Hai mani larghe

hai mani larghe capienti e morbide
nel palmo vi deposito di me
pensieri racchiusi in gusci di noce
mandorle ancora in fiore
nocciole pronte da mettere sotto i denti
piene di sapore da far girare in bocca
e bacche rosse, mirtilli, fragoline di bosco
vi metto tutti gli odori che conosco
di erbe foglie terra e cortecce e muschio
il resto è acqua che scivola fra le dita
sorgente chiara acqua di fonte
che scorre fra le rocce dure esce dalla terra
dal profondo da strati sedimentati che non conosciamo
a cui ci abbeveriamo e non sappiamo

azzurrabianca

Il mendicante

Tende la mano e in silenzio aspetta,
lo sguardo nel vuoto il passato cerca.
Quel che resta di un uomo è la sua mano,
linea della vita, di testa, del cuore…
è tutta lì racchiusa la sua storia ignota.
Guardo quella mano lunga e scura
di sole e di abbandono, di vita spenta.
Alza gli occhi chiari e velati a chi pone
una moneta nel palmo che lento richiude.
È tutta in quel chiudersi e aprirsi
l’esistenza di un giorno.
Mano che forse prese altra mano e la perse,
mano che ancora cerca la stessa e non sa
che persa è per sempre.
È il tempo che senza ragione si è fermato
nella mente distrutta da ignoto dolore,
non chiede, non grida quel mendicante.
Di ognuno che davanti gli passa è di anima
specchio.
Chi lo ignora perché da se stesso è preso,
chi altrove volge lo sguardo per paura di miseria,
chi si sofferma e la coscienza svuota al prezzo
di una misera moneta e in pace a casa torna.
Chi a lui si china, sorride e la sua mano prende
Forse è quel Dio che di lui si ricorda e che
solo il mendicante in quell’uomo vede.

Claudio Pompi

Il peso

(Per Alessia)

Ieri ho provato a dare
un valore all’amicizia
.
Sono andato dall’Orefice
con un pensiero tuo;
ma il bilancino ad ogni prova
s’inchinava, impotente.
Ho colto tra le mani un tuo sorriso
e l’ho portato al Poeta,
Lui, gioioso l’ha osservato:
 “Questa è già poesia!”
Allora, ho domandato
all’ Astronomo
se con le sue potenti lenti
avrebbe letto
fino in fondo al tuo cuore;
mi ha guardato
stupito e inerme,
pareva un bimbo
che a bocca aperta,
contempla la Luna.
.
Mi sono seduto allora
lungo il fiume,
chiedendomi
se esisteva soluzione,
quando,
come un soffio,
ti sei accostata a me.
E mentre ponevi
tenue una piuma
sul mio palmo della mano
ho percepito il tuo pensiero:                    
“Ne cogli il peso?”
Sorridendo ti sei voltata
e con ali d’Angelo,
hai spiccato il volo,
portando via i miei dubbi.
.
Così mi sono alzato,
ed ho ripreso grato
la marcia della vita,
col passo che quasi
non conosceva impronta.
.
Ora so il valore immenso,
del peso lieve dell’amicizia.

Flavio Zago

Il pescatore di perle

 
Mi hai chiesto una parola
d’istinto
ho tuffato la mano
nel fondo dell’impenetrabile mare
dove tu non sai nuotare
e mentre la corrente fredda
lambiva e intorpidiva le dita
quando temevo di non farcela
ho sentito il contatto di un piccolo guscio
che caldo, tenero in un soave scatto
mi ha ripagato della fatica:
una preziosa perla incastonata
nello stremato palmo
tutta per te
per farti ricordare in ogni istante
che il pescatore è necessario
ma è la perla indispensabile
a rendere unica e preziosa la nostra vita.

Roberta Bagnoli

Published in: on gennaio 12, 2012 at 07:14  Comments (14)  
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Se non riesco a dormire

conto le stelle radunate
nel palmo della mia mano

Tra una tela e l’altra
mi fermo quanto basta
per fondermi con i pennelli
i colori che invento
raccontando storie di vetro…non mie.

L’anima attingo
dalle ceneri dei sogni ,
[c’è troppo grigio …sottolinei]
e di tanto in tanto mi concedo
ai giardini del silenzio
come musa

mi contagi
mi piovi dentro

“Sono qui” mi dici
…..sapessi quanto vale
in quest’uggiosa domenica….

Anileda Xeka

Published in: on dicembre 22, 2011 at 06:50  Comments (3)  
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Le mie mani odorano

 
Le mie mani odorano
ancora di verde
di pomodori e giuggiole.
Sono stati qui
con la loro rotondità
nel convesso del palmo
che trova la misura
giusta per ciascuno:
il grande, il piccolo
la manciata.
Sono stata china
il volto verso terra
a cercarne fra il verde odoroso
gli ultimi rossi e sodi.
Ho teso le braccia verso l’alto
nelle fronde colme di verde
e ruggine allungandomi.
Prendimi terra
Prendimi cielo
Sono vostra
questa è oggi la mia
religione da ginnasta.

azzurrabianca

L’infinito riposa

Non è più su di un palmo
oggi il ciel dalla terra:
tumido, opaco, calmo,
l’anima in ombra di poca aria serra.

In un volgere lieve
l’infinito riposa:
la quotidiana e breve
vicenda è il suon concorde d’ogni cosa.

Allor, sorto da ignote
nicchie vapora piano
un senso sopra note
forme: e gioisce del suo ritmo umano.

CLEMENTE REBORA

 

Published in: on agosto 3, 2011 at 07:00  Comments (3)  
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Oltre

 
Oltre…
quel palmo aperto
che racchiude il cuore
.
scompigliate carezze
e polvere di sorrisi
sparsi al vento dei ricordi.
.
Oltre
quel viale ombreggiato
che conduce ai tuoi occhi chiusi
tremule foglie d’argento
tintinnano voci…

astrofelia franca donà

Published in: on luglio 10, 2011 at 07:43  Comments (5)  
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Lillipuziani

Peggio dei conigli
in quanto a riprodursi
e tu neanche li vedi.
E’ bastato un attimo di distrazione,
sul treno affollato,
uno starnuto
ad un palmo dal mio naso.

Ora a miliardi
si riproducono all’impazzata.
Un’orgia mi sconquassa
e bollente
mi trascino con le ossa rotte.

Eppure non li vedi,
non emettono un suono,
non hanno un odore,
sapore,
un’entità qualunque
che sia sensibile.

Come Gulliver sto crollando
per opera di microscopici
Lillipuziani.

Anna Maria Guerrieri

Published in: on giugno 22, 2011 at 07:01  Comments (2)  
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Amare notti


Sono amare le notti,
quando il letto si apre
a pista di ghiaccio
abbacchiata  nel letto
tra righi stampati.
Concava nei cigli della mente
mi sogno  in palmo al sole, e
roventi pietre  baciarmi le spalle.
Vana evasione
in quella parte insormontabile
gelido limite, sponda inesplorata
pianeta isolato, radura dimenticata
né un fiore di melo in quel bianco prato
eppure sotto l’umido  cielo
germoglia l’attesa.

Rosy Giglio

Published in: on aprile 30, 2011 at 06:56  Comments (6)  
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