Risveglio

Non è più ora di dormire
dicono gli alberi
mettiamoci il cappello
a larghe falde.

Non è più ora di tacere
dicono i ruscelli
liberiamo la nostra voce
impastata di sonno invernale.

Non è più ora di restare nudi
dicono i fiori e i cespugli
mettiamo piume di struzzo
penne di pavone
vestiamoci di primavera.

Pronti ad accogliere
ali di farfalle
ronzio di mosconi
nel caldo tepore
di un sole ritrovato.

Sandra Greggio

Metaforizzando…a far la vita meno amara

Quanti scivoloni
ancora
prima di risalire
il gesto benedetto?

Il segno della croce
per tenersi a galla
stroppia il canoro
all’eco
che mi ritorna sordo.

Saggio colui che non pesa
l’occhio di una triglia
in ruota posticcia ruba
la scena madre
al pavone su di turno.

Allora meglio pesce
un pesce nel barile
addizionando cane
per non essere sardina

e prendere la vita
di cicala
che se riesce giuro
f(r)inisco che mi sdoppio.

Beatrice Zanini

Published in: on marzo 26, 2012 at 07:33  Comments (5)  
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Rigattieri

Orologi di sfere in dicerie di ruggine
numeri color feltro
in calce voci di chicchere spaiate
giare cucite a fil di ferro
di verghiana memoria

ci si sposta nel tanfo delle cose
la spilla in filigrana del pavone
ha perso gli occhi
la teiera cinese chiccoriso
sul fornellino a spirito riposa

mi sento antica in versi, sarà mica
che il tempo ha patinato la mia voce?
È vero è sera
crepuscolo direi (se non fosse parola
assai usurata)
però mi dico, accade la giornata
e non si può chiamarla in altro modo
perciò se a notte mi ritrovo è notte
word suggerisce: tarda serata, buio
tenebre oscurità, perfino cecità
ma cosa importa
mi sveglio e scrivo la chincaglieria
delle mie insonnie.

Cristina Bove

Aprile


Giungi
nell’irreale aura
addolcente
e pavone
mostri la ruota
piume verdi-azzurre.
Cavalcano
nubi nere
in cieli pervinca
tra squarci taglienti
di sole.
Lieve
rumore di pioggia
carezzevole
sul tremulo ciliegio
d’organza
sui merli di raso
danzanti
sull’umile pratolina
dalle labbra rosate.

Graziella Cappelli

Published in: on aprile 18, 2011 at 07:31  Comments (9)  
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Occasione

Io e te la coglievamo
come attimo fuggente
del desiderio
quella ciocca e quella bocca
noi due, la portavamo sulla fronte
stavo con te
a filo di rasoio

o mia fortunata occasione
instabile
ero abbagliata dalla tua coda persa
dalla tua ruota di pavone.

Aurelia Tieghi

Published in: on aprile 7, 2010 at 07:03  Comments (8)  
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