Poesia del cuscino

KOPFKISSENGEDICHT

Dafür, dass du bis in die Fingerspitzen
anwesend bist, dass es dich verlangt,
dafür, wie du die Knie biegst
und mir dein Haar zeigst,
für deine Temperatur
und deine Dunkelheit;
für deine Nebensätze,

das geringe Gewicht der Ellenbogen
und die materielle Seele,
die in der kleinen Mulde
über dem Schlüsselbein schimmert;
dafür, dass du gegangen
und gekommen bist, und für alles,
was ich nicht von dir weiss,
sind meine einsilbigen Silben
zuwenig, oder zuviel.

§

Perché fino alla punta delle dita
sei presente, perché hai desideri,
per come pieghi i ginocchi
e mi mostri le chiome,
per il tuo tepore
e la tua oscurità;
per le tue frasi dipendenti,
i gomiti non prepotenti
e l’anima materiale
che nella fossetta
sopra la clavicola balugina;
perché sei andata
e venuta, e per tutto
ciò che di te non so
queste mie esili sillabe
son troppo poco – o troppo.

HANS MAGNUS ENZENSBERGER

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VETRATE

Le persone sono come le vetrate. Scintillano e brillano quando c’è il sole, ma quando cala l’oscurità rivelano la loro bellezza solo se c’è una luce dentro.

ELISABETH KÜBLER ROSS

Fiore di Pasqua

.
Danza nel petto
fiore di Pasqua
antico e sacro
sparge profumo di speranza
rallegra semplice aiuola
nonostante il cielo adombrato
nonostante il vuoto intorno
che stringe la gola
nella morsa economica
di recessione e povertà.
Danza nel petto
fiore di Pasqua
lo sento vivo più che mai
adesso che l’oscurità
ha steso l’infido manto
adesso che ha sparso il sonno
sulle nostre disamorate coscienze.
Danza nel petto
fiore di Pasqua
diamogli l’acqua giusta
torniamo ad essere uomini
non sotterriamolo ancora una volta
fra uova colorate e colombe d’occasione
per un giorno di festa “apparente”
e poi niente,
totale indifferenza.
Danza sempre nel petto
fiore di Pasqua
lo sento vibrare
nella stanza spenta
lo sento cantare
nell’Amore risorto alla vita
in piena luce.

Roberta Bagnoli

La casa dei doganieri

Tu non ricordi la casa dei doganieri
sul rialzo a strapiombo sulla scogliera:
desolata t’attende dalla sera
in cui v’entrò lo sciame dei tuoi pensieri
e vi sostò irrequieto.

Libeccio sferza da anni le vecchie mura
ed il suono del tuo riso non è più lieto:
la bussola va impazzita all’avventura
e il calcolo dei dadi più non torna.
Tu non ricordi; altro tempo frastorna
la tua memoria; un filo s’addipana.

Ne tengo ancora un capo; ma s’allontana
la casa e in cima al tetto la banderuola
affumicata gira senza pietà.
Ne tengo un capo; ma tu resti sola
né qui respiri nell’oscurità.

EUGENIO MONTALE

Dove andare?

 
Dove andare
quando gli occhi
abbacinati dal grumo
di sangue e dolore
non ce la fanno
a squarciare l’oscurità?
Lascerò che le parole
volino da sole in alto
percepiscono meglio di me
il sentiero della verità,
forse conosceranno versi di luce
o forse svaniranno come bolle colorate.
Ancora non vedo l’orizzonte
dietro la stupenda curva,
non posso fare altro che vivere
nell’attesa di nuovi e migliori giorni
sospesi nel letto di sospirata quiete.

Roberta Bagnoli

Published in: on novembre 9, 2011 at 06:57  Comments (4)  
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Rigattieri

Orologi di sfere in dicerie di ruggine
numeri color feltro
in calce voci di chicchere spaiate
giare cucite a fil di ferro
di verghiana memoria

ci si sposta nel tanfo delle cose
la spilla in filigrana del pavone
ha perso gli occhi
la teiera cinese chiccoriso
sul fornellino a spirito riposa

mi sento antica in versi, sarà mica
che il tempo ha patinato la mia voce?
È vero è sera
crepuscolo direi (se non fosse parola
assai usurata)
però mi dico, accade la giornata
e non si può chiamarla in altro modo
perciò se a notte mi ritrovo è notte
word suggerisce: tarda serata, buio
tenebre oscurità, perfino cecità
ma cosa importa
mi sveglio e scrivo la chincaglieria
delle mie insonnie.

Cristina Bove

Al sonno

TO SLEEP

O soft embalmer of the still midnight!
Shutting, with careful fingers and benign,
Our gloom-pleas’d eyes, embower’d from the light,
Enshaded in forgetfulness divine;
O soothest Sleep! if so it please thee, close,
In midst of this thine hymn, my willing eyes.
Or wait the Amen, ere thy poppy throws
Around my bed its lulling charities;
Then save me, or the passed day will shine
Upon my pillow, breeding many woes;
Save me from curious conscience, that still hoards
Its strength for darkness, burrowing like a mole;
Turn the key deftly in the oiled wards,
And seal the hushed casket of my soul.

§

O soave che balsamo soffondi
alla quieta mezzanotte, e serri
con attente e benevole le dita
gli occhi nostri del buio compiaciuti,
protetti dalla luce, avvolti d’ombra
nel ricovero di un divino oblio.

O dolcissimo sonno! Se ti piace
chiudi a metà di questo, che è tuo, inno
i miei occhi in vedetta, o attendi l’amen
prima che il tuo papavero al mio letto
largisca in carità il suo dondolio.

Poi salvami, altrimenti il giorno andato
lucido apparirà sul mio guanciale
di nuovo, producendo molte pene,
salvami dall’alerte coscienza
che viepiù insignorisce il suo vigore
causa l’oscurità, scavando come
una talpa. Volgi abile la chiave
nella toppa oliata e dà il sigillo
allo scrigno, che tace, del mio cuore.

JOHN KEATS

Bisbiglia il mare

 
 
Bisbiglia il mare,
nella solitudine della notte,
un canto d’amore alle stelle.
Carezza veloce nell’oscurità del cielo
arreso al male dilagante,
dove, solo nel movimento labiale
sopravvive la parola amore.
Dolenti e ritmiche note 
accompagnano la ruga dell’abbandono 
fissata nell’esistenza della memoria
da parole di sprezzo,
mentre fiori appassiti
accompagnano il tremore 
di una stella curiosa.
Vele di carta volteggiano nel cielo infinito
avvolgendo con manto argenteo
gocce di sogni da realizzare,
perdonando silenzi scavati
su strade violate nel tempo
da un’eterno vento 
che sempre più ci allontana.
 
Patrizia Mezzogori

Bridge Over Troubled Water

When you’re weary

Feeling small

When tears are in your eyes

I will dry them all

I’m on your side

When times get rough

And friends just can’t be found

Like a bridge over troubled water

I will lay me down

Like a bridge over troubled water

I will lay me down

When you’re down and out

When you’re on the street

When evening falls so hard

I will comfort you

I’ll take your part

When darkness comes

And pain is all around

Like a bridge over troubled water

I will lay me down

Like a bridge over troubled water

I will lay me down

Sail on Silver Girl

Sail on by

Your time has come to shine

All your dreams are on their way

See how they shine

If you need a friend

I’m sailing right behind

Like a bridge over troubled water

I will ease your mind

Like a bridge over troubled water

I will ease your mind

§

Quando sei giù

E ti senti piccola

Quando hai le lacrime nei tuoi occhi

Io le asciugherò tutte

Sono dalla tua parte

Quando i tempi diventano duri

E amici semplicemente non ne trovi

Come un ponte sulle acque agitate

Io stenderò sotto di me

Come un ponte sulle acque agitate

Io stenderò sotto di me

Quando sei giù di corda

Quando sei sulla strada

Quando la sera arriva così dura

Io ti darò conforto

Io sarò dalla tua parte

Quando arriva la oscurità

E l’ansia è tutta intorno

Come un ponte sulle acque agitate

Io stenderò sotto di me

Come un ponte sulle acque agitate

Io stenderò sotto di me

Dispiega le vele ragazza d’argento

Dispiega le vele

E’ il tuo tempo di risplendere

Tutti i tuoi sogni sono sul loro cammino

Guarda come risplendono

Se hai bisogno di un amico

Io sto navigando proprio al tuo fianco

Come un ponte sulle acque agitate

Io libererò la tua mente

Come un ponte sulle acque agitate

Io libererò la tua mente

PAUL SIMON  E  ART GARFUNKEL

Sensi

Come per quotidiana intimità

che più non ci sorprende del noi stesso

in piena luce in ombra e oscurità

abito non diverso nel tuo sesso:

lo guardo attento insieme a te patisce

il gentile morirsi d’ora in ora,

la lingua ti nomina e lambisce,

la mano ti medita e ti esplora

il respiro ti parla, il tuo tremore

del futuro svuotato m’impaurisce

l’orecchio accosto al cuore

un tempo di brevi momenti scandisce:

dove in te scopro una terra evidente

che nei previsti confini concludo

mia familiare madre e parente

coscienza e corpo nudo.

GIOVANNI GIUDICI      (1924-2011)