Fiori da marciapiedi

Tra i marciapiedi di città
spuntan fiori d’ardesia schizzati
che non chiedon d’essere capiti
fioriscono bevendo d’attoniti sguardi
intrappolati dal duro degli atoni asfalti.
Caduchi ornamenti colorati e bianchi d’amore sprecato
che regalano un’anima in ombra tra passi e meditazioni
a chi s’imprigiona i sogni nel cuore di pietra.

Enrico Tartagni

Delirando

Mentre cercavo di obliare nel sonno
riposando le mie membra
affaticate, languivano in me
spiriti vitali oppressi
da torpore naturale.

improvviso Cupido m’appare
armato di faretra ma privo
dei suoi ornamenti
triste in volto come non lo vidi mai.

domandai perchè
fosse così dimesso
con ali gualcite
e disordinato  d’aspetto

Ei così rispose ” il mio canto
s’è spento in amarezza
e la cetra mutò in pianto
il suo impeto d’amore.

Il mio vigore è spento
ed ogni forza scomparsa
il mio arco non si tende
ed io naufrago fra infiniti dilemmi”

e continuò: ” amico caro coltiva
ancora le tue arti nascoste,
insegna ad amare con grazia e cortesia
i misteri di Venere non propagarli
a chicchessia”

Ti prego mia Signora
soccorrimi abbi pietà di me
l’amore eccita e lusinga
il mio essere vitale,

Conosco la causa del mio male,
mi sento morire  ed allora
richiamo alla mente le tue delizie
ah quale meraviglioso tormento
trovarmi così esposto al mio delirio.

Marcello Plavier

Devo paragonarti a un giorno d’estate?

Shall I compare thee to a summer’s day?
Thou art more lovely and more temperate:
Rough winds do shake the darling buds of May,
And summer’s lease hath all too short a date:

Sometime too hot the eye of heaven shines,
And often is his gold complexion dimm’d;
And every fair from fair sometime declines,
By chance or nature’s changing course untrimm’d;

But thy eternal summer shall not fade
Nor lose possession of that fair thou owest;
Nor shall Death brag thou wander’st in his shade,

When in eternal lines to time thou growest:
So long as men can breathe or eyes can see,
So long lives this and this gives life to thee.

§

Devo paragonarti a un giorno d’estate?
Tu sei più bello e più temperato.
Tempestosi venti scuotono i cari boccioli di Maggio
E la durata dell’estate ha una scadenza troppo breve

Talvolta troppo caldo l’occhio del cielo splende
E spesso il suo aspetto dorato è oscurato
E ogni bellezza dalla bellezza presto o tardi declina
Dal caso o dal mutevole corso della Natura privata di ornamenti

Ma la tua eterna estate non appassirà
Nè perderà possesso di quella bellezza di cui sei in debito
nè si vanterà la morte che tu vaghi nella sua ombra

Quando in versi eterni nel tempo tu crescerai
Finchè gli uomini potranno respirare o gli occhi vedere
Tanto vivrà questa poesia, e questa darà vita a te.

WILLIAM SHAKESPEARE (Sonetto 18)