Boato di silenzio (Alla donna sola)

Ti offro il mondo in una semplice rosa
profuma d’intensità racchiusa
come il mio eros,
è un esplicito sos
che non posso mandarti
in un anonimo sms,
se ne andrebbe il mio futuro
rapito dall’audace risposta.
Ti offro il mondo
nel mio corpo devastato
dalle lusinghe dell’attesa,
ti offro tutto
ma in cambio non ho niente
solo orgasmo solitario e prolungato,
solo un misero boato di silenzio.

Roberta Bagnoli

Published in: on giugno 22, 2012 at 07:17  Comments (6)  
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L’orgasmo (multiplo)

Eh, lo so che questo titolo farà sobbalzare le sopracciglia, innalzare le statistiche degli accessi ed incuriosire i più birichini, ma non vi preoccupate, non c’è nulla di scabroso o vietato ai minori… Si tratta del nuovo pezzo del nostro caro Sandrèn, sempre ironico e sagace, che stavolta si è fatto in…sette per raccontarvi una storiella “edificante” alla sua maniera, confezionata in sette lingue diverse! Come sempre quando il componimento è particolarmente lungo vi indirizzo su di un link esterno dove potrete trovare la pagina dedicata alla poesia del nostro poliedrico, polimorfo, polisemico, poliglotta (e chi ha più poli ce li metta) amico Sandrèn!

L’orgasmo (multiplo)

di

Sandro Sermenghi

Published in: on ottobre 16, 2011 at 06:54  Comments (7)  
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LA COSA PIU’ INGIUSTA

La cosa più ingiusta della vita è il modo in cui finisce. Voglio dire, la vita è dura e impiega la maggior parte del nostro tempo… Cosa ottieni alla fine? La morte. Che significa? Che cos’è la morte? Una specie di bonus per aver vissuto? Credo che il ciclo vitale dovrebbe essere del tutto rovesciato. Bisognerebbe iniziare morendo, cosi ci si leva subito il pensiero. Poi in uno ospizio dal quale si viene buttati fuori perchè troppo giovani. Ti danno una gratifica e quindi cominci a lavorare a quarant’anni fino a che sarai sufficientemente giovane per goderti la pensione. Seguono, feste, alcool, erba ed il liceo. Finalmente cominciano le elementari, diventi bambino, giochi e non hai responsabilità, diventi un neonato, ritorni nel ventre di tua madre, passi i tuoi ultimi nove mesi galleggiando e finisce il tutto con un bell’orgasmo!

WOODY ALLEN

Collage erotique


Rimembri amor, rimembri
quanto caro mi fu questo colle
che si diparte sopra la radura
e la tua selva oscura
or che vi entrai!  Ormai
se ci ripenso il sangue mi ribolle;
oh natura, oh natura!
Ancor ti vedo: molle
e gattesca duettare su quel letto
sparse le trecce sull’affannoso petto
e il cor mi si spaura
per il timore, ebbene sì lo ammetto
di far brutta figura!
Ma fosti dolce tu, cara creatura
che da chiare, fresche, dolci acque
eri nata. Al chiaror delle stelle
mia adorata ti amai,
della tua pelle ogni anfratto baciai
fin quando dell’orgasmo tuo gioioso
risuonaron le stanze
e le vie intorno.
Era il maggio odoroso
così menando,  un giorno
soli eravamo e senza alcun sospetto
e mentre ti dicevo: “Vieni, io aspetto”
ti vidi alzare nel silenzio un dito
dicesti un nome: “Merde! Mio marito!”

Viviana Santandrea