L’Illuminato

 
Verità vanno cercando,
sulla strada della seta,
e cavalli cavalcando,
cercheran chi li disseta.
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Questi candidi destrieri,
oro e azzurro  finimenti,
porterann’i forestieri
verso mete convenienti.
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 “Cara Amal, amica mia,
su raccogli il tuo sitar,
canta  per la nostra via,
rendi lieve questo andar.”
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La violenza del deserto,
la durezza del percorso,
li stremarono di certo
anelando ultimo sorso.
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Ed alfine all’orizzonte,
sopra un monte, sulla cima,
la città di tutte l’onte,
Samarcanda s’avvicina.
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Quivi giunti chiederanno,
destra e manca ansiosamente,
“chi alla sete non fa danno,
chi disseta veramente ?”
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Ricevuti nel castello,
dal sultan della regione,
ecco il re di quel bordello
che impartisce la lezione:
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“Quei che qui non vo’ restare,
esecrando ‘sto mercato,
scelse solo il meditare
fino all’ultimo suo fiato.
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Con la vaga tua compagna,
guadar l’Oxus voi dovrete
e scalando la montagna
nella grotta il troverete.”
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Si rimisero in cammino,
gonfio il cuore d’emozione,
certi del loro destino
di trovar la soluzione.
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Grande gioia fu per loro
la caverna rinvenire,
nella mente quasi un coro
per l’auspicio divenire.
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E così, dinanzi a loro,
ecco appare il gran vegliardo,
vestimenta prive d’oro,
tanto affetto nello sguardo.
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“Wahid altri m’han chiamato
sin da quando rinunciai
a restare in quel mercato,
fonte di primieri guai.
.
Quell’ è un luogo di vergogna,
di Babel la confusione
e vi regna la menzogna
quale unica ragione.
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So che voi state cercando
Verità, unico bene
e per questo, camminando,
qui giungeste dopo pene.
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Tu bruciasti tuo passato
ricercando savi esperti,
ora in luogo malfamato,
ora andando per deserti.
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Non v’è saggio, qui nel mondo,
che rispondere saprebbe,
quel che chiedi, vagabondo,
dentro il cuore albergherebbe.
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E nel cuore dell’onesto
ben nascosta c’è una luce,
guarda là con un pretesto
solo il ben ti ci conduce.
.
Quest’io dico alla partenza:
Verità, suprema dea,
accompagna l’esistenza
di chi amor ognor si bea.”

Piero Colonna Romano

(n.d.a.  I nomi arabi Amal, Oxus e Wahid corrispondono rispettivamente a : la speranza, il fiume nei pressi di Samarcanda e l’ineguagliato. I cavalli simboleggiano la mente ed i finimenti la fantasia che la orna. Così come il deserto simboleggia il mondo in cui viviamo e la durezza del percorso, il vivervi. L’ultimo sorso, ahimè, è la morte, desiderata per gli stenti subiti. Samarcanda è stata scelta perché punto centrale della via della seta, quindi  luogo frequentato da un’umanità fatta di mercanti, notoriamente non proprio sinceri.)