Abbazia di San Galgano

Riposare mente e corpo
poter fare a meno
di sperare nella sorte
alzare gli occhi al cielo
tra gli archi e le colonne
di questo monastero
senza che l’anima debba chiedersi
se ciò che sente è vero.

E nei muri macchiati dal tempo
nei silenzi profondi
racchiusi in queste pareti di pietra
ritrovo qualcosa di perduto
o forse, meglio dire,
che non ho mai avuto
in tutta la mia vita

Nelle porte di legno massiccio
intrise di passato
nella luce tremolante
delle candele accese
nel profumo d’incenso
che mi pervade inebriante
ascolto sereno il tempo passare

Senza che nessuna paura
mi devasti la mente
o che un umano bisogno
ne alteri il pensiero
sono giunto fino a qui
seduto su questa panca
e come dalla cima di un monte
contemplo il mondo intero.

Sandro Orlandi

Tutti i poeti del mondo

Tutti i poeti del mondo hanno un fucile
un lapis per vedetta
un secolo di piombo.
Hanno le rotative smangiate, le giberne
piene di fiori fatti di carta
l’uomo in mente, che siede su una panca
a contarci delle storie.
Tutti i poeti del mondo hanno vissuto
col naso sopra il filo spinato della morte;
contenti di grattarsi la rogna della fame
d’aver patito il freddo, le cosce di una donna.
Contenti delle loro minestre, del lavoro
di un’istruzione poco adeguata
di un cancello, con sopra il nome senza disturbo
di Francesca.
E due leoni fatti di pietra, un po’ invecchiati:
un posto per camparci le foglie
e andarci cauti
con noi, poco coraggio nel pugno
e molto sonno.

Massimo Botturi

Fratello

Hai capelli d’inverno
occhi
lucenti d’onice.
Riaffiorano
ancor
sulle ciglia
aquiloni bianchi e
rocchetti intagliati
d’infanzia.
Partisti
un giorno e
sulla panca
in fredda cucina
ti scrivevo
lettere
su fogli di scuola.
Ora
più non corriamo
nella campagna
la nostra casa è
letto di strada.

Graziella Cappelli