Divisione

Non può restare, gioia
che per un giorno solo.
È ospite discreta
porta i suoi lutti altrove.
Non può restare
e tu sei il regalo che ha lasciato,
vestaglie colorate per colazione
il freddo
che sale per le gambe bagnate tutte d’aria.
Regalo da scartare per mille volte, allora
carta fiorita per i tuoi seni
grana fine, la consistenza rara
di quelle foglie d’acqua
che a pioverci fan suono di donna
quando ama.

Massimo Botturi

Tramonto

Come una lampada si spegne il mio ardore,
come un fiore appassito il mio cuore reclina..
Mi sento inaridito, senza energie, senza aneliti.
I giorni della mia primavera sono fuggiti,
e l’anima mi rivela che la vita è come la rugiada
su una foglia e che al primo calore se ne va.

E’ giunto il tempo di notti insonni, piovose e tristi.
Scoprire che non sei immortale e che fantasmi
volteggiano intorno, come in un gioco chiassoso
e misterioso, rivelando quanti giorni ho sprecato,
quante notti ho stoltamente gettato al di la del dolore.

Forse è tardi per chiedere, e pretendere.
Davanti a me onde impetuose rumoreggiano
e, attendendo che esse mi accolgano,
abbraccio l’oceano intero, affidandogli
il mio segreto, la mia pena il mio orgoglio.

Chissà, forse sarò presto ospite del nero mantello,
che mi traghetterà nel mondo del nulla e del tutto,
lasciando così che i miei sogni e i miei canti
volino come uccelli gioiosi verso la nuova dimora

Marcello Plavier

Assiso su una stella

Quanto lavoro oggi
signora dal nero mantello
giungi mai banale
silenziosa afferri
l’anima e la conduci
nello spazio siderale
dove complice degli astri
il tuo nuovo ospite
s’immergeva.
Ora assiso su una stella
con gesto misurato
e voce coinvolgente
disegna nell’aria
parole e pensieri
così … semplicemente
E tu signora abbine cura
come ne ebbe
nello spazio terrestre
mentre  la sera scende
sul nuovo ospite
e il sole arrossa l’orizzonte

Marcello Plavier

alla cara Tinti in memoria di Tino

Published in: on gennaio 20, 2011 at 21:50  Comments (4)  
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Martina

Sei ancora bimba e mi parli d’amore
sei bimba che cerca la vita
affronti noncurante la sorte
conosci il destino che t’attende
ma lotti per avere  diritto d’amare.

Il tempo è senza fine nelle Sue mani
non c’è nessuno a contare le tue ore
è un raggio di sole il tuo guardare
con ardente gioia t’avvolgi
in un manto di stelle e pianeti

Mi dicesti, sai io sono ospite
e devo partire, mi stringesti forte
la mano dicendo che era festa
la festa dei fantasmi
che non sanno
quando devono morire.

il tuo sorriso appare
scintilla di luce sulle onde,
danzi lievemente
sul limitare del tempo
come se tu fossi rugiada
in cima ad una foglia

Mi dici, ascolta la senti
questa musica
è la mia orchestra fatta di archi
vieni fammi ballare
vorrei allontanarmi da te ma non oso
tratto crudelmente il mio dolore
per non rivelare la mia codardia..

Partiamo, grande tesoro,
vieni così come sei,
non indugiare,
vieni come sei è tardi
la signora t’attende paziente
dammi la mano ed insieme
varchiamo la soglia finale.

Marcello Plavier

a Martina