Prima che l’alba diventi una spia

Stanco del silenzio nella forra,
desidero fermarmi ore ed ore
nel caldo freddo della notte al mare
e non importa se nell’occasione
non ci saranno stelle e similari.

Mi stirerò nel più preciso punto
là dove le onde smorzano lo schiaffo
e, ruffiano, ne canterò i fragori
di modo che questo mio egoismo
ottenga di parlare a chi ascolta.

Nel buio stropicciato dalle nubi,
prima che l’alba diventi una spia,
tutto dirò che non sia menzogna.
Spalancherò questi occhi ciarlatani
e senza sosta li farò parlare.

Chissà che qualche anima nascosta
ove il fondale eternità lambisce,
non spunti irata dalle scure acque
e in mia difesa lei si schieri.
Solo così non mi sentirò solo.

Aurelio Zucchi

Perchè soffrire

Quanto tempo è trascorso amandoti
Ed ora solo, sono abbracciato ai ricordi e penso
Pensieri che varcano la soglia del desiderio più profondo
Alle parole che escono dalla bocca della gente
Senza conoscere dove dover andare
Pensieri che nella notte nascono e nel giorno si allontanano
E poi ritornano e nella mente si imprimono
Quei pensieri che nel tuo sguardo non ritrovo più
Ma che nel cuore sono incancellabili

Pensieri che sono come parole sussurrate ………dolci
Desideri che sono come la fantasia ………senza limiti
E il tempo passa allontanandoti da me
Passano i secondi, i minuti e le ore e per questo tempo che passa
Un giorno è già finito
Passano le ore e per ogni giorno trascorso tante notti hanno vegliato su di noi
…………e il tempo vola

Il tempo che abbiamo vissuto è passato
ma non è dimenticato il piacere provato
quando stretti l’uno fra le braccia dell’altro
tu mi hai sussurrato……..ti voglio bene
e il tempo passa…… e quando apro gli occhi e tu non ci sei
il mio cuore si comprime nel dolore

Quando il tempo della non sofferenza mi raggiungerà
quando pensieri e parole saranno tornati gioiosi attimi nel ricordo
allora si acquieterà il mio soffrire per poi tornare a sorridere
ed al nascere del nuovo giorno ritroverò il mio desiderio di vivere

Marcello Plavier

Notiziario

Signore e signori, buonasera!
Di tutto ciò che sto per raccontarvi
probabilmente non v’interesserà,
sdraiati come siete nell’oblio.

Datemi, però, l’attenzione giusta
giacché è cosa rara avervi qui,
bassi, alti, biondi e bruni
riuniti sotto la mia anima.

Al mondo voglio dare la notizia
che nuova cosa oggi è accaduta,
e non pensate subito alla guerra
e state quindi ad ascoltarmi.

Finalmente, io sono felice!
Da testa a piedi sono in ammollo
nel brodo di fragranze di chimera
che va bevuto prima che s’addensi.

Vedete come abile io nuoto?
Sapete… allenamenti atroci
per ore, giorni, mesi ed anni
partendo dal trenino fino ad ora.

Fotografatemi, suvvia, vi prego
e fate poi di questa mia immagine
tante copie, bene bene incorniciate.
Le appenderò sui cieli del mondo.

Aurelio Zucchi

Tempo

TEMPS

Seigneur, j’ai le temps,

J’ai tout mon temps, Tout le temps que tu me

donnes,

Les années de ma vie,

Les journées de ma vie,

Les journées de mes années,

Les heures de mes journées,

Elles sont toutes à moi,

A moi de les remplir, tranquillement, calmement,

Mais de les remplir tout entières, jusqu’au bord,

Pour te les offrir, et que de leur eau fade,

Tu fasses un vin généreux, comme jadis à Cana,

Tu fis pour nous les noces humaines.

Je ne te demande pas ce soir, Seigneur,

Le temps de faire ceci, et puis encore cela,

Je te demande la grâce de faire consciencieusement,

Dans le temps que Tu me donnes,

Ce que Tu veux que je fasse.

§

Signore, ho tempo.
Ho tutto il tempo mio,
tutto il tempo che tu mi dai,
gli anni della mia vita,
le giornate dei miei anni,
le ore delle mie giornate,
son tutti miei.
A me spetta riempirli,
serenamente, con calma,
ma riempirli tutti,
fino all’orlo,
per offrirteli, in modo che della loro acqua insipida
tu faccia un vino generoso,
come facesti un tempo a Cana per le nozze umane.
Non Ti chiedo questa sera, Signore,
il tempo di fare questo e poi ancora quello,
Ti chiedo la grazia di fare coscienziosamente,
nel tempo che Tu mi dai,
quello che tu vuoi che io faccia.

MICHEL QUOIST

Published in: on aprile 15, 2012 at 07:50  Comments (3)  
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Vecchiezza

 
Assopito
nella evanescenza
di bucolici anfratti
prendeva a passi lenti
il panorama.
Gli occhi disciolti
nell’amena vista
offrivano ai pennelli
il desiderio
di scorrazzare sulla tavolozza
e incoravano il cuore 
a proseguire
lungo il rettilineo delle ore…
l’atonia spalmata
nelle braccia cadenti
e nelle gambe
diluiva la foga
di pupille,
del cappello ruzzato
sulla fronte
del fumo acceso
a ciglio delle labbra…
le due voci
scolpivano la sera su cuscino
un sorriso pietoso,
mentre dal cielo
piovono sempre
sassi di domani
sul capo
del presente ammutolito.

Giuseppe Stracuzzi

Innamorarsi e non morire

Alle nuvole, mai!
Di notte non mi fido…
sarà perché sono segrete,
sarà perché non gli do forme:
un cesto di fiori, una sorgente,
un tulipano dal caule strambo,
un viso tra i tanti preferiti.

Affida alle stelle
(se stelle ci sono)
il bell’esistere nella propizia notte,
il suono assolto del tuo ti amo,
lo scoppio magico del suo ti amo.

L’eco dell’eco scombinerà la Terra,
stazionerà su chiome d’uliveti e peschi,
farà il solletico a una chitarra spenta,
di rose dormienti alzerà il pelo.

Specchia nel mare
(il mare c’è sempre)
fronte, profilo e cuore dell’amore
ed in certe ore che ora tu non vedi
andrai a cercarlo tra le prime onde!

Innamorarsi e non morire…

Scopiazzerai l’inimitata luna.
Dissolve lei la falce e il cerchio
dando un segnale d’ultimo addio
ma già domani è su, rinata.

Aurelio Zucchi

Una cattedrale nel mio cuore

 Cattedrale
 
 
Ho costruito per te
una cattedrale nel mio cuore,
una cattedrale senza ceri
ma con i tuoi occhi
ad illuminarmi il cammino,
senza Santi ma con il tuo cuore
a farmi del bene,
senza voti
ma con le tue mani
per costruire le ore di tutti i miei giorni.
.
Ho costruito per te
una cattedrale nel mio cuore,
senza cori
ma con la tua voce
a ricordarmi ancora quanto amore
si può dare ed avere
dagli occhi dalle mani,
dalla voce dal sudore dal sangue
dal petto e dal ventre,
Madre.

Maria Attanasio

Published in: on marzo 27, 2012 at 07:18  Comments (11)  
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Fiocco di neve

Chiudo gli occhi e ti vedo
Amore che sfidi ogni tempo
e preziosi affastelli minuti
in ore che già sono perdute
nutrendo di fantasie generose
il domani di un ieri migliore.
Amore come fiocco di neve
t’affascina lieve, lo attendi
dischiudi la mano invitante,
volteggia danzando, si posa
la sua leggiadria ti stupisce
e nel mentre lo ammiri svanisce..

Elide Colombo

Published in: on marzo 7, 2012 at 07:48  Comments (5)  
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Davanti allo schermo

Ecco ! Ora entro
col pseudonimo di sempre.
Saluto, per prassi,
la marea virtualmente
qualcuno, alquanto,
risponde celermente,
gli altri, tra loro,
a parlar animosamente

I nomi sono strani
bizzarri ed arcani,
molti inventati, volgari
o alludenti rappresentanti
la multi specie festosa,
costituita da gente sana,
ma anche mostruosa

I dialoghi si aprono
con grande fervore,
i racconti son tanti…
molti espressi col cuore.

Occorre la sensibilità
d’intravedere il soggetto,
per poi intraprendere
gli argomenti oggetto.

Le discussioni
procedono per ore,
si conversa su tutto,
dalla famiglia al lavoro

Tra persone cortesi
si stabilisce l’intesa,
e l’amicizia, a volte,
si trasforma in amore:
bella la chat …
se questo è il suo fine.

Ma, la cosa che odio,
e che più mi ripugna
son coloro…
che entrano mirati
col sesso in pugno :
i maniaci perversi,
e le ninfomani di turno…
pronti a dar sfogo
ai loro complessi interiori
davanti allo schermo…
con immenso squallore

Ciro Germano

From hour to hour

 
“And so from hour to hour,
 we ripe and ripe.
And then from hour to hour,
 we rot and rot.
 And thereby hangs a tale.”
(William Shakespeare – As you like it-)
 
 
Rughe sui volti il tempo scava,
nel viver d’affanni corrotti.
Si coprono specchi impietosi
che immagini cupe ci rendon.
Ed è quel coprire quei vetri
un gesto che pare che assolva,
lasciandoci senza peccati.
.
Ci segue l’angoscia di un’ombra,
la mente aggroviglia pensieri
ed il nostro andare impudente
porrà su quel viso altri solchi.
Coscienza non serve coprire,
in noi cresceranno i rimorsi
e insonni le notti saranno.
.
Perdute così corron l’ore,
così si consuma la strada,
in un vacuo viaggio egoista
un viaggio ch’è senza speranza.

Piero Colonna Romano