Para_venti

Dal mio cantiere infranto
spando nugoli di vetro
avvoltolando cellophane
di pelle ” etichettata “
[ contrasti d’ombre
sulle porte simulate]
così al primo invadere
di magra copertura,
mi scioglierò le trecce
infastidite,
e dalla forma mentis
e_spanderò la gabbia,

specie protetta di ossa sfollate
sotto la dorsale.

Beatrice Zanini

Taciuta

Il mio cuore abitava sulle Ande
al planare dei condor
nido di rocca e nevi
inerme
Era il settimo giorno dei deliri
ai picchi audaci
andamenti di taglio e rifrazioni
nugoli di piccole croci
Scuotesti la tua cesta di raggi
e fu l’abbaglio
nel tramonto di fuoco
Ma stasera
tante di quelle cose mi dirai

meno che quella

Cristina Bove

Published in: on marzo 27, 2010 at 07:19  Comments (8)  
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