Il progetto

 
 
 
La sorella che aspetta
con la falce
la stagione della mietitura
non sunteggia
l’essenza di un pensiero,
il peso di un rimorso,
un sentimento…
nasconde i suoi programmi
dietro un velo
con la complicità
di tutti passeggeri al capolinea
perché nessuno
dell’altro campo
svela il suo cammino.
Un forestiero passa inosservato,
compie il ciclo
sotto gli occhi sereni
della folla,
il chicco seppellito nella zolla
spunta la testa
culmina man mano
nelle proficue spighe,
patisce il verso della molitura
compie la metamorfosi
e profuma
su desco apparecchiato
del progetto.

Giuseppe Stracuzzi

Nodi e nodi

C’è una macchia nera che avanza
finge d’essere nube
invece ha zanne
il mio cuore ha paura
se lui mi dice cara
dovrai cavartela da sola
parla
un giovane di mille giri fa
quando le danze
avevano negli occhi
già il destino

a un ragazzo smarrito
grido non puoi non voglio
che ti attanagli il tempo
e la parola rotta
il crollo delle case
la disfatta
le strade le stagioni
i triangoli apposti sulle strade.

Annunciate alle linee di dogana
vengono navi pavesate a notte
i passeggeri
s’appressano all’imbarco
alcuni sottobraccio
per non restare soli.

Io sulla riva aspetto
ti porgerò la mano per l’attracco.

Cristina Bove

Sospeso nella bruma

che partorisce dagli asfalti freddi,
prendo a passi lenti il panorama,
l’alba sorprende
passeggeri spediti senza tempo
giornali accartocciati nelle mani,
qualche balcone sveglio,
l’abbaio che dilaga nei carruggi,
allineate lune
su frappe delle tane
di buon mattino a giro di lavoro,
sbadiglia il mercatino,
una traversa guarda l’altra strada
macchinando il trasloco a primo intoppo
come un discorso chiuso dietro grate…
S’alza su greto in rapidi risvolti
il sole e inventa ninfee nello stagno,
attraversa il deserto sullo sfondo
dell’ape producente
con facoltà di pungere,
malvisto fuco innocuo
senza diritto a vivere,
come indirizzo a spettatori attenti
sulle strade.

Giuseppe Stracuzzi

Passeggeri della notte

Su binari di pensieri
sferraglianti nell’oscuro
l’illusione incatenata
lamentosa batte i pugni

è quel treno
di fantasmi
liberato
senza freni
d’una spinta
ha sol bisogno
della nuda
sua miseria

l’infinita consumata
vinta mostra
il suo biglietto
fazzoletto rugginoso
che vuol
sventolare ancora

salgono timidi
gli albori
di rugiada rivestiti

passeggeri su
un marciapiede
s’incamminano
tra agnelli e lupi

spasimi e lacrime
sono finiti
a lucidare

forse …..

le soglie del cielo

Pierluigi Ciolini

L’ala della fenice

S’è levata ancora

l’ala di fuoco

a coprire

il cielo

d’occidente

e muore

il giorno

per rinascere

più puro

e mai uguale;

e se solo

guardandolo

potessimo imparare

che c’è ancora

tempo per rimediare

agli errori

potemmo tornare

a chiamarci uomini

e fratelli,

noi che siamo solo

sciocchi passeggeri

convinti di guidare

il mondo.


Gian Luca Sechi

Published in: on dicembre 26, 2009 at 07:00  Comments (2)  
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