Amore in una notte novembrina

AMÅUR INT NA NÒT NUVENBRÉṄNA

Eletrònica viṡiån
t î däntr ed mé
cån la fôrza d un prè
ed viôl råssi.

E rimiràndet
l inpiànt eletrònic
ch’l à däl mièra ed bítt
dänter al sô arduèr,
caziè da un solitèri pundghén,
al mî softuèr
al và in tíllt
e am scâpa un ûrel:
a vrêv andèr in òrbita
cån té
al’èlba dal plenilóṅni
d una nòt nuvenbréṅna.

Pò,
bel conpiûter mî,
cme una sajatta tótt dû,
in viâż vêrs l incgnusó
sänza mai pió
vultèrs indrî!

 §

Elettronica visione
sei dentro a me
con la forza di un prato
di viole rosse.

E rimirandoti
l’impianto elettronico
che ha migliaia di bit
dentro al suo hardware,
cacciati da un solitario topino,
il mio software
va in tilt
e mi sfugge un urlo:
vorrei andare in orbita
con te
all’alba del plenilunio
d’una notte novembrina.

Poi,
bel computer mio,
come un fulmine tutti due,
in viaggio verso l’inconosciuto
senza mai più
voltarci indietro!

Sandro Sermenghi

Il discorso

interroga la geometria celeste
dove il sole condannato dalla legge
lotta per la riforma dell’ellisse,
vuole allontanarsi
dall’orbita inquinata del pianeta.
Il progetto che pubblica risorse
ha perso il controllo
sulla piattaforma
dove si fondono scienza e l’incoscienza
seminando la plaga di rovine.
Il tragitto che apre uno spiraglio
da cui trapela luce di domani
è monito severo
a questa civiltà
tarata dagli abusi
che predica la pace e insozza l’uso,
gridano le ragioni nucleari
con la voce venefica potente
che aspettano un errore per sognare…
ed il velo rognoso sotto il cielo
ha preso piede.
L’abbozzo di fede di speranza e carità
sono sterili voci
soffocate dall’orgoglio e da brame
arrampicati all’albero di mele
per la mela più grossa della cima.

Giuseppe Stracuzzi

Siamo in orbita…


Siamo visi snelli e sfrenati
sorridiamo come diamanti
e ci nascondiamo verso sera
dietro futuri invitanti
maturano labbra al miele
balliamo come lumi in orbita
aldilà  della nebbia
abbiamo gigli e bisbigli
tra le ali tremanti, natura ci venera
ci salva da notti aliene
decanta
il nostro colore.

Aurelia Tieghi

Published in: on ottobre 16, 2010 at 06:58  Comments (9)  
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Il Lupo

A questo punto nessun dolore
il corpo non sente più
anestetizzato dalla vita
tutto diventa fiume in piena
e tu sei con me
tira la corda
spara l’unico colpo della tua pistola
tagliami le vene
senti l’odore del sangue
e diventa animale
cosa vuoi che succeda a questo punto
ora che il lupo
si è fatto agnello per amore
sopporta il sacrificio
sopporta il dolore
il lupo è sceso tra gli uomini
e si è fatto strada
si è fatto arteria si è fatto
salmo e poi preghiera semplice
e sincera,
a questo punto cosa vuoi che succeda
ora che tutto è stato scritto
in ogni cellula di corpi
ancora in orbita nel futuro
che diventerà presente
tutto in una sola mente
immanente
ora e per sempre.

Maria Attanasio