Amore senza età

Se questo amore non conosce età,
io giocherò con te la mia partita.
Sul tavolo verde della tua giovinezza,
punterò tutto il mio passato di uomo,
il mio quieto e noioso presente.
Sarai il mio dubbio e la mia certezza
dopo il tempo del dolore e del silenzio.
Sarò il tuo capriccio di un momento
fatto di voglia di essere amata fino
a quando il vero amore ti cercherà.
Per te risveglierò quell’amore che
per troppo tempo ho dimenticato
pensando che il suo tempo fosse finito.
Sarai il mio immenso dolore urlato
quando il tempo dell’illusione finirà
e di te sentirò il profumo su un cuscino
che stringerò a me senza odiarti.
Sarai, se vuoi, il sole dei miei giorni nuovi,
quello che quando su di me tramonterà
mi consegnerà alla notte dei rimpianti.
La prima alba dopo di te non mi troverà
ad aspettarla sperando di trovarti accanto.
Tornerò nel crepuscolo lento dell’età mia
conservando il tuo breve e caldo raggio
che avrà dato vita al nostro tempo breve,
alla mia dannata e voluta illusione.

Claudio Pompi

Lettera di Capodanno

Dicono che repetita iuvant;
che il primo bacio è insipido, ma è il secondo che conta;
che il bis d’un minuto radioso
s’insaporisce d’un miele che ci sfuggì quella sera …
Ma l’anno che ritorna col suo rauco olifante
a soffiarci dentro le orecchie
l’ennesima Roncisvalle,
e ingrossa i fiumi, impoverisce gli alberi;
l’anno che nello specchio del bagno consegna
a uno svogliato rasoio la barba sempre più bianca;
l’anno che cresce su sé con l’ingordigia dei numeri,
sgranando sul calendario
il recidivo blues del Mai più …
chi oserebbe dire che meriti la festa del Benvenuto?
chi potrebbe giurare che non sia peggio degli altri?
Il male si moltiplica e repetita non iuvant.
Eppure … Eppure nella tombola arcana del Possibile
fra i dadi e il caso la partita è aperta;
gonfiano fiori insoliti il grembo d’una zolla;
lune mai viste inonderanno il cielo,
due ragazzi in un giardino
si scambieranno i telefoni, i nomi,
stupiti di chiamarsi Adamo ed Eva;
verrà sotto i balconi
un cieco venditore d’almanacchi
a persuaderci di vivere …
Crediamogli un’ultima volta.

GESUALDO BUFALINO

Il concorso di poesia

Sparizioni spartizioni lacerazioni

stanchezza che mi taglia il polso

le dita di una mano

quanto è facile creder d’esser sano.

Detto questo mi sento come un cane bolso.

Audizioni operazioni manipolazioni

voglia di divino

che mi abbaglia le idee per la testa

e in tutto ‘sto casino

come volete che io possa fare festa.

Relazioni certificazioni glaciazioni

visto come è facile trovar la rima

così un bel premio in poesia lo vinco prima.

Premiazioni glorificazioni beatificazioni…

Che state a dì?? Non vinco? Datemene ragioni!

Che ne so: una partita vinta con la Robùr

nella regione della Ruhr.

Cooosa? Un giudice in clamide e camicia

le mie poesie le deride e me le inficia?

Dopo tutta sta fatica?

con la qual’ultima parola sarebbe comodo trovar la rima…

Va bene: basta con ‘sti trebbi

e con il volley fortissimamente volley col quale crebbi

vado a stare con la mia bella

mangerò con lei pane e nutella.

Come? Mi onorate adesso con un papiro?

Bene! Purchè sia Romance Papyrus io lo ritiro.

Con le palpitazioni

succì farò le mie riccreazioni.

Enrico Tartagni

Azzardo

Con te
ho giocato
a carte,
diamine,
hai barato.
Non una mano
ho perso,
l’intera partita.
Sconfitta,
ti darò
l’addio.

Daniela Procida

Published in: on settembre 14, 2011 at 07:29  Comments (5)  
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Due di picche

Anche se qualcosa mi dice
a che serve giocare
con la donna di cuori
se non fa coppia
scuotendo la testa
mi dò le carte
in una partita senza fine
dove il respiro denso fa tremare
l’incrostato di muri silenziosi
l’anima consunta appoggiata
come giacca sulle spalle
nega cenni di passar mano
tamburellando le dita
sul tavolo dove di slancio
punto ogni volta
le mie esigue speranze
prima di accendere
l’ennesima sigaretta
il fruscio delle carte
smuove l’aria placida
sulla mia faccia
voltando pagine e parole
sul taccuino del mio cuore
mescolando le mie possibilità
mai servite
tento ancora chiamando
la carta giusta
per la mano vincente
desiderio
non di vincita o rivincita
ma di tregua
ma con la mia collezione
di due di picche
unica carta del mio mazzo
mi preoccuperò solo quando
non avrò più respiro
o forse no

Pierluigi Ciolini

La scelta del cuore


Cambia il vento
percettivamente
per scelta volontaria
lacerante
aria nuova entra nelle stanze
brezza gentile scoperchia i tetti
profumo di viole selvatiche
scompagina il mondo
orizzonti si offrono all’occhio
generoso e attento
cambiano i confini e i limiti umani
anche la geografia è invitata d’onore
al matrimonio scomodo con la storia
e noi uniti nel valzer che può cambiare
il volto della nostra avventura terrena
giochiamo un’interminabile partita col male
nemico duro a morire
da sempre vincitore sui più deboli
ma l’amore sa come dissuaderlo
paziente e invincibile
stende reti di stelle
manto  che risplende
di bianco perdono
a coprire i buchi
divoranti del cuore.

Roberta Bagnoli

Amanti


Come in una partita sono stabiliti i tempi
un’ora soltanto… dopo tanto
Le lancette corrono all’impazzata,
e i preliminari messi da parte
Le labbra si cercano senza remore…
ed i corpi si fondono col  respiro ansimante
l’amplesso è forte, quasi violento
riporta, ai primordi, gli amanti
L’amore è alle stelle sotto le coltri
ed essi son paghi…ancora una volta

Ciro Germano

Published in: on giugno 26, 2010 at 07:23  Comments (12)  
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