Il momento più difficile

della vita
È credere che al di là del nulla
ci sia qualcosa
che ci aspetta.
Lasciare cadere tutto
mettere sul tavolo
le carte non giocate:
Asso di cuori
ci son stati dei dolori.
Re di picche
ne ho fatte
di cose brutte.
Donna di fiori
sorridi
e passeranno
i colori.
Jack di quadri
sei la carta
che mi rimane.

Cristiana Calonaci

Published in: on luglio 9, 2012 at 07:40  Comments (5)  
Tags: , , , , , , , , , , , , , ,

Evoluzione

Evolversi crescere svilupparsi
Modificare il proprio modello di vita
Ecco ciò che preme nel mio mondo segreto
Andarsene fuggire da questo vuoto opprimente

Come una ferita aperta stillante sangue
Mi irride il senso del nulla
amaro ma incredibilmente vivo
mentre voci ridenti risuonano prive d’ogni logica

ho sepolto la mia razionalità
sotto un fiume di fango
in attesa di un nuovo restauro vitale
pieno di amore e musicalmente pregno

il mio tempo affronta il presente
penetrando come schegge di vetro nella viva carne
i ricordi di ieri ed i progetti del domani
umiliandomi nel ristagno dell’inutile oggi

Marcello Plavier

Ecco come

La mia piccola
la vidi andare,
andare con lo sguardo
immoto, stanco
senza sapere
tremare di brividi,
strani palpiti
ignoti nell’ombra.
Poi, d’improvviso,
il balenio lontano
luce immensa
e slanciarsi anelando,
e correre, correre,
occhi abbagliati,
braccia protese,
non sentir se la fronte
avvampa,
se il respiro è breve
nell’ugola riarsa,
soffocando il dolore.
Poi stramazzare,
di schianto.
Sprofondare nel nulla,
nel vuoto sorridendo
nella Luce: Io Sono.
Negli occhi una stilla di pianto.

Paolo Santangelo

Agosto 2004

Come foglie cadenti si è spento il tuo amore
Un dì nella mia dimora il telefono squillava per me
Eri tu che mi cercavi eri tu che mi volevi

Ora con volto adirato mi eviti e ti allontani
Dove ho sbagliato non so
Ci ho pensato e ripensato ma nulla ho trovato
Nulla che giustificasse il tuo gran rifiuto

Forse tu sei cambiata e da me più ti aspettavi
Forse ad altro stai pensando
Di sicuro nei tuoi sentimenti più non vivo
E deluso rimango senza sapere il perché

Marcello Plavier

Published in: on giugno 1, 2012 at 07:22  Comments (4)  
Tags: , , , , , , , ,

Marinaio a terra

MARINERO EN TIERRA

El mar. La mar. El mar, ¡Solo la mar!
¿Por qué me trajiste, padre, a la ciudad?
¿Porqué me desenterraste del mar?

En sueños, la marejada me tira del corazón.
Se lo quisiera llevar.
Padre, ¿Porque me traíste acá?

Si mi voz muriera en tierra,
llevadla al nivel del mar
y dejadla en la ribera.
Llevadla al nivel del mar
y nombradla capitana
de un blanco bajel de guerra.

Oh mi voz condecorada
con la insignia marinera,
sobre el corazón un ancla
y sobre el ancla una estrella
y sobre la estrella el viento
¡Y sobre el viento una vela!

 

§

Il mare. Il mare
Il mare. Solo il mare!

Perché mi hai portato, padre,
in città?

Perché mi hai sradicato
dal mare?

Nei sogni la mareggiata
mi tira il cuore.
Se lo vorrebbe portare via.

Padre, perché mi hai portato qui?

Se la mia voce morirà in terra

Se la mia voce morirà in terra
portatela al livello del mare,
lasciatela sulla riva.

Portatela al livello del mare
e nominatela capitano
di un bianco battello da guerra.

Oh, la mia voce decorata
con l’insegna marinara:
sul cuore un’ancora,
e sopra l’ancora una stella,
e sopra la stella il vento,
e sopra il vento la vela!

 

RAFAEL ALBERTI

Pensieri da cancellare

 
Il vento scompiglia i miei pensieri
Sollevandoli e depositandoli
Come rugginose foglie morte
.
I raggi del sole li riscaldano
Trasformandoli in fuochi
Incendiari. Brucianti.
.
La pioggia li irrora dolcemente
E tornano a rifugiarsi nel nulla
Erano pensieri inutili. Da cancellare
.
A volte è meglio non pensare

Danila Oppio

Published in: on Mag 17, 2012 at 07:09  Comments (11)  
Tags: , , , , , , ,

La morte ti sorprende

La morte ti sorprende sempre,
quando ti sfiora posandosi su chi
fino a un momento prima parlavi
e senza ragione via con se porta.
È voce il suo silenzio che muti lascia
con domande nel dolore sospese.
Ti chiedi se i domani che per chi muore
non verranno saranno attimi di eternità
o il nulla, quello che ognuno teme.
Ti chiedi se è ancora lì, vicino a te,
se di te mancanza senta e soffra,
se di te non ha più memoria e viaggia
verso altre mete a te sconosciute.
Tante domande in dolorosi istanti
che al tempo cedono il passo perché
questa è la vita che a te si concede
e lasciarti non vuole e non può.
Ti accorgi che è più triste di un nemico
la morte che di un amico a te caro.
Al primo la morte negò il tuo perdono,
all’amico hai già dato te stesso.
Alla morte in quei momenti chiedi…
Chi sei? Lei ti risponde soltanto…
Aspetta il mio tempo e saprai!
Aspettando quel tempo alla vita ritorni
e di più ami il suo eterno miracolo
al quale ancora appartieni.

Claudio Pompi

Le nuvole non hanno lacrime

Hanno le spiagge dell’infinito
delle eterne mutazioni
Hanno le pianure sconosciute
dove cavalieri erranti
percorrono le vie del cielo
e non lasciano traccia

Le nuvole non hanno lacrime
perchè la terra è già bagnata dalle proprie
che sono, qualche volta, anche di gioia
quando un bambino nasce, sopravvive
e riesce a vivere
Ma non gridano al miracolo

Grigie, bianche, di fumo, sovrapposte
ed incrociate in un disegno catartico,
movimento di movimenti ispirati
e creati dall’amico vento,
le nuvole non hanno lacrime
perchè non hanno il tempo per piangere o per gioire.

Corrono, s’adunano e scompaiono
mentre l’occhio umano s’adombra
e ne segue, altalenanti, le immagini.
Caleidoscopio di pensieri che avvincono,
vaganti nei sentieri del nulla
dove tutto si può guardare, senza vedere.

Le lacrime non appartengono alle nuvole.
Sono della terra,
nella terra che noi calpestiamo.
Orme inzuppate di dolore, di attesa, di morte,
prive di sentimento,
piene di odio e di indifferenza.

Le nuvole ascoltano pure i lamenti terreni,
li trasportano, li mischiano, li nascondono
Li vomitano, poi, a mo’ di pioggia o di tempesta
ma nessuno se n’avvede, per paura, per ignominia,
in una vita spesa, a volte, nel male, in questo mondo
dove pare germoglino tanti, troppi fiori finti.

Le nuvole non hanno lacrime,
non le cercano, non le creano.
Di queste nuvole anche noi viviamo
e, dopo, noi sogniamo, respiriamo, dormiamo
ed amiamo ma non ci guardiamo
perchè i nostri occhi piangono

Gavino Puggioni

Poesia premiata con menzione particolare al Premio Internazionale di Poesia Nosside, di Reggio Calabria, nell’edizione del 2010.

Eterno bambino

Se tu fossi Tutto,
non avresti altro da esigere,
saresti Tutto e più nulla.
Più nulla?
Il vuoto,
vuoto anche di luce
non si lascia immaginare;
la tua carne, gonfia di pensieri,
non fa che consumare,
e incauta sognare e risvegliare
atavici nonsensi.
“Fossi almeno il niente,
che contiene e avvolge il cosmo,
piano sparirei per, lentamente,
riessere, assorbito dalla sua espansione,
in un crescendo fiero,
inesorabile, d’autocoscienza.”
Amniotico ed immenso albume,
culleresti il tuo tuorlo.
Finalmente ermafrodito;
artefice di te stesso, di un universo
le cui costellazioni
sono tue frazioni,
e le tue dita sinaptiche
infiniti tragitti da te dettati.

Ed eccoti Tutto.
Ad altro non puoi anelare.
Tu sei Tutto. Tutto sei tu.
Solo il nulla che eri,
più non possiedi.
Può il Tutto contenere il nulla?
Il nulla è scorza: lui contiene il Tutto
E, certo, non puoi regnarne poco,
non sarebbe tutto il nulla.
Ti rendi così conto, che per averlo,
devi negare il Tutto.
Si tradisce ancora
la tua instabile natura.
Ancora gli estremi si confondono.

E il Tutto e il niente,
è dondolo d’eterno bambino,
che quando è in alto,
vuol discendere, quando in basso,
risalire e,
se in equilibrio, più non si diverte.

Flavio Zago

La felicità

Imperiosa…
ma astratta
aleggia nell’aria
coi colori
più intensi
dell’arcobaleno

Soffiata
dal vento
varca i confini
fragile…
e leggiadra
nel proprio
candore

Ravviva
le speranze
dei cuori
inariditi,
incanta,
ed esalta…
le anime pure

Ha vita
di farfalla,
appena
la si sfiora
si dissolve
nel nulla…
la bolla
di sapone

Ciro Germano

Published in: on aprile 21, 2012 at 07:42  Comments (8)  
Tags: , , , , , , , , , , , ,