Ajsha

La domenica che rivide Ajsha
non volle farsi leggere la mano.
La vide assorta, chiusa come una i,
che guardava soprattutto il cielo.

Le domandò allora cosa avesse,
dov’è ch’era finito l’estro suo,
la parlantina solita di sempre
ai piedi dei gradini della chiesa.

Rispose lei ed anche a malapena
di non avere voglia della vita.

Nessuna quotidiana profezia,
Ajsha chiese al signor Mario Rossi
notizie fresche della Primavera
mentre cascate di capelli neri
smorzavan flussi dell’antico ardire
e in rossi lobi gli ori erano rame.

Aurelio Zucchi

Voglio emularlo!

 
Voglio emularlo…per l’ottimismo!
Ci riuscirò,
col simile sorriso stampato
a lenire la fame ai :
pensionati,  disoccupati e cassintegrati
Voglio emularlo…per l’imprenditoria!
Con i capitali e le banche,
mi ci ritrovo in piena armonia   
Voglio emularlo …per i contatti di potere!
Non vi sono problemi,
alla fine , basta solo volere
Voglio emularlo…per la parlantina,
e la sua sicurezza!
Con un po’ di scuola appropriata
otterrò l’uguale scioltezza
Ed infine,  voglio emularlo…
per la sua faccia  che non cambia colore 
nel dire, promettere e del non mantenere!
Ma qui l’argomento  si complica …
perché dovrò chiedere a lui,
personalmente…l’insegnamento
o chiedere d’affidarmi,  per le lezioni,
ad uno dei suoi tanti amici di merenda
o altrimenti, rivolgermi ai suoi concorrenti,
in materia, anch’essi…molto competenti

Ciro Germano