40  Comments (5)  
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…di Dylan Dog

Mondo salvato dai bimbi piccolini
abiteranno accanto a una centrale
fioriscono iridi nell’aria — scariche elettriche solo nelle nubi —
fumo sporco, radiazioni sorte da dio —
… e correranno sulle strade seccandosi gli occhi più belli…
incantato…disincantato
esploratore d’emozioni pungenti come i sospiri dell’Amore.
Impronte nei Deserti bocche dorate congelate dalla Morte
mari salati…orride chiese e poi aperte…niente onde senza correnti e senza sabbie
voli, al sole, senza raggi nè esplosioni, niente calore.
Esploro l’impossibile inesistente, guardo…
non vedrò l’Impero degli Eredi…e le parole più belle…
…hanno radici…sono peripezie con il Peccato…
Tipica passione, debutti di stagioni, rapide espressioni,
ricami rinnovati sugli oroscopi del giorno, arcani specchi,
orbite fisse ostaggi nella mente. Muori.
C’è chi spedisce lettere d’amore,
chi in dispensa mette baci e abbracci,
c’è chi dice sono dolce, chi si rivolta nella tomba,
i giù sono i su sulla giostra dei Ricordi…
indagatore d’incubi fobie negli ignoti cieli…
…spettri…

Enrico Tartagni

Apocalisse

(L’ultimo pensiero)

Dalla cima
fiero rievocavo
d’aver trafitto
a morte il fondo

ma era l’ambiguità di nubi
che m’offrivano tregua

ingannando le ore della notte
si sono radunate
presso la fortezza mia

per scatenar all’alba
senza impedimento
l’ultimo attacco

Pierluigi Ciolini

Published in: on maggio 15, 2012 at 07:33  Comments (5)  
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Il sole

pianista
sull’oceano
fedele
agli astri
-dall’ alba ad ogni alba-
con profumi salmastri
sta negli occhi dell’acqua
in tela di veliero
con lembi di passione
le sue note danzano
dentro l’anima del mare
nella bocca del cielo
quella musica errante
porta messaggi alla terra
mentre incendia, nubi nell’oro.

Aurelia Tieghi

Published in: on maggio 14, 2012 at 07:47  Comments (10)  
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Meriggio

Pigro respira in nebbioso meriggio;
E pigramente scorre il lento fiume;
E nel cielo infiammato e puro
Pigramente si sciolgono le nubi.

Una calda sonnolenza avvolge
Come una nebbia tutta la natura:
E proprio ora il grande Pan
Nell’antro delle ninfe calmo riposa.

FËDOR IVANOVIČ TJUTČEV

Published in: on maggio 13, 2012 at 07:06  Comments (4)  
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Prima che l’alba diventi una spia

Stanco del silenzio nella forra,
desidero fermarmi ore ed ore
nel caldo freddo della notte al mare
e non importa se nell’occasione
non ci saranno stelle e similari.

Mi stirerò nel più preciso punto
là dove le onde smorzano lo schiaffo
e, ruffiano, ne canterò i fragori
di modo che questo mio egoismo
ottenga di parlare a chi ascolta.

Nel buio stropicciato dalle nubi,
prima che l’alba diventi una spia,
tutto dirò che non sia menzogna.
Spalancherò questi occhi ciarlatani
e senza sosta li farò parlare.

Chissà che qualche anima nascosta
ove il fondale eternità lambisce,
non spunti irata dalle scure acque
e in mia difesa lei si schieri.
Solo così non mi sentirò solo.

Aurelio Zucchi

Quando ti porto balocchi variopinti

Quando ti porto balocchi variopinti
bambino mio, comprendo perchè
ci son tanti colori
nelle nubi e nell’acqua,
e perchè i fiori
sono colorati tanto vagamente-
quando ti porto balocchi variopinti.

Quando canto per farti danzare,
bambino mio, comprendo perchè
nelle foglie c’è musica, e le onde
mandano il coro delle loro voci
fino al cuore della terra che ascolta-
quando canto per farti danzare.

Quando verso dolci nelle tue mani,
bambino mio, comprendo perchè
c’è il miele nei calici dei fiori,
perchè i frutti si riempiono in segreto
di tanti gradevoli succhi-
quando verso dolci nelle tue mani.

Quando ti bacio per farti sorridere,
amore mio, comprendo il perchè
della gioia che si spande dal cielo
nella luce del primo mattino,
della carezza del vento dell’estate
che mi scorta per tutte le membra-
quando ti bacio per farti sorridere.

CAMILLO SBARBARO