Francesco

Ad ogni passo penso il tuo nome
fatto più di ricordi che di minuti
ed ogni volta perdo il senso della strada
e mi ritrovo a girare su me stessa
confondendo l’arrivo con la partenza
ma sempre ricomincio da qui.

Anna Maria Guerrieri

Published in: on aprile 13, 2011 at 07:22  Comments (3)  
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Sono ancora a casa mia

Non mi appello a chi sceglie per me
per rendermi più nuovo di quello che sono.

La mia realtà fondamento
di un luogo inconsistente
ma comunque cementato
da un senso di dignità
sostegno su cui spiegare
un valore costruito
poco a poco.
L’anima
punto di partenza
intorno un corpo
racchiuso in un quartiere
ho ancora una fune poggiata
sulla mia spalla e traino
una barchetta di carta
in una pozzanghera
piccolo microcosmo
di questa città
dove sei benvenuto !!!

sii benvenuto a casa mia

ma prima di entrare
pulisciti i piedi sullo zerbino
almeno tu.

Tu che come me

Ti tolgono la casa
ti possono insultare
ma i tuoi sogni
– RICORDATI –
non li possono rubare

Pierluigi Ciolini

Chiesi solo di sognare

Sfrecciavano come sfocati arbusti,
visti dal vetro di un bolide qualunque,
i biondi capelli e quelli neri e quelli bianchi.
E con essi le teste ovali, quadre e tonde.

Mi fermai soltanto per guardare
l’ultima vetrina del giocattolaio,
il naso nero di una locomotiva
e la malinconia di un Pierrot.

Poi, ripresi subito a correre.
A malapena scansai le stagioni,
a forza montai in groppa al futuro
e intanto mi domandai cosa facevo.

Cosa facevo lungo quella strada?
Avanti e indietro, indietro e avanti
per ritrovarmi infine esattamente
sul muschio al sasso della mia partenza.

L’unica foglia di un girasole finto
si mise maledettamente in mezzo,
in mezzo tra me e l’oceano d’Ulisse.
Cercavo fiori e trovai polimeri.

Ai bei palazzi della città orrenda,
ai tormentati marciapiedi tristi,
alle ventiquattrore in mano alle saette
io chiesi tregua d’un secondo almeno.

Agli ebbri trilli di scintillanti aggeggi,
agli alti tacchi di certi nuovi maschi,
alla bocca rifatta di chi prima era bella,
io chiesi solo di sognare.

Aurelio Zucchi

Arrivederci

Arrivederci, amico mio, arrivederci.

Mio caro, sei nel mio cuore.
Questa partenza predestinata
Promette che ci incontreremo ancora.

Arrivederci, amico mio, senza mano, senza parola
Nessun dolore e nessuna tristezza dei sopraccigli.
In questa vita, morire non è una novità,

ma, di certo, non lo è nemmeno vivere. 

SERGEJ ALEKSANDROVIČ ESENIN

Valigie

Voglio cantare tutte l’ore grigie
in questa solitudine pensosa
mentre raduno ogni mia vecchia cosa
a riempir le mie vecchie valigie.

Oh le valigie, le compagne buone
dei poveri viaggi in terza classe
vecchie, sfiancate, fatte con qualche asse
sottile e con la tela e col cartone.

Le camicie van qui da questa parte,
quaggiù ai colletti cerco di far posto,
lì le cravatte e qua, quasi nascosto,
un manoscritto, e ancora libri e carte.

Ecco il pacchetto della mamma. Odora
vagamente di cacio e di salame.
Già, se avessi in viaggio ancora fame.
E questo libro e un altro, un altro ancora.

Dove vado? Non so. Ma mi sovviene
d’averla pur desiderata questa
partenza come, il piccolo, la festa
che col serraglio e con la giostra viene.

Dove vado? Non so. Ma pare a me ch’io debba
vivere senza scopo, allo sbaraglio;
e a tratti con l’inutile bagaglio
partir per i paesi della nebbia…

MARINO MORETTI