Il matto della casa in fondo al vicolo

sono le quattro, ancora è notte
e lui
cammina a squarciagola
bambino incanutito e incomprensibile
si rivolge ai camini e alle girandole
berretto scivolato sulla nuca
la camicia sgargiante
quando lo coglie il sole nella piazza
ha fatto il pieno della sua nottata

i cani lo conoscono
restano silenziosi al suo passaggio
il suo sbraitare
arriva da ogni punto del paese

a volte si rivolge alla sua ombra
le parla oltre la spalla
credo che l’accompagni un suo custode
misterioso e invisibile

l’ho visto parlottare sul sagrato
a pecore e pastori d’un presepio
e con un cencio immaginario in mano
tergere il cielo a specchio
ad un passante che osservava zitto
_vieni con me _ gli ha detto
che qui son tutti savi da legare.

Cristina Bove

In un mattino quando fuori brina

Quest’oggi e sempre, amore voglio addosso
come tiepido flusso d’acque chiare
su nuca, spalle e fianchi infreddoliti
in un mattino quando fuori brina
e il davanzale ruba gocce alla vetrata.

Cocente, il sole arriverà puntuale
ad ingoiare i vapori della notte,
a dare un senso a questo giorno nuovo
ma nell’attesa dell’atteso evento
vado cercando anticipi del bello.

Aurelio Zucchi

Più e più è uguale meno, meno e più è uguale più, più e meno è uguale meno, meno e meno è uguale più


In cima
alle alture,
abbarbicato,  già vivevo
nelle altissime guglie del castello;
dove, a tradimento,  mi hanno ucciso
e sulla nuca ancor ne sento il segno.

Ora devo
ammirare,
senza paure,  il vero
potente,  incontinente
degli spazi infiniti e finiti,
reso opaco dagli esseri,  inquilini
del momento,  del granello di polvere Terra.

Attònito,
devo fermarmi:
pensare  all’attimo dell’evento,
precario,  in cui tutto tace,  e tacerà,
alla  fine  dello  spazio  e  del  tempo.
Insieme  al  nostro  turno. Eternità nel sempre

Paolo Santangelo

Sei qui

E’ notte di risvegli
quieti di passi
e i cani che mi tentano
sono al guinzaglio
la riva del mio fiume
è in ombra di faggi
e l’innocenza mi ruba
una mora dal petto.
In questa notte
tu ci sei
dentro
mi cammini
a passi piccoli
di vecchietta
accanto
e sorbisci con me
quel gelato
alla vaniglia
variegato tutto
come dicevamo…
e non mi lasci
la mano al risveglio.
Lo so che non ti
va che sia triste
ma tocca a te
ora farmi
solletico
alla nuca
e aprirmi
con tenaglie
gli occhi
per vedere
un nuovo
spettacolo

Tinti Baldini

Andrò a ballare questa sera


Andrò a ballare questa sera,
a farmi un po’ di giri in pista,
a coglier note dentro le ossa
e conservarle, dopo, per l’inerzia.
Con una dama farò dei passi
– non voglio finte fate del 2000 –
mi accosterò alla sua nuca
e sentirò un brivido di pace.
Sarò alla fine un po’ sudato
ma non importa, ci si asciuga.
A quasi vita poi mi rivolgerò
per dir che un’ora le ho rubato,
che mai capace essa diventerà
di farmi schiavo dei non sensi.

Aurelio Zucchi

Published in: on marzo 9, 2010 at 07:12  Comments (6)  
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Dài, portami da lei

 
La rosa mi si avvicinò.
Si accostò come una nonna
che vuole muoverti un appunto.
Poi sulla nuca la sentii.
 
Ma…
con le spine mi frustò alla schiena.
Non so per quanto tempo s’accanì,
so solo che, tornata in sé,
così mi sussurrò all’orecchio:
 
Tu…
una volta sapevi innamorarti
e adesso dimentichi come si fa.
Solo perché la vita t’ha distratto
tu pensi non c’è posto per l’amore?
 
Dai, portami da lei.
 
Mi vedi come sono ancora in forma?
Lo riconosci il mio miglior colore?
Fammi lasciare questa strada,
sono sicura che non deluderò.
 
Dai, portami da lei
 
assieme alle mie amiche rosse,
taglia a misura questo lungo stelo
e, come prima, avvolgilo in argento
che poi con cura la mano scarterà.
 
Dai, portami da lei
 
e sarà valso c’hio abbia vissuto
ed io saprò parlar di te,
fresca nel bagno che farò
per mantenermi bella come lei.

Aurelio Zucchi

Published in: on febbraio 6, 2010 at 07:03  Comments (3)  
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