Natura autunnale

 
“Bella che ier ridevi, il capo adorno
di gemme, cieca all’umana sventura
rabbrividisci or discinta e impura
sparse le vesti d’ocra tutt’intorno.
 .
Dell’instabile amante tuo il ritorno
di certo tu vedrai;  a me più dura
è la stagione estrema, ed ho paura
non basti il tempo a cancellar lo scorno.”
 .
Natura dunque ha ben altra sorte:
si spoglia e si riveste, piange o ride,
le è concesso rifarsi;   non vi è Morte
 .
che la possa fermar, nulla l’uccide.
Sbarrate invece sono all’uom le porte,
se dell’errore tosto non si avvide.
.

Viviana Santandrea

Published in: on giugno 23, 2012 at 07:48  Comments (7)  
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , ,

L’alba

Schizzi di pennello
ocra rosa
su una tavolozza
cosparsa d’ombre
e luci appannate.
Radure vuote
e liquami fumanti
ai bordi dei fienili.
Sommessi fruscii
e lievi battiti d’ali
sui rami di un noce
ancora spoglio.
Un ululato lontano
d’un cane
legato alla catena.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on dicembre 30, 2011 at 06:55  Comments (7)  
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , ,

Foglie d’autunno

Pioggia di foglie cadute
accarezzano il mio corpo
resteranno a terra dimenticate
calpestate da passi confusi
raccolte da mano gentile

autunno dal color cioccolato
spruzzato di ocra
riscaldato dal tiepido sole
che assopito sorride

Maristella Angeli

Published in: on ottobre 21, 2011 at 07:22  Comments (12)  
Tags: , , , , , , , ,

Deserti

Occhi bendati
attraverso deserti
di sabbie ocra.

Galoppi un sogno nomade
in pelo di cammello.

Per estremi sentieri
di ossa sepolte
desiderio  incandescente del
miraggio.

Graziella Cappelli

Published in: on luglio 26, 2011 at 07:15  Comments (17)  
Tags: , , , , , , , , , ,

Mimose

Perlage di mimose
rotolano nel mistero
grani ocra ardono solivago ai rami
misteriosi si perdono
come lapilli nell’amore
tingono l’impossibile
e soffi di polvere
impregnano ricordi

Rosy Giglio

Published in: on giugno 11, 2011 at 07:25  Comments (6)  
Tags: , , , , , , , , , ,

Africa


Oasi di palme
ombra luminosa
sole che filtra
e accende d’ocra il suolo
ma non lo brucia.
Sconfinati deserti
ove i tramonti
fanno di cielo e terra
un solo incendio.
Albe viola ed immobili
riscoprono dimore
di fango e sterco
dalle piogge erose
svuotate dalla guerra.
Tu, tutto questo sei
ed altro ancora…
Eden violato,
terra che l’Apartheid ha inseminato
di proiettili e odio
tra un popolo affamato
solo di fratellanza e di futuro.
Tu, continente puro
culla del mondo,
cuore di madre
martoriata ed offesa
prosciugata del latte
parte lesa
piangi i tuoi figli
nati guerrieri
morti minatori
per estrarre diamanti dal tuo ventre
nelle miniere dei predicatori
di “civiltà”.
Ancora scorre
e tu, costretta a bere
il loro sangue
ci gridi coi tam-tam il tuo: “riscatto!”
Un tuo proverbio dice:
“Muore il capretto
ma la sua pelle
continuerà a cantare”
Così, ogni lacrima
su di un nero visetto
rammenterà all’uomo il “disonore”
e per te, madre, il giusto rispetto.

Viviana Santandrea