UNA GIORNATA IDEALE

Una giornata ideale sarebbe al mare in primavera oppure nel tardo autunno, quando si è così fortunati che  capita una giornata che non fa ancora freddo ma nemmeno quel caldo molesto che ti appiccica i panni addosso, ed al mare ci vanno quelli a cui piace davvero. Quelli che ne sanno cogliere le proprietà terapeutiche senza lasciarsi bruciare la pelle dal sole perché fa tendenza. Quelli che si accontentano di un panino e lasciano enormi pezzi di mollica ai gabbiani. Quelli che portano i bambini e gli tolgono lentamente il maglione perché non sudino troppo. Quelli che portano i cani a correre sulla riva stando bene attenti che non lascino ricordini poco simpatici. Una giornata ideale per me sarebbe proprio da passare al mare, nonostante si pensi che io non ami il mare in realtà è la calca sulla spiaggia che non mi piace, le distese di ombrelloni senza quasi spazio tra l’uno e  l’altro, proprio non mi attirano. A me piace il mare, quella distesa d’acqua così immensa che si può solo immaginare abbia mai una fine, non mi piace la sabbia, preferisco le spiagge coi sassolini. L’ideale sarebbe andare dopo una notte di mare mosso, sarebbe bello trovare non solo bottiglie di plastica e rifiuti in genere, ma conchiglie delle quali non conosco il nome: non per questo posso fare a meno di notare la perfezione della natura nelle piccole cose. E quei pezzi di legno levigati dal mare che sembrano sculture, che come succede per l’arte moderna, ognuno ci vede dentro quello che vuole e forse non ci vede niente. Una giornata ideale di fronte al mare con un panino ed il vento leggero sul viso ed il calore dolce del sole che mi attraversa i vestiti e nessuna voglia di tornare.

Maria Attanasio

Il pescespada

la baia si apparecchia
di lidi
ombrelloni
sedie a sdraio…
i villeggianti
coprono la sabbia,
è l’ora!
il pescespada
slanciato
forbito
casanova…
il fiuto lo conduce
e l’aria dolce
profuma
tra l’onde…
e nei ritrovi
prilla
strabiliando
le aguglie
e le sardelle.

Giuseppe Stracuzzi

Una giornata di nuvole


Una giornata di nuvole
di grigio sul mare
di poco rumore
ti fa il vuoto attorno
lo credi amore
c’è lui che ti scava dentro
è per pensare a lui
per volere lui che
ti assenti al presente
ed ogni tempo ogni modo
è possibile così intimamente vicino
seguire con gli occhi il mare
fino laggiù spingersi avanti
oltre oltre perseguire l’infinito
equivale al movimento simultaneo opposto
dentro dentro più dentro
fino a toccare la tua vastità
poi torna il sole ed è lampo
improvvisa
luce
per tutti e leggerezza
echi di risate
tu torni sola
nella concretezza delle cose
e consideri compiaciuta
gli ombrelloni chiusi
tutti gli sdrai ordinati e vuoti
qualche passero si posa
vicino sul tettuccio o su un lettino
con la sua briciola in bocca

azzurrabianca