Ofelia

(davanti all’Ofelia del preraffaellita Millais)

Va verso il mare e m’incanto a guardare,
l’acqua la culla  e lei sembra dormire.
Fronde s’inchinan, col loro stormire
par che un saluto le vogliano dare.
.
Lieve la veste disvela le forme,
con le sue labbra ricama un sorriso,
 nella sua mente rimangono incise
false promesse e dolenti quell’orme.
.
Alma che volle sol segni d’amore,
 perse ragion con le grandi illusioni,
 marcio sfuggì con le oscure emozioni.
 .
Or che nel mar troverà liete l’ore
e svaniran le frementi passioni,
potrà cantar le più dolci canzoni.

Piero Colonna Romano

Ho raccolto chiavi…

Ho raccolto chiavi lungo le strade della vita,
percorrendo vicoli e perlustrando angoli
con nel cuore la disperata e dolorosa ansia
che nasce nel cercare di cogliere
il senso segreto, nell’immobile bellezza,
dell’atmosfera creata da un bacio appassionato.

Ho raccolto chiavi lungo il cammino
dall’aspetto malinconico nell’apparenza,
mentre la luna diafana e trasparente
impotente udiva parole intrise di menzogne
che come pulviscolo ricoprivano
le orme lasciate dal mio passaggio.

Ho raccolto chiavi nel mio peregrinare
nell’illusione, di trovare ancora
in un futuro intatto e armonioso,
gocce sanguigne sul virginale candore
di una pagina in attesa di parole
nate dal cuore di chi non ha paura della verità.

Patrizia Mezzogori

L’ultima carezza

E’ qui, sull’orlo delle ciglia
dove brilla l’ultima emozione
che ho frenato quella mia passione
che per te stava sorgendo.
Ripercorro sentieri di palpiti e sospiri
cancello orme che parlano di noi
destreggio gli occhi
tra un sorriso e un pianto
spengo ricordi
tra echi di rancore ed altri di rimpianto.
Lento scorre il tempo
in questa notte di sagge decisioni
che dell’amore ignorano il sapore.
Sarà per sempre che non ti devo amare.
E’ come accarezzare l’ultimo bagliore
di una stella che sta per morire.

Elide Colombo

Ecco quando

Questa fiaccola inerte,
dolorosa, chiamata civiltà
è scossa, è scossa illusa,
in tenebre più fitte,
mentre stiamo ancora
calpestando l’orme dei bruti.
Ma forse già nel cielo
i primi raggi incerti,
evanescenti annunziano
lontano il tremular del Giorno.
E forse già son pronti
martireroi, di vera
Altra e Superba Vita
fuori dagli Universi,
cantando vittoriosi.
E vedremo la Luce.
Nel vivere per sempre.
Gli uomini risorti
s’aiuteranno,
nella pace regina,
col lavoro di tutti,
mai più lotte insane
per sempre. Né guerre,
né ingiustizie…
La nuova età, la Splendida,
s’inizierà nel nuovo
mondo: fissi nel lampo
magico del vero,
altri occhi vedranno
il NomeVerbo: Amore.

Paolo Santangelo

Ritorno nell’anima

Pareti di stanze vuote e disadorne
dove eco di voci ancor si propaga,
luce che filtra da finestre socchiuse,
rumori di emozioni che restano fuori.

Ora come non mai odo i miei passi
in questo strano silenzio che pare
di esistenza conclusa senza ragione.

È come se il tempo si fosse fermato
dopo esser fuggito verso altra vita,
come se stanco fui di veder me stesso,
la mia ombra sempre uguale.

Accarezzo ora quelle bianche orme
sulle pareti graffiate, tracce di foto,
quadri di paesaggi vissuti, immagini
disperse di poesia che a fatica ricordo.

Bianco disegno di un mobile antico,
lì c’era il mio cuore, rifugio segreto
dei miei pensieri che lasciai e persi
lasciandoli morire d’abbandono

Colori sbiaditi di un tempo sereno,
per sempre perduto ed ora rimpianto,
rimorso per non aver capito e preso
quel che quel tempo mi aveva donato.

Vedo ora la mia ombra farsi più lunga
nel sole che impietoso su di me tramonta,
sfioro invano quel che non è più, scorre
piatta e senza pieghe sulle pareti vuote.

Esco tristemente da quella casa antica
che fu l’anima mia più bella.
l’ombra mia si contorce in giochi deformi
prima di darsi alla notte che rapida avanza.

Mi troverà in quest’anima di dolore colma,
piena di illusioni e di colpe che sono crepe,
piena di pesanti incertezze senza luce.

Claudio Pompi

La giostra

 
che parte da un bacio
inizia la storia fiorita,
girando
misura l’altezza del monte
col verso che foggia a destino
cestini di frutta,
si carica d’anni, d’affanni
e guarda con gli occhi
degli alberi spogli
le grigie distese,
consegna i vestiti alle ombre
e segue discorsi di piedi
che lasciano orme
di sabbia, di pietra, di miele…
come una cantilena del canneto
a supplizio del vento
tutte le orme sparse
dappertutto.

 Giuseppe Stracuzzi

Un sogno, un viaggio

 
In fondo a quel molo senza uscita
liberammo le ali dell’albatro
perché fossero da guida
ai nostri  pensieri.
.
Non seguimmo la strada del bosco,
né la scia della chiglia sembrava sicura.
Scegliemmo una nuvola scura
come stella polare del nostro cammino
.
Poi ancora a tentoni
sparpagliammo le braccia
alla cerca di luce
dormendo per sbaglio
nel letto del fiume.
.
Conchiglie trovate per caso sul greto
e vasi strappati al profondo del mare
ci porsero tracce di orme lontane
e bisbigli sommessi di antichi rottami.

Lorenzo Poggi

Gli indios scendono da Mixco

Los indios bajan de Mixco

Cargados de azul oscuro

Y en la ciudad les recibe

Con las calles asustadas

Por un manojo de haces

que, como estrellas, se apagan

al venir la madrugada.

Un ruido de corazones

Dejan sus manos que reman

Como dos remos al viento;

Y de sus pies van quedando

Como plantillas las huellas

En el polvo del camino

Las estrellas que se asoman

A Mixco, en Mixco se quedan,

porque los indios las cogen

Para canastos que llenan

Con gallinas y floronas

Blancas de izote dorado.

Es más callada la vida

De los indios que la nuestra,

Y cuando bajan de Mixco

Sólo se escucha el jadeo

Que a veces silba en sus labio

Como serpiente de seda.

 §

Gli indios scendono da Mixco,
carichi di azzurro oscuro
e la città li riceve
con le strade spaventate
da un mazzo di luci
che come stelle si spengono
appena giunge il mattino.

Un rumore di cuori lasciano
le loro mani che remano
come due rami al vento;
dei loro piedi rimangono,
come tele sottili, le orme
nella polvere della strada.

Le stelle che si affacciano
su Mixco, a Mixco rimangono,
perché gli indios le colgono
per canestri che empiono
di galline e corone
bianche di izote dorato.

È più silenziosa la vita
degli indios che la nostra,
e quando scendono a Mixco
si ode solo l’ansimare,
sibilo, a volte, sulle loro labbra
come un serpente d’argento.

MIGUEL ANGEL ASTURIAS

Risalire il cielo

 
Risalire il cielo
tra pietre e unghie,
l’azzurro mi fa morire
d’amore,
e l’acqua
come un cristallo di lacrime
raccolte e regalate
per una carezza
.
Poter dire il sudore
fino agli occhi più verdi
che la voglia di essere felice
è già tutta li,
nei nostri occhi di neve.
Poi si avrà tempo fine
e l’assenza rude
per innamorarmi ancora
della stessa poesia.
.
E scrivere i capelli
per un bacio,
leggere le orme sulla sabbia
fino al volo degli albatros
per un boccone di forse.
E a memoria
scorrere il profilo
fino alla foce
del colostro.

Stefano Lovecchio

Il canto della sirena

Sottile e increspato
o dolce creatura
lontano ho viaggiato
e non conosco paura
di terra, uomo, cielo
ne ho visto le forme
dagli occhi ho tolto il velo
nel sentiero le mie orme.
Ma quale voce potente
seta, roccia, mai uguale
che nessun mortale sente
e così vera appare
muta, brillante lama
di sole nel temporale
luccica, è di squama
o miraggio del male?
Canta, nascosta al giorno
guidami nell’oblio
perchè è da questo mondo
che desidero l’ addio,
non morte, nè dolore
cullami nelle tue note
mostrami l’ amore
nelle mie stanze vuote,
ma non siano di rabbia
i versi tuoi sublimi
e coprirò di sabbia
coloro che per primi
hanno scorto tra le onde
una figura misteriosa
che fugge tutte sponde
e di creder non si osa
e la mia sarà certezza
di tenerti sopra i flutti
e con semplice carezza
cancellare ciò che tutti
han voluto che tu fossi
solo voce, niente corpo
perchè dall’ invidia mossi
e grazie a te io son risorto
e te guardo, tu sei vera
e i miei giorni potrai cantare
ma ricordati alla sera
non ti lascerò più andare.

Gian Luca Sechi