Promessa e speranza

Un giorno promisi al vento
che non mi sarei più lasciato
portar via con le foglie d’autunno.
Scesi a patti col tempo
che mi lasciasse assaporare finalmente
il gusto di una vita senza pianto.
La regina della notte
splendeva di luce bianca nel cielo
mentre riponevo i miei ricordi
in una scatola di nebbia chiusa a chiave.
Alla fine salii in groppa ad un cavallo di nome futuro
e galoppai verso i confini della fantasia.
Ora vorrei chiedere a mamma Natura
di non avere più pelle nè occhi,
né mani nè bocca,
né testa nè gambe,
ma solo anima,
e un cuore da riempire con il tuo amore
e con la tua essenza.
Ti avrò così anche quando non ti tocco,
ti amerò anche quando non ti sfioro,
potrò baciarti anche quando non ci sei,
abbracciarti col pensiero,
e tenerti sempre stretta a me.
Ti percepirò anche e soprattutto
nel silenzio sospeso della tua assenza,
sprofondando in te,
nella certezza e nel calore
della tua esistenza.

Sandro Orlandi

Acqua


Limpida e fresca nel perpetuo andare
calda purezza racchiusa in una lacrima
marea ansimante nell’amplesso lunare
spruzzi di fonte che il vento scompiglia
stilla su foglia che indugia a cadere
succo prezioso in un ventre che figlia
Principio e vita per ogni creatura;
ma l’uomo stolto l’insudicia e spreca
poi ne ha paura, allorché si ribella
e si riprende gli spazi sottratti
da abusi ed incuria;
la governa una legge più alta
a cui non si deroga
spesso infuria ma non viene a patti;
e ogni volta riprende il suo viaggio
più carica e stanca
ogni volta
lascia impresso nel fango un messaggio.

Viviana Santandrea

Lasciamo ch’esso viva!

Radici che s’insinuano
profonde negli anfratti
senza venire a patti
con questo magma ostile
più giù, più giù
là dove non arrivano
residui di vergogna
rimasugli di bile.

Saldo il fusto ad accogliere
in fiducioso asilo
le creature del bosco;
chioma che in braccio al cielo
di stagione in stagione
rinnova la promessa
per noi, per questo filo
di esistenza che resta

lasciamo ch’esso viva!

Viviana Santandrea